Il presidio
Maschere senz’alcol, vertice in Fondazione
di Claudio Vecoli
La presidente Marcucci convoca una riunione d’urgenza con i costruttori per fissare le regole di comportamento di chi sale su carri e pedane aggregative
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Ha scatenato un vero e proprio polverone la decisione della Fondazione Carnevale di proibire l’abuso di alcol sui carri e sulle pedane aggregative al personale dello staff e alle maschere durante i corsi mascherati. Un giro di vite espressamente inserito nel nuovo bando di concorso approvato in estate. Ma che ha suscitato polemiche in chi legge nella “svolta analcolica” voluta dalla Fondazione la volontà di porre dei limiti che vanno contro la tradizione. E proprio per discutere sul come applicare la nuova normativa, quest’oggi è prevista una riunione congiunta fra la presidente Marialina Marcucci, i componenti del consiglio di amministrazione e i carristi, questi ultimi chiamati a garantire il rispetto del divieto. Una riunione convocata nel giro di poco più di ventiquattr’ore che servirà a stabilire nel dettaglio i criteri di applicazione concreti dei divieti e che – proprio alla luce della sollevazione popolare che ha provocato – potrebbe portare anche ad una interpretazione meno rigida di quanto contenuto nel bando.
La novità, lo ricordiamo, è contenuta nel capitolo del bando di concorso dedicato alle norme di comportamento e recita che «è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche durante i corsi mascherati e nelle ore immediatamente precedenti lo spettacolo». Un divieto che ovviamente non riguarda il pubblico dei corsi mascherati, ma soltanto coloro che ruotano intorno al carro: dai costruttori ai trattoristi, dai movimentisti ai collaboratori. E, fra queste figure, sono incluse anche le maschere. «Lo spirito della nuova normativa – spiega Marco Szorenyi, vicepresidente della Fondazione Carnevale - è quello di impedire che si verifichino episodi spiacevoli già accaduti in passato di cui si sono rese protagoniste alcune maschere che avevano esagerato con l’alcol. Per questo la norma, oltre che ai collaboratori più stretti dei carristi, è estesa anche alle maschere. Sui dettagli di come applicare queste nuove regole, però, è in programma una riunione specifica proprio con i costruttori».
Le linee guida di come verrà applicata la nuova normativa sono comunque contenute nel bando di concorso. Dove si parla di specifici controlli con gli alcoltest (o comunque con strumenti capaci di misurare la concentrazione di alcol nel sangue): «Tutto il personale - si legge ancora nel regolamento – potrà essere sottoposto a controlli alcolimetrici da parte del medico competente o dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio delle Asl». Nel nuovo bando di concorso non sono invece indicate le sanzioni previste per chi non rispetterà (o farà rispettare) i nuovi divieti.
C’è adesso da capire quanto sarà ferrea l’applicazione delle nuove norme. E’ chiaro che non si potrà imporre (almeno alle maschere di carri e pedane aggregative) l’obbligo dell’alcol zero. Andrà perciò stabilito un limite entro il quale bisognerà rientrare. Probabilmente i valori saranno mutuati da quelli in vigore nel codice della strada per chi si mette alla guida di un’auto. Ma la riunione fra Fondazione e carristi servirà anche a questo.
@ClaVecoli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
La novità, lo ricordiamo, è contenuta nel capitolo del bando di concorso dedicato alle norme di comportamento e recita che «è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche durante i corsi mascherati e nelle ore immediatamente precedenti lo spettacolo». Un divieto che ovviamente non riguarda il pubblico dei corsi mascherati, ma soltanto coloro che ruotano intorno al carro: dai costruttori ai trattoristi, dai movimentisti ai collaboratori. E, fra queste figure, sono incluse anche le maschere. «Lo spirito della nuova normativa – spiega Marco Szorenyi, vicepresidente della Fondazione Carnevale - è quello di impedire che si verifichino episodi spiacevoli già accaduti in passato di cui si sono rese protagoniste alcune maschere che avevano esagerato con l’alcol. Per questo la norma, oltre che ai collaboratori più stretti dei carristi, è estesa anche alle maschere. Sui dettagli di come applicare queste nuove regole, però, è in programma una riunione specifica proprio con i costruttori».
Le linee guida di come verrà applicata la nuova normativa sono comunque contenute nel bando di concorso. Dove si parla di specifici controlli con gli alcoltest (o comunque con strumenti capaci di misurare la concentrazione di alcol nel sangue): «Tutto il personale - si legge ancora nel regolamento – potrà essere sottoposto a controlli alcolimetrici da parte del medico competente o dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio delle Asl». Nel nuovo bando di concorso non sono invece indicate le sanzioni previste per chi non rispetterà (o farà rispettare) i nuovi divieti.
C’è adesso da capire quanto sarà ferrea l’applicazione delle nuove norme. E’ chiaro che non si potrà imporre (almeno alle maschere di carri e pedane aggregative) l’obbligo dell’alcol zero. Andrà perciò stabilito un limite entro il quale bisognerà rientrare. Probabilmente i valori saranno mutuati da quelli in vigore nel codice della strada per chi si mette alla guida di un’auto. Ma la riunione fra Fondazione e carristi servirà anche a questo.
@ClaVecoli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

