LA QUINDICENNE UCCISA DALL’ex della MADRE
Lacrime e rabbia ai funerali di Nicolina
VIAREGGIO. Oltre mille persone hanno affollato la chiesa di San Francesco a Ischitella, il paesino in provincia di Foggia dove viveva Nicolina Pacini, la quindicenne cresciuta a Viareggio e uccisa...
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VIAREGGIO. Oltre mille persone hanno affollato la chiesa di San Francesco a Ischitella, il paesino in provincia di Foggia dove viveva Nicolina Pacini, la quindicenne cresciuta a Viareggio e uccisa con un colpo di pistola in pieno volto dall’ex compagno della madre, Donatella Rago. Tantissime le persone rimaste fuori dalla chiesa. Con i genitori Donatella Rago e Ezio Pacini, i nonni e il fratellino di Nicolina. Alle esequie, fra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco di Ischitella Carlo Guerra, autorità civili e militari, sacerdoti, bimbi e ragazzi, molte famiglie.
Il parroco don Dino Iacovone nella sua omelia ha ricordato «l’abbraccio della nazione intera, che soffre con noi e ora è unita nella preghiera», ma ha anche aggiunto che «ora qui si fermano le indagini sociologiche e investigative, si ferma la morbosa ricerca e i pettegolezzi vari, si fermano le voci di rabbia e di ingiuria: risuona la Parola di Dio, consolatrice» mentre «non vediamo più il viso angelico, sorridente, gioioso e delicato di Nicolina: in questi giorni lo abbiamo visto troppe volte in tv e sui social. Nicolina rivive non solo nel ricordo di chi l’ha conosciuta e amata, rivive in noi quando ci incontriamo per pregare, quando allacciamo relazioni amorevoli e sincere, incominciando dalle nostre famiglie, quando ci battiamo per liberare l’aria e la terra dai rifiuti dell’odio. Solo così il suo sacrificio non sarà vano».
Il parroco don Dino Iacovone nella sua omelia ha ricordato «l’abbraccio della nazione intera, che soffre con noi e ora è unita nella preghiera», ma ha anche aggiunto che «ora qui si fermano le indagini sociologiche e investigative, si ferma la morbosa ricerca e i pettegolezzi vari, si fermano le voci di rabbia e di ingiuria: risuona la Parola di Dio, consolatrice» mentre «non vediamo più il viso angelico, sorridente, gioioso e delicato di Nicolina: in questi giorni lo abbiamo visto troppe volte in tv e sui social. Nicolina rivive non solo nel ricordo di chi l’ha conosciuta e amata, rivive in noi quando ci incontriamo per pregare, quando allacciamo relazioni amorevoli e sincere, incominciando dalle nostre famiglie, quando ci battiamo per liberare l’aria e la terra dai rifiuti dell’odio. Solo così il suo sacrificio non sarà vano».
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