Il Tirreno

Versilia

Aumentano i turisti ma non i posti di lavoro

di Cesare Bonifazi
Aumentano i turisti ma non i posti di lavoro

Al centro dell’impiego file da lunedì per chiedere l’indennità di disoccupazione ma il numero degli stagionali non è cresciuto rispetto all’anno scorso

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VIAREGGIO. Il turismo è in crescita, complice il bel tempo e l’incertezza della situazione politica all’estero che attrae nel nostro territorio più italiani. Ma questo non necessariamente si traduce in più posti di lavoro.

La Toscana, Versilia in testa, traggono vantaggio dal boom di presenze. Si parla di milione e 800mila presenze in più in Italia (+4,1% sul 2016) registrate nelle strutture ricettive, ma se calcoliamo anche quelle non ufficiali siamo a quattro milioni. La Toscana cresce più dell’Italia (+3,7%) e la Versilia è il punto di riferimento del turismo costiero. Il balzo in avanti di così ampia portata ha sorpreso praticamente tutti; nel dettaglio crescono le presenze degli italiani sulle coste(+4,8%).

Questo tuttavia non si traduce in maggior occupazione, operatori, sindacati e categorie sono piuttosto concordi che il mantra del 2017 è “si lavora di più ma lavorano gli stessi”. E proprio in questi giorni si stanno registrando lunghe file ai patronati e al centro per l’impiego di tutti quei lavoratori stagionali che fanno domanda per la Naspi, l’indennità di disoccupazione. Potrebbe essere un effetto ottico ma effettivamente fino ad oggi si sono presentati più lavoratori come numero assoluto. Questo perché molti contratti si sono conclusi a metà settembre e alcune richieste sono partite con quindici giorni d’anticipo. I dati su quanti siano queste persone è difficile da quantificare: esistono infatti più percorsi per arrivare allo stesso risultato. C’è chi comincia facendo direttamente al centro per l’impiego la cosiddetta Did (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro), ovvero il documento propedeutico alla richiesta di disoccupazione che va fatto entro i primi otto giorni dalla cessazione del contratto, chi la fa contestualmente alla Naspi andando al patronato e chi invece la fa direttamente su internet. Al centro per l’impiego di Viareggio sono arrivate oltre 1000 richieste finora.

Sembrerebbe percò che non ci sia alcuna novità sul piano occupazionale dovuta all’esplosione del turismo. Maria Bracciotti dell’associazione albergatori pone piuttosto l’accento sui cambiamenti dei contratti: «I dipendenti stagionali nei nostri alberghi non sono cambiati - spiega - il numero è pressoché identico, cambia un po’ l’inquadramento: in occasioni di particolari eventi, parlo dei Rolling Stones a Lucca o dei Comics, afflussi concentrati in pochi giorni, la manodopera che prima veniva pagata con i voucher adesso hanno contratti a chiamata. Questo però non significa che utilizzavamo stratagemmi, solo che il voucher ci permetteva di tamponare situazioni improvvise che nulla avevano a che fare con la stagione nella sua interezza. Il fatto che alcuni ne abbiano abusato facendoli diventare una forma sostitutiva di pagamento ha danneggiato tutti noi operatori». Le fa eco Esmeralda Giampaoli di Confesercenti che sostiene la stessa teoria: «Anche nel settore della ristorazione si è lavorato con più intensità e in maniera più costante - dice - più o meno i numeri degli assunti sono rimasti fermi. Tuttavia chi quest’anno ha fatto la stagione ha lavorato, e molto. Nel nostro settore il voucher era essenziale perché riusciva a tamponare delle situazioni contingenti che non sono prevedibili, contrattualmente parlando».

Anche dalle prime impressioni di Cigl che in questi giorni sta gestendo centinaia di richieste di Naspi, c’è l’impressione che il numero dei lavoratori oscillerà ma non significativamente da parlare di aumento dei posti di lavori sul mercato del turismo. «Piuttosto saranno più lunghi i periodi di Naspi - spiega Cristina Moriconi di Inca Cigl - l’eliminazione dei voucher può determinare un allungamento del contratto esistente che prima non veniva rinnovato nei periodi di fine stagione, quando magari il lavoro diminuiva ma si utilizzavano per i pagamenti le soluzioni alternative».

Ma i primi dati Inps sugli stagionali, annuncia l’azienda, saranno disponibili soltanto a fine mese quando finirà la campagna per la disoccupazione.

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