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Rimane fuori uso la fontana di Riomagno

Rimane fuori uso la fontana di Riomagno

Le ultime analisi hanno confermato la presenza di colibatteri nelle condutture Sos del Comune a Gaia: «Ci aiuti a capire qual è il problema per poterlo risolvere» 

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SERAVEZZA. Non sono bastate la pulizia della vasca di raccolta e la sua disinfezione. L’acqua che sgorga dalla fontana di Riomagno rimane non salubre. È stata effettuata una seconda analisi che ha confermato la presenza di colibatteri. Non provengono dalla sorgente, dove invece l’acqua affiora purissima e genuina, ma dall’acquedotto che giunge al ceppo di marmo a valle. All’inizio della settimana C’è stato un nuovo incontro in Comune fra l’ufficio ambiente, l’ingegnere Roberto Orsini e l’assessore Dino Vené per fare il punto sulla situazione. Urge una soluzione.

«Anche la settimana scorsa sono stati effettuati dei controlli – ha detto l’assessore Vené – che hanno evidenziato parametri che ancora non ci consentono di togliere l’avviso di non potabilità dell’acqua. Abbiamo deciso di contattare anche Gaia per pianificare i prossimi interventi e consentire al più presto il ripristino e l’apertura della fontana».

Nonostante si tratti di una sorgente che non serve nessuna abitazione, e quindi non è indispensabile per i cittadini, sono in molti ad essere affezionati a questa fontana: anche dai comuni vicini si recano con le bottiglie vuote di plastica o vetro per fare rifornimento. L’acqua sprizza in continuazione ed è da anni considerata una delle più buone della Versilia. Ma non è la prima volta che si verifica uno stop dovuto alla presenza di colibatteri. D’altronde l’acquedotto non ricade in quello del circuito del gestore Gaia Spa.

È un peccato, dato che – come spiega lo stesso assessore all’ambiente Dino Vené – «alla sorgente l’acqua esce pura e senza la presenza di colibatteri che invece compaiono nel tragitto sorgente-fontana. Speriamo che Gaia ci indichi come possiamo intervenire e ci aiuti a capire qual è il problema».

Dal 2015, l’amministrazione Neri ha affisso un cartello con scritto “acqua non potabile”. In realtà il flusso è controllato, come dimostrato in questa occasione, ma se non è gestito da un ente terzo – come Gaia – non può ricadere nel circuito delle fontane pubbliche. Così, il Comune si solleva da ogni responsabilità. Tuttavia, è stato il sindaco Riccardo Tarabella a promettere di risolvere questa formalità facendo in modo di far ricadere la fontana – che ha anche un valore storico – nel circuito di Gaia Spa. Tra l’altro, a differenza di quanto precedentemente riferito al Il Tirreno – l’acquedotto è già interrato dalla vasca alla fontana: c’è solo da capire se è ancora a norma.

Tiziano Baldi Galleni

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