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Versilia

Premio Artiglio ai sub dei vigili del fuoco più bravi del mondo

 Premio Artiglio ai sub dei vigili del fuoco più bravi del mondo

Il presidente Gallione: ecco perché abbiamo scelto loro e il Dipartimento nazionale della Protezione civile

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VIAREGGIO. Ad Alessandro Gallione, presidente della Fondazione internazionale Artiglio Europa, il prestigioso compito di organizzare la nona edizione del Premio Internazionale Artiglio (la prima dopo la scomparsa del fondatore Francesco Sodini), che vedrà stamani al Museo della Marineria consegnare l’ambito riconoscimento ai Sommozzatori dei vigili del fuoco e al Dipartimento nazionale della Protezione civile. Gallione, nato a Viareggio 68 anni fa, uomo di grande esperienza, ha intrapreso da giovanissimo la carriera bancaria all’allora Cassa di risparmio di Lucca, fino a diventarne vice direttore generale. Successivamente è stato direttore amministrativo della scuola Imt di Lucca; oltre a svolgere un’intensa attività di studio, ricerca e insegnamento di tecnica bancaria presso le Università di Pisa e Firenze. È socio del Rotary Club Viareggio Versilia (partnership del Premio), di cui ha rivestito la carica di Presidente nell’anno rotariano 2010-2011.

Dottor Gallione, cosa significa ricevere l’eredità di organizzare il primo Premio Internazionale Artiglio senza il suo ideatore Sodini?

«Prima di tutto – risponde Gallione – un grande onore, insieme alla consapevolezza di assumere un incarico impegnativo, ma al tempo stesso una sfida entusiasmante, soprattutto per portare avanti gli insegnamenti che Francesco Sodini ci ha trasmesso sul valore dei palombari dell’Artiglio».

Questo il motivo per cui fra i premi di quest’anno ce ne sarà anche uno speciale alla memoria di Francesco Sodini?

«Esatto, infatti abbiamo deciso di donare alla famiglia un Premio internazionale Artiglio proprio alla memoria di Francesco, che questa manifestazione ha creato, fatto crescere ed amato infinitamente».

Ovviamente non sarà solo al comando di questa avventura, da chi sarà affiancato?

«La Fondazione Artiglio Europa, organizzatrice del premio ha un consiglio direttivo composto dal vice presidente generale Nello Barale, dal segretario dott. Bruno Ulisse Viviani, dal tesoriere Cristina Sodini, oltre che dai consiglieri Maria Grazia Cicardi, Roberta Billi e Mario Margara. Oltre che da un efficiente comitato organizzatore e a un comitato scientifico altamente qualificato».

Come è nata la scelta del premio ai sommozzatori dei vigili del fuoco?

«Nello spirito dello statuto della Fondazione, che intende premiare coloro che si sono distinti nelle attività della subacquea. In sede di comitato scientifico, costituto da personaggi di primo piano nel mondo della subacquea, è stato identificato nei Sommozzatori dei vigili del fuoco, il primo ente civile a organizzare corsi per sommozzatori specializzati, allo scopo di servirsene nelle attività di recupero anche in casi di salvamento. Fra l’altro ci piace ricordare che i nostri vigili del fuoco sono stati riconosciuti come i migliori a livello mondiale, per cui è davvero un grande onore per noi avere operato questa scelta».

Ci sarà anche un riconoscimento per il Dipartimento nazionale della Protezione civile.

«Sì, sempre nello stesso spirito, abbiamo ritenuto – prosegue – che questo riconoscimento fosse una naturale conseguenza. In primo luogo perché i vigili del fuoco sono una componente importante della Protezione civile, inoltre per l’assoluta efficacia, la tempestività e il valore degli interventi che questi uomini e donne hanno sempre svolto nelle tante calamità che si sono succedute nel nostro paese».

Il Premio ha scadenza biennale, quindi avrete tutto il tempo per pensare alla prossima edizione. Invece cosa ci dice della Fondazione internazionale Artiglio?

«Indissolubile dal Premio è la Fondazione, che ha lo scopo, onorando i valori della grande tradizione marinara, di valorizzare e promuovere studi, ricerche e attività riguardanti i molti settori del mondo subacqueo».

Avete già in mente qualche progetto?

«Quello che è nelle nostre intenzioni è creare un’attività capillare nelle scuole per promuovere e far conoscere la gloriosa storia dei palombari viareggini, anche attraverso la valorizzazione dei reperti dell’Artiglio presenti al Museo della Marineria Alberto Gianni. Ci piacerebbe realizzare una biblioteca del mare composta anche da libri e ristampe di alcuni dei più bei volumi dedicati proprio all’epopea dell’Artiglio e dei suoi equipaggi, a cominciare da due scritti di David Scott inviato del Times sull’Artiglio, durante le sue imprese. Speriamo anche di realizzare un monumento, che la città attende da tempo, per ricordare gli uomini dell’Artiglio. E, per concludere, vorremmo partecipare, con nostri stand a mostre e fiere del settore subacqueo, fra le quali la più importante, Eudi di Bologna, per diffondere e amplificare la nostra attività».

Dunque gli impegni non mancheranno?

«Decisamente no, ma intanto godiamoci questo nono Premio internazionale Artiglio. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita di questa manifestazione e per ringraziare, ancora una volta i premiati per quello che quotidianamente fanno, mettendo la loro vita in pericolo, proprio come facevano i palombari dell’Artiglio».



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