Il Tirreno

Versilia

Banchine ai lavori, tariffa raddoppiata per i diportisti

di Donatella Francesconi
Banchine ai lavori, tariffa raddoppiata per i diportisti

Morelli (Autorità portuale): stop alle colonnine private per gli approdi pubblici Un sistema che impone costi molto alti e che viene definito «un’anomalia»

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VIAREGGIO. Tariffa raddoppiata e fissata a 400 euro, a partire da novembre, per diritti e spese d’istruttoria del procedimento inerente il rilascio di autorizzazione all’ormeggio di imbarcazioni e navi presso le banchine pubbliche, destinate in via prioritaria alle unità ai lavori, se l’imbarcazione ormeggia per diporto. È una scelta dell’Autorità portuale regionale, che nel settembre 2013 ha “varato” il primo regolamento delle banchine pubbliche del porto cittadino. Negli stessi mesi in cui i carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca avevano messo in luce un sistema illecito che ha poi portato all’arresto dell’allora nostromo del porto. Un sistema in cui l’attività dell’ufficiale della Capitaneria non era l’unica stortura.

Rimane il fatto che ormeggiare per diporto su una banchina pubblica costa solo i 400 euro di istruttoria ogni due mesi. Niente davvero, confrontando per esempio i prezzi della banchina “Fucile”: in estate il solo ormeggio e l’utilizzo delle attrezzature fisse per lo stesso ammonta a 0,90 centesimi per ogni metro lineare di imbarcazione al giorno. Più acqua, corrente, servizi di guardianaggio. Perché proprio i servizi - sottolinea Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale regionale, «poi fanno la differenza». Così alla domanda se a partire dal raddoppio della tariffa che scatta a novembre, l’Authority abbia intenzione di colmare la differenza con gli ormeggi gestiti da privati, Morelli risponde annunciano: «Sì, sicuramente al momento in cui ci sarà anche l’offerta di servizi». Un passaggio al quale Morelli intende arrivare «a partire dalla banchina Lenci, per la quale nel giro di dieci giorni consegneremo i lavori per l’installazione delle colonnine». L’Authority intende gestire direttamente l’erogazione di acqua ed energia elettrica sulle banchine pubbliche. Perché quanto avviene, per esempio alla banchina Bori (via Coppino) dove a vendere acqua e corrente è la società “Darsena Italia” per Morelli «è un’anomalia». Che l’Autorità portuale intende cancellare: «Non intendo più avere promiscuità sulle banchine pubbliche».

Dove l’energia elettrica - è la voce da anni furibondi degli operatori del porto - si paga a cifre molto più alte che a Pisa o a La Spezia: 0,32 centesima più Iva per ogni Kilowatt a fronte degli 0,29 di Mirabello e degli 0,24 di Marina di Pisa. Tariffe alle quali si somma, per esempio sulla Bori, una quota fissa alla voce “approntamento e disattivazione del servizio di erogazione” pari a 150 euro più Iva, ed una quota fissa giornaliera di 40 euro solo per la “disponibilità delle colonnine antincendio”. Un guadagno non di poco conto ed assicurato a prescindere per il privato indipendentemente dall’utilizzo o meno del sistema anti incendio.

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