Il Tirreno

Versilia

Sea, il caso personale: 30 precari da assumere

di Donatella Francesconi
Sea, il caso personale: 30 precari da assumere

È la richiesta del presidente Miracolo all’ad Bonaceto 

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. La comunicazione è appesa nella bacheca di Sea Ambiente, bene in vista, indirizzata all’ingegnere Massimo Bergamini e all’amministratore delegato, Sandro Bonaceto, e firmata dal presidente Fabrizio Miracolo. Il quale chiede di aver «con urgenza, il quadro completo della pianta organica, evidenziando la scadenza contrattuale di tutti i lavoratori attualmente in forza non assunti a tempo indeterminato». Una richiesta che Miracolo meglio specifica relativamente all’obiettivo che lo stesso si propone: «Il sotto scritto ritiene che da sempre si è voluto sottostimare le reali necessità di forza lavoro, tali da consentire una gestione adeguata del servizio di raccolta». Dunque, l’amministratore delegato Sandro Bonaceto, «contrattualizzi a tempo indeterminato coloro che per legge hanno acquisito la legittima aspettativa all’assunzione. Così da non esporre l’azienda a sicure capitolazioni dinanzi al giudice del lavoro». Ma non solo. Perché Miracolo così continua: «Segnalo la necessità di prorogare l’assunzione degli stagionali stante l’eccezionale ondata di maltempo che rende obbligatorio un piano di interventi straordinari di pulizia e decoro, da attuarsi nell’immediato. E, comunque, da pianificare non oltre la corrente settimana». Miracolo chiede che l’amministratore delegato Bonaceto «condivida» con il presidente le azioni che lo stesso richiese. E conclude: «Ritengo che nel caso venga disatteso quanto sopra richiesto, verrà valutato come una grave ed incomprensibile incompetenza con tutto ciò che ne potrà conseguire».

Una sollecitazione, quella di Miracolo, che rimbalza immediatamente nelle parole della Cgil Funzione pubblica provinciale: «È un anno che chiediamo le assunzioni di chi è arrivato al “tetto” di 36 mesi di contratti a termine e di coloro che sono assunti stagionali. Abbiamo chiesto da tempo di stabilizzare il personale e di avere, in questo senso, un incontro con l’azienda», sono le parole di Michele Massari, artefice - con l’amministrazione Del Ghingaro - dell’operazione che ha portato gli ex dipendenti della fallita Viareggio Patrimonio a transitare in ICare . «Vediamo se ci omo intenzioni sono reali», aggiunge Massari: «Sconti non ce ne sono per nessuno. E se sono schermaglie interne, per quello che riguarda il sindacato, dico che se la vedano loro».

Il riferimento alle schermaglie è inevitabile, visto il rinvio dell’assemblea soci al 3 ottobre ed il braccio di ferro aperto tra Reti Ambiente ed amministrazione comunale di Viareggio: la prima, società che è oggi interamente proprietaria di Sea Ambiente (ed alla quale sono già passati i lavoratori delle altre aziende dei rifiuti della costa toscana) vuole per Sea un amministratore unico, in osservanza del decreto Madia; il secondo, invece, dichiara di aver concordato un nuovo consiglio di amministrazione. A cinque componenti, come proposto dallo stesso Miracolo nell’assemblea soci di lunedì scorso.

Sullo sfondo, inevitabilmente, la politica del personale fin qui condotta dallo stesso Miracolo, che ha legato a sè molto personale, come ben si legge nelle carte dello scorso autunno relative alla vicenda che ha fatto rischiare il licenziamento ad un dirigente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web