Il Tirreno

Versilia

La sfida del Teresa: al mare d’inverno con necci e vin brulé

di Matteo Tuccini
La sfida del Teresa: al mare d’inverno con necci e vin brulé

Lo stabilimento balneare resta aperto: stop solo a novembre «Ma a dicembre si riparte e si festeggia Natale e Capodanno»

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VIAREGGIO. A Roma ci sono le famose “ottobrate”: la Città eterna ha sole da tropici e caldo afoso quando si dovrebbe girare con il giubbotto. Ma anche la Versilia non scherza: in questi giorni, nelle ore di sole, si sta tranquilli sopra i 20 gradi di media. E si fa il bagno. Il mare d’inverno, o d’autunno, non è un paradosso: è realtà.

Poche imprese, però, dimostrano di crederci a scopo turistico. Una di queste è il bagno Teresa di Cristiano Pezzini, in Darsena. Che resta aperto fino a fine mese e propone, il 29 ottobre, una merenda con necci, ricotta e vin brulé. Poi fa uno stop a novembre e a dicembre riparte. «Per festeggiare Natale, Capodanno e Befana in riva al mare», spiega come se fosse la più naturale delle cose.

Pezzini è viareggino doc, lo si intuisce anche dal cognome. Ma il suo cruccio è che a Viareggio e in Versilia molti sono ancora indietro, rispetto a una visione dello stabilimento balneare più moderna e corrispondente alle richieste dei clienti. «Secondo me è questa la ricetta per sopravvivere, tra direttiva Bolkestein e nuove esigenze dei turisti – dice Pezzini – la destagionalizzazione è una brutta parola, ma il concetto è giusto. Chi non ha la fortuna di vivere qui, e in questi giorni patisce un clima freddo e inospitale a casa, capisce questa differenza. E la cerca, venendo da noi. Oggi (ieri, ndr) si sta benissimo anche in spiaggia: se continua così anche nei prossimi fine settimana, sono sicuro che ci sarà un sacco di gente. Vengono al mare, pranzano, magari fanno un po’ di shopping. E si badi bene: non sono tutti clienti mordi e fuggi. C’è chi viene da me fuori stagione e mi dice: bello qui, l’anno prossimo vengo al mare da te. E prenota».

Per questo il bagno Teresa ogni anno punta sull’apertura autunnale-invernale. Ampliando, ogni volta, l’offerta: si va dai giochini in spiaggia, che possono tornare comodi con i bambini in qualsiasi periodo dell’anno, alle iniziative con i cavalli. Passando per le cene a tema. È chiaro che il bagno ha la possibilità di farlo grazie al suo ristorante, che ha la licenza annuale: «È vero che il nostro stabilimento, così come tutti gli altri, è chiuso nella sua attività principale. Cioè sdraio e ombrelloni. Però non significa che non possa dare servizi come struttura turistica – dice Pezzini – c’è la ristorazione, certo, che è il traino del settore. Ma anche preparare un caffè a chi vuole sedersi con il mare di fronte è già di per sé un servizio».

Da qui la scelta «di continuare a lavorare in spiaggia anche nei periodi che sembrano poco fruttiferi, e invece possono dare tanto – prosegue Pezzini – Io ho fatto una scelta sull’apertura annuale, così come sull’idea del chilometro zero e sulla qualità dei prodotti, rigorosamente tutti del territorio. Da questo punto di vista faccio un appello ai colleghi balneari, così come agli altri operatori turistici: bisogna accettare la sfida di una Versilia che sia viva anche d’inverno. Capisco che sia uno sforzo da fare, che cambiare è difficile e che sia più facile percorrere la stessa strada di sempre. Ma non credo che ci porterà lontano. E non credo che i nostri clienti cerchino questo».

C’è da dire che quest’anno i bagni aperti a ottobre in Versilia sono stati di meno rispetto al passato: solo una cinquantina, pochi rispetto ai 429 totali. I balneari, o quantomeno i presidenti delle associazioni versiliesi, hanno dato questa spiegazione: il clima a settembre non era stato così favorevole, tanto da scoraggiare molti imprenditori. Va detto, a onor del vero, che l’estate è stata favolosa e alcuni bagni hanno ritenuto non necessario prolungare la stagione da un punto di vista economico. Se la tendenza generale sembra quella di non credere troppo nella destagionalizzazione, ci sono però imprenditori balneari che mostrano di avere un’idea diversa. Da questo punto di vista il Teresa non è solo: anche altri bagni noti, come ad esempio il Nettuno della famiglia Giannessi, riapriranno i battenti già a gennaio. Con vista sul Carnevale.

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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