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Roma o Pietrasanta? La città è appesa alla scelta di Mallegni
di Luca Basile
Stamani l’incontro con i dipendenti comunali a teatro In caso di addio per il Parlamento arriva il commissario
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PIETRASANTA. Questa mattina l’incontro, ore 12, a teatro con i dipendenti comunali e la cittadinanza dove presenterà il volumetto amministrativo di, quasi, metà, mandato. Domani, forse, le dimissioni da sindaco. Ore convulse per il sindaco Massimo Mallegni che proprio entro domani – il 14 settembre è la data limite – dovrà fare chiarezza sul suo futuro a Pietrasanta: restare alla guida della città fino al 2020 come da investitura da parte dei pietrasantini due anni e mezzo fa, oppure salutare tutti e candidarsi, o meglio ancora farsi candidare, alle prossime elezioni politiche che si terranno nella primavera del 2018.
La verità è che lo stesso Mallegni, fino al pomeriggio di ieri, non aveva le idee chiarissime sull’argomento perché ancora in attesa di indicazioni da parte di Berlusconi&co: per lasciare vuole la certezza di non ritrovarsi in un vorticoso tourbillon elettorale. Quindi una candidatura forte, condivisa e in un collegio sicuro.
Se così non sarà, Mallegni resterà in municipio nel ruolo primo cittadino e, come d’incanto, evaporeranno candidature vere o presunte, scadenze di incarichi di tutti coloro legati al mandato sindacale e campagne elettorali già in embrione.
Mallegni che sollecitato sull’argomento, continua però a non rispondere: forse farà chiarezza stamani con la città e i dipendenti di palazzo a margine della presentazione del volume o forse ancora si prenderà un altro giorno, di attese e di riflessioni, prima di prendere una qualsiasi decisione.
Di certo con Mallegni dimissionario Pietrasanta si ritroverebbe a palazzo comunale, a partire da metà ottobre un commissario prefettizio per un periodo piuttosto lungo: come minimo 6 mesi. Una prospettiva dagli scenari tutti da definire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La verità è che lo stesso Mallegni, fino al pomeriggio di ieri, non aveva le idee chiarissime sull’argomento perché ancora in attesa di indicazioni da parte di Berlusconi&co: per lasciare vuole la certezza di non ritrovarsi in un vorticoso tourbillon elettorale. Quindi una candidatura forte, condivisa e in un collegio sicuro.
Se così non sarà, Mallegni resterà in municipio nel ruolo primo cittadino e, come d’incanto, evaporeranno candidature vere o presunte, scadenze di incarichi di tutti coloro legati al mandato sindacale e campagne elettorali già in embrione.
Mallegni che sollecitato sull’argomento, continua però a non rispondere: forse farà chiarezza stamani con la città e i dipendenti di palazzo a margine della presentazione del volume o forse ancora si prenderà un altro giorno, di attese e di riflessioni, prima di prendere una qualsiasi decisione.
Di certo con Mallegni dimissionario Pietrasanta si ritroverebbe a palazzo comunale, a partire da metà ottobre un commissario prefettizio per un periodo piuttosto lungo: come minimo 6 mesi. Una prospettiva dagli scenari tutti da definire.
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