Gli scout uniscono Viareggio a Corleone
VIAREGGIO. «Ragazzi meravigliosi, pieni di cuore. Che il Signore li benedica per quando hanno dato alla nostra comunità corleonese: la freschezza, la generosità e la testimonianza di una vita di...
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VIAREGGIO. «Ragazzi meravigliosi, pieni di cuore. Che il Signore li benedica per quando hanno dato alla nostra comunità corleonese: la freschezza, la generosità e la testimonianza di una vita di servizio»: con queste parole padre Luca Leone ha salutato i giovani scout di “Viareggio 3” al termine del campo con l’associazione “Fior di Corleone”. I ragazzi e le ragazze di Viareggio hanno fatto il pane, partecipato ai mercati per la vendita dei prodotti agricoli coltivati sui terreni sequestrati alla mafia, visitato gli edifici sottratti al dominio dell’organizzazione criminale, vendemmiato, incontrato la realtà corleonese e ascoltato le tanti voci che rappresentano l’anima di una Sicilia che coltiva, prima di tutto, la speranza.
«Se racconterete a Viareggio che vi siete trovati bene a Corleone - è il messaggio di arrivederci di Maurizio Pascucci, presidente dell’associazione “Fior di Corleone” - e che pur in presenza dei mafiosi vi siete fidati di un prete, di alcuni contadini, di un musicista, di studenti, un farmacista, un sindacalista e di un politico, tutti diversi tra di loro ma uniti dai valori dell’onestà e della giustizia, non sarete creduti. Ma voi vi siete fidati di noi perché la nostra coerenza ci ha reso credibili. Il coraggio genera coraggio. E se riusciamo a Corleone a tenere la testa alta e la schiena dritta davanti ai mafiosi, questo deve avvenire anche in Toscana e nella vostra Versilia. Se ci sono mafiosi a Viareggio è segno che, oltre ad alcune complicità, ci sono anche condizioni favorevoli. Ma se tanti giovani toscani verranno a Corleone avremo più possibilità di sconfiggere i mafiosi in Toscana».
Il viaggio in Sicilia - gli scout viareggini di Don Bosco hanno voluto visitare anche via D’Amelio a Palermo - è il punto di arrivo di un percorso di legalità che ha visto per mesi i ragazzi al lavoro, con ricerche ed incontri sul territorio. Ed oggi “la meglio gioventù” della città non mancherà di condividere pubblicamente l’esperienza fatta ed il messaggio ricevuto nel filo unico tessuto tra la Sicilia che tiene alta la bandiera della legalità e Viareggio che lo stesso deve imparare a fare. (d.f.)
«Se racconterete a Viareggio che vi siete trovati bene a Corleone - è il messaggio di arrivederci di Maurizio Pascucci, presidente dell’associazione “Fior di Corleone” - e che pur in presenza dei mafiosi vi siete fidati di un prete, di alcuni contadini, di un musicista, di studenti, un farmacista, un sindacalista e di un politico, tutti diversi tra di loro ma uniti dai valori dell’onestà e della giustizia, non sarete creduti. Ma voi vi siete fidati di noi perché la nostra coerenza ci ha reso credibili. Il coraggio genera coraggio. E se riusciamo a Corleone a tenere la testa alta e la schiena dritta davanti ai mafiosi, questo deve avvenire anche in Toscana e nella vostra Versilia. Se ci sono mafiosi a Viareggio è segno che, oltre ad alcune complicità, ci sono anche condizioni favorevoli. Ma se tanti giovani toscani verranno a Corleone avremo più possibilità di sconfiggere i mafiosi in Toscana».
Il viaggio in Sicilia - gli scout viareggini di Don Bosco hanno voluto visitare anche via D’Amelio a Palermo - è il punto di arrivo di un percorso di legalità che ha visto per mesi i ragazzi al lavoro, con ricerche ed incontri sul territorio. Ed oggi “la meglio gioventù” della città non mancherà di condividere pubblicamente l’esperienza fatta ed il messaggio ricevuto nel filo unico tessuto tra la Sicilia che tiene alta la bandiera della legalità e Viareggio che lo stesso deve imparare a fare. (d.f.)
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