Il Tirreno

Versilia

il Tribunale 

Reclamo respinto: i beni della Patrimonio sono tutti vendibili

VIAREGGIO. Quando gli Enti pubblici passano i beni alle società partecipate devono avere ben chiaro che «il trasferimento ad un soggetto privato (ancorché partecipato interamente dall’Ente locale)...

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Quando gli Enti pubblici passano i beni alle società partecipate devono avere ben chiaro che «il trasferimento ad un soggetto privato (ancorché partecipato interamente dall’Ente locale) modifica il regime giuridico dei beni conferiti o altrimenti alienabili a tale soggetto. In difetto della natura pubblica del soggetto proprietario, il bene perde la propria qualità di bene pubblico e diventa un bene privato». Parole di piombo con le quali il Tribunale fallimentare ha nuovamente dato ragione al curatore della Viareggio Patrimonio, contro il cui Piano di liquidazione aveva presentato reclamo il sindaco Giorgio Del Ghingaro con apposito incarico all’avvocato Leonardo Masi. Reclamo respinto dal giudice fallimentare Giacomo Lucente, e contro il provvedimento il sindaco aveva presentato un nuovo reclamo. Questa volta il decreto del Tribunale è frutto della decisione collegiale dei magistrati Giulio Giuntoli (presidente), Michele Fornaciari (giudice) e Carmine Capozzi (giudice relatore-estensore). I quali hanno condannato il Comune al pagamento di parte della spese processuali, per un ammontare di 18.500 euro per ciascuna della parti: la curatela della Viareggio Patrimonio (Donato Bellomo) ed il Banco Bpm Spa che si era opposto al secondo reclamo del sindaco.

Centro Congressi. Nell’opposizione del Comune, anche la contestazione della vendita - già avvenuta - del Centro Congressi. A proposito della quale i giudici sgomberano il campo da ogni illusione: «La reclamante (il Comune, ndr) non ha impugnato (ex articolo 26 della legge fallimentare) il provvedimento del giudice delegato che ha autorizzato la vendita. Sicché è precluso il reclamo avverso il Programma di liquidazione».

Case emergenza abitativa. Non di solo Centro Congressi sono fatti i beni della fallita Patrimonio. La società, ai tempi d’oro (è proprio il caso di dirlo) aveva acquistato oltre 8 milioni di appartamenti. «Beni che - si legge nel decreto del Tribunale - non sono stati conferiti dal Comune alla Patrimonio, ma sono stati acquistati direttamente da quest’ultima. Sicché manca finanche l’iniziale elemento soggettivo (proprietà pubblica) per portare avanti la tesi del Comune».

Impianti sportivi. Sono quattro - Piscina, Palazzetto dello sport, Centro Polo e campo Del Chiaro - e sono destinati alla vendita in tempi rapidi. «Una società quale la Viareggio Patrimonio - scrivono i giudici - non è un Ente pubblico. Ma è un soggetto di diritto privato. Sicché il trasferimento della proprietà dei beni dall’Ente pubblico territoriale ad un tale soggetto, consentito nel disposto dell’articolo 113, comma 13 del Testo unico Enti locali, “ratione temporis” applicabile, muta il regime giuridico dei beni».

Un decreto, quello del Tribunale di Lucca, che riguarda Viareggio ma farà scuola. Perché i giudici gettano lo sguardo oltre la singola vicenda e ammoniscono: «La scelta del modello privatistico non è e non può essere senza conseguenze. Essa implica l’accettazione dei rischi di tale modello, altrimenti avremmo - in violazione dei principi comunitari - una chiara lesione della libertà di concorrenza. Potendo gli Enti territoriali operare secondo modelli privatistici (società partecipate) senza tuttavia patirne le relative conseguenze». E proprio facendo affidamento sui beni posseduti - viene ricordato - fu sottoscritto il prestito obbligazionario deliberato dalla Patrimonio per 18 milioni di euro. E «proprio facendo affidamento sul patrimonio sociale il sistema bancario ha concesso ingenti finanziamenti, per milioni di euro, alla Patrimonio». Gli stessi beni sui quali oggi si pretende che i creditori non possano più contare. Troppo facile, insomma...(d.f.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli