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Forte dei Marmi ha il suo giallista

Forte dei Marmi ha il suo giallista

Esce il romanzo di Paolo Fortini ambientato ovviamente in Versilia

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FORTE DEI MARMI. Anche Forte dei Marmi ha finalmente il suo giallista. Si chiama Paolo Fortini: 84 anni, dei quali più di metà spesi in municipio e ben 26 a scrivere le cronache locali di questo paese, un background di vita e di cultura che Fortini riversa nella sua ultima fatica letteraria: “Giallo a Forte dei Marmi”. Fortini, abbandonata da anni la penna del cronista, ha imboccato con successo la strada dello scrittore per realizzare che affondando le trame nella storia più antica del Forte calamitano il lettore in avventure tutt’altro che banali.

“Giallo a Forte dei Marmi” non è da meno, con un plot intrigante che risale addirittura all’estate del 1944 quando l’esercito tedesco stazionava in paese. A raccontarci giusto quello che si può per un libro con finale a sorpresa è lo stesso autore: «Siamo nel 1950 e Franco Forte (si chiama proprio così, come la città tedesca), dopo aver letto “Il falcone maltese” di Dashiell Hammett, decide di fare l’investigatore privato a Forte dei Marmi. I genitori gli chiedono se gli ha dato di volta il cervello e gli amici lo portano in giro, ma lui è irremovibile e apre un’agenzia nella rimessa dietro il capannone del Bagno di famiglia. In pochi mesi – continua Fortini – il protagonista si troverà in mezzo a un caso assai complicato: alcune persone sono alla ricerca di una misteriosa cassetta di metallo, con impressa sul coperchio un’aquila con le ali aperte, convinte che contenga un tesoro che un capitano tedesco avrebbe lasciato in una villa sul viale a mare del Forte dove aveva vissuto con i commilitoni nell’estate 1944. Franco verrà incaricato di trovarla, ma scoprirà che a caccia della cassetta ci sono anche i dirigenti della Zecca di Stato, perché sanno che contiene le matrici per la stampa delle mille lire che l’ufficiale tedesco aveva sottratto dalla tipografia fiorentina, nella quale dirigeva la stampa delle lire durante l’occupazione nazista. Il timore è che con esse si possano mettere in circolazione milioni di banconote false. Le cose precipitano e mettono in difficoltà perfino gli inquirenti e alla fine solo l’intuito del neo poliziotto privato riuscirà a dipanare la matassa e a scoprire il responsabile dei delitti». Il libro è già nelle edicole e nelle librerie.

Franco A. Calotti



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