Fontana lascia Villa Bertelli A rischio i concerti estivi
di Melania Carnevali
Scade il mandato del presidente della Fondazione: suo il calendario di eventi pop Murzi: lo ringrazio per il suo impegno, ma adesso devo capire cosa vogliamo fare
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FORTE DEI MARMI. In questi anni, dice, «è stato tracciato un solco». Un canale di idee «che nemmeno io sapevo dove avrebbe portato. Non immaginavo che saremmo arrivati a portare qui 30 mila persone in una stagione». Carlo Fontana, presidente della Fondazione Bertelli (ufficialmente fino a venerdì) ha consegnato ieri le chiavi del parco. Di quella villa piazzata nel cuore di Vittoria Apuana che, fino al 2013, era poco più di una dimora di fine Ottocento, piena di potenziale ma culturalmente insignificante, e diventata, nel giro di poco, un marchio artistico, un palco da cui si deve passare per gonfiare il proprio status symbol di cantante in voga. Da qui sono passati artisti del calibro di Fiorella Mannoia, con un concerto (lo scorso anno) dedicato a Lucio Dalla, De Gregori, nel 2015, e addirittura Tony Hadley, leader degli Spandau Ballet, in un anno, il 2014, in cui la storica band doveva ancora annunciare il suo ritorno. L’era Fontana si è chiusa quest’anno (posto che sia chiusa) con un calendario super-pop con Gabbani, i Thegiornalisti, Benji & Fede e altri nomi acchiappa fan. La Fondazione Bertelli, in questi anni, si è occupata anche del recupero e della valorizzazione dell’unico patrimonio artistico del Forte, il fondo Arturo Dazzi, di mostre e di temerari concertini classici e jazz la domenica mattina frequentati come la messa. Ma poi, a fare la parte del leone, nel carattere della villa, è stato il calendario estivo di concerti pop. Proprio quello che non è detto che l’amministrazione Murzi voglia seguire.
«Ringrazio Carlo Fontana per quello che ha fatto, perché ha lavorato con impegno ed estrema correttezza, anche nei nostri confronti. Ha lavorato per il bene di Villa Bertelli – commenta il sindaco, Bruno Murzi –. Ma adesso devo ragionare su cosa vogliamo fare in quel posto».
Continuare con i concerti pop da duemila ingressi a volta o fare eventi più austeri, quasi intimi? Che poi riflette anche il binomio del quartiere: accontentare i commercianti (che soddisfatti della stagione chiedono il rinnovo di Fontana) o i residenti (che invece si lamentano di non riuscire nemmeno a cenare nel giardino di casa tanto è il rumore)? Il sindaco si è dato quindici giorni di tempo per decidere. In base alla visione di Villa Bertelli del futuro verrà scelto anche il nuovo presidente. C’è chi mette Carlo Fontana, voluto dall’ex sindaco Buratti nel 2013, rinnovato nel 2016 fino all’11 giugno di quest’anno e poi prorogato dal neo sindaco fino al 15 settembre, tra gli outsider. Questione politica. Era tra i candidati scesi in campo con Michele Molino (attuale consigliere comunale di minoranza ed ex vicesindaco della giunta Buratti) alle ultime elezioni politiche e, per Murzi, sarebbe come fare un regalo all’opposizione. È pur vero che, qualora l’amministrazione decidesse di continuare con il cartellone di concerti estivi, Fontana rimarrebbe uno dei pochi a poterlo fare. Tanto che fonti comunali parlavano di un eventuale incarico da direttore artistico (figura che però andrebbe inserita nello statuto).
Murzi potrebbe scegliere però una versione più soft di Villa Bertelli. Concertini classici, mostre e poco altro. E a quel punto il nome più papabile per la presidenza sarebbe quello di Umberto Donati, classe 1943, avvocato di Forte dei Marmi, per anni alla guida di diverse aziende automobilistiche italiane, ex direttore dell’istituto italiano di cultura di Tokyo e direttore della Fondazione “Italia Giappone”. Ma sciogliere i nodi bisognerà attendere, almeno quindici giorni.
«Ringrazio Carlo Fontana per quello che ha fatto, perché ha lavorato con impegno ed estrema correttezza, anche nei nostri confronti. Ha lavorato per il bene di Villa Bertelli – commenta il sindaco, Bruno Murzi –. Ma adesso devo ragionare su cosa vogliamo fare in quel posto».
Continuare con i concerti pop da duemila ingressi a volta o fare eventi più austeri, quasi intimi? Che poi riflette anche il binomio del quartiere: accontentare i commercianti (che soddisfatti della stagione chiedono il rinnovo di Fontana) o i residenti (che invece si lamentano di non riuscire nemmeno a cenare nel giardino di casa tanto è il rumore)? Il sindaco si è dato quindici giorni di tempo per decidere. In base alla visione di Villa Bertelli del futuro verrà scelto anche il nuovo presidente. C’è chi mette Carlo Fontana, voluto dall’ex sindaco Buratti nel 2013, rinnovato nel 2016 fino all’11 giugno di quest’anno e poi prorogato dal neo sindaco fino al 15 settembre, tra gli outsider. Questione politica. Era tra i candidati scesi in campo con Michele Molino (attuale consigliere comunale di minoranza ed ex vicesindaco della giunta Buratti) alle ultime elezioni politiche e, per Murzi, sarebbe come fare un regalo all’opposizione. È pur vero che, qualora l’amministrazione decidesse di continuare con il cartellone di concerti estivi, Fontana rimarrebbe uno dei pochi a poterlo fare. Tanto che fonti comunali parlavano di un eventuale incarico da direttore artistico (figura che però andrebbe inserita nello statuto).
Murzi potrebbe scegliere però una versione più soft di Villa Bertelli. Concertini classici, mostre e poco altro. E a quel punto il nome più papabile per la presidenza sarebbe quello di Umberto Donati, classe 1943, avvocato di Forte dei Marmi, per anni alla guida di diverse aziende automobilistiche italiane, ex direttore dell’istituto italiano di cultura di Tokyo e direttore della Fondazione “Italia Giappone”. Ma sciogliere i nodi bisognerà attendere, almeno quindici giorni.
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