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Versilia

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Il progetto sul Piazzone non convince Confesercenti

Il progetto sul Piazzone non convince Confesercenti

VIAREGGIO. Incertezza ma soprattutto tanta preoccupazione sul futuro del Piazzone. Questo lo stato d’animo espresso dagli operatori nell’incontro organizzato dalla Confesercenti Toscana Nord lunedì...

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VIAREGGIO. Incertezza ma soprattutto tanta preoccupazione sul futuro del Piazzone. Questo lo stato d’animo espresso dagli operatori nell’incontro organizzato dalla Confesercenti Toscana Nord lunedì sera nella propria sede. Un’occasione per provare a tirare le fila di un progetto di riqualificazione che gli operatori attendono ancora di vedere e giudicare. «Era giusto fare il punto della situazione che i soggetti interessati – ha spiegato Esmeralda Giampaoli presidente Confesercenti Versilia – e confrontarci sugli incontri avuti col Comune. Va detto che a oggi stiamo discutendo solo un rendering del progetto, visto che non sono state presentate le bozze del bando che dovrebbe affidare a terzi la ristrutturazione e gestione dell’area. Il nostro timore è che l’amministrazione proceda con un project financing di lungo periodo, che nel frattempo porti a morire le attività esistenti».

Gli operatori hanno provato a entrare nel merito di alcune criticità che stanno contribuendo a questo clima di incertezza. Ancora Giampaoli: «Innanzitutto la questione di chioschi e fondi che non saranno più degli operatori ma del privato, il quale negli anni imporrà un certo canone, che magari non diverrà più sostenibile. Nel disegno illustrato i chioschi tra l’altro scompaiono: che fine fanno? È stata fatta una ricognizione di quanti sono in regola? Gli operatori chiedono un indennizzo per i lavori svolti su chioschi e fondi».

Poi una stoccata al Comune. «Finora sono stati presentati progetti della grande distribuzione (Varignano, ex Salov), che inquietano il commercio del centro – insiste la presidente - come si fa a tutelare il centro e voler aprire cantieri per la grande distribuzione? Il mercato ha reso ricca la città e ha fatto sorgere i negozi circostanti. Ad oggi non sono garantiti sicurezza e decoro. È necessario tornare a essere un mercato di qualità altrimenti questa parte di città morirà».

Ma commercianti e Confesercenti non si limitano alla protesta. «Siamo perplessi anche sulla sostenibilità del progetto. Come fa un privato a sostenere i costi e affittarlo a prezzi non di mercato? Il progetto sarà rivolto alla grande distribuzione? Per questo – dicono gli operatori – chiediamo la bozza di un bando su cui discutere».

La conclusione di Giampaoli: «Basta con le parole, vogliamo una base concreta su cui discutere altrimenti dovremo abbandonare i tavoli. Proponiamo di ripristinare il vecchio bando, su cui era già stata chiusa la fase della concertazione, per mettere intanto in sicurezza le attività esistenti e in regola. Possibilità di ristrutturare il proprio banco, in modo conforme a un progetto condiviso, o dare la possibilità di andare sotto le logge a prezzi stralciati e bloccati. Ma soprattutto chiediamo certezza sui tempi: o si fa il vecchio bando di gara o il nuovo va approvato velocemente. Se poi esiste veramente il privato interessato».

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