Il Tirreno

Versilia

Bando per Lido sbagliato concorso di idee da rifare

di Melania Carnevali
Bando per Lido sbagliato concorso di idee da rifare

Il Tar ha annullato l’affidamento del progetto di riqualificazione dell’area La ristrutturazione dell’ex Arlecchino e di villa Benelli slitta ancora

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LIDO DI CAMAIORE. Il concorso di idee per la riqualificazione di Lido (o meglio per la progettazione della riqualificazione di Lido) dovrà ripartire daccapo. Come una tela di Penelope che si disfà sul finale per evitare le nozze non gradite. Solo che, in questo caso, le nozze sarebbero gradite e lo stratagemma in realtà è tutto involontario. Lo ha deciso il Tar della Toscana, che ha annullato il bando del Comune di Camaiore con cui era stata affidata la progettazione alla Rti Versialia Factory. Il gruppo di architetti esclusi (con capogruppo Franco Lorenziani) aveva fatto però ricorso, sostenendo che la loro esclusione non fosse valida. Avevano infatti presentato la loro offerta con un ribasso del 20% (rispetto ai 39mila euro banditi dal Comune), indicando che gli oneri di sicurezza previsti erano pari a zero, nonostante il bando prevedesse che non fosse possibile. Secondo il Tar, invece, «l’indicazione di oneri per la sicurezza pari a zero in un caso di appalto di servizio di ordine intellettuale (quale è l’attività di progettazione) non comporta di per sé l’esclusione del concorrente».

Quindi si parte daccapo. Si tratta della riqualificazione dell’area che va dall’ex Arlecchino fino all’area Benelli, che completerebbe la rigenerazione urbana di Lido dopo la rinascita del parco dell’ex Bussoladomani. Al centro della riqualificazione ci sono i due edifici humus della storia della Versilia. Il bar Arlecchino, anzitutto: l’immobile nato come ristorante Bertacca, diventato poi albergo Arlecchino e infine acquistato dal Comune: erano i tempi della terrazza Martini, delle serate glamour in passeggiata. Il fondo venne dato in gestione. Negli ultimi anni, a gestire il bar, c’era la famiglia Mancini. Il locale era un punto di ritrovo il giorno, ma soprattutto la sera. Solo il piano terra, però, perché il primo piano era già inagibile da tempo per le infiltrazioni d’acqua dal tetto. Tanto era fatiscente, la struttura, che il Comune penso di coprire le facciate con banner pubblicitari. L’Arlecchino ha chiuso definitivamente a febbraio, dopo ricorsi, lavori, progetti, idee, finiti tutti nei mille rivoli del tempo.

Poi c’è villa Benelli, appunto, un altro fiorellino sgualcito dal tempo, piazzato nel cuore dell’area dedicata alla nota dinastia industriale pratese celebre per la Super Iride Prato – azienda di insetticidi che negli anni Sessanta sponsorizzava una delle più famose trasmissione radiofoniche italiane, il Balla Balla su radio Montecarlo – che visse in quella zona.

Per il momento rimarranno tutte lì. Abbandonate al tempo. Ma, fanno sapere dal Comune, l’intenzione è quella di ripartire subito con un nuovo concorso di idee. Si riparte quindi a tessere la tela.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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