Il Tirreno

Versilia

Se la scuola scarica mio figlio disabile - La lettera

Barbara Piacentini
Se la scuola scarica mio figlio disabile - La lettera

La toccante lettera della madre di un ragazzo disabile di Viareggio che rischia di perdere l’insegnante di sostegno a cui si era affezionato

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Riceviamo e pubblichiamo la toccante lettera della madre di un ragazzo disabile di Viareggio che rischia di perdere l’insegnante di sostegno a cui si era affezionato per una questione di graduatorie.

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Sono la mamma di un ragazzino disabile di 14 anni, ma che è pur sempre un "bimbo" oltre che per la disabilità grave anche per l'aspetto, e sono stanca, scoraggiata, delusa e schifata, e non perchè la vita mi ha dato un figlio disabile, cosa che credetemi posso considerare un dono inestimabile per il carico di amore e sensibilità che nessuna altra mamma può capire (parlo con cognizione di causa visto che ho anche un altro bimbo non disabile), ma perchè sono stufa di trovare in continuazione ostacoli di fronte ad un cammino che già di suo è complicato.

Mi spiego meglio: in Italia i bimbi disabili hanno la possibilità di frequentare le scuole che frequentano tutti, è bellissimo perchè non vengono "ghettizzati" ma inclusi e accolti in classi di alunni non disabili, e questo può essere fonte di arricchimento per tutti, e per rendere possibile questa frequentazione, vengono assegnati a questi alunni disabili, docenti di sostegno.

Fin qui tutto bene, se non fosse che nella realtà ogni volta che inizia la scuola le assegnazioni non sono mai state fatte, ci sono immancabili ritardi, con i relativi disagi; io per esempio non posso portare mio figlio a scuola perchè non è autonomo ma su una sedia a rotelle.

Ma adesso arriviamo al Decreto legislativo che promette la continuità didattica, che vuol dire che nell'interesse dell'alunno la famiglia può richiedere il docente di sostegno dell'anno precedente, o almeno così dicono. Poi in realtà non ci sono regolamenti secondo i quali i dirigenti scolastici possano applicare tale decreto, allora ci si ritrova "rimpallati" da un soggetto competente all'altro senza venirne a capo.

L'anno scorso Leonardo ha frequentato la prima media alle scuole Motto, il suo docente di sostegno, ha instaurato un meraviglioso rapporto con lui da subito, come non era mai successo in tutti gli anni di scuola. Leonardo è impegnativo perchè non cammina, parla col linguaggio gestuale dei segni, ed ha il suo caratterino determinato, e non con tutti ha lo stesso feeling.

Con quel docente però è stato "amore" a prima vista, ha lavorato bene tutto l'anno, il professore di sostegno ha imparato a comunicare con lui nel suo linguaggio, e lui ha fatto grandi progressi. E siamo rimasti entusiasti di questa esperienza.

Io la richiesta l'ho fatta a giugno per la continuità, è iniziata la scuola e non solo ancora non è stato assegnato il sostegno, non sono sicura che quel docente possa essere riconfermato, per una serie di regole che tengono conto dell'interesse di tutti tranne che di Leonardo.

Ecco perchè sono stanca, delusa, scoraggiata e schifata di questo sistema, ma anche se la voglia di piangere e di gridare è tanta, non voglio arrendermi, ma voglio sperare che qualcuno possa ascoltarmi e darmi una mano affinche gli interessi di Leonardo vengano prima delle graduatorie, dei ricorsi e di tutte queste "menate" paurose, perchè l'unico a rimetterci in tutto questo è solo lui.

 

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