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Visite private all’Asl ai medici 2,4 milioni
di Matteo Tuccini
Gli incassi dell’attività extra-ospedaliera: 660mila euro a Cecchi
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VIAREGGIO. Oltre due milioni e 400mila euro grazie alle visite private. È la cifra lorda incassata in un anno dai medici dell’ospedale Versilia che svolgono attività libero-professionale: visite ed esami, cioè, eseguiti fuori dall’attività ordinaria di ospedale.
Ai medici Asl, infatti, viene concesso di svolgere un’attività professionale privata parallela a quella nella sanità pubblica, ovviamente senza che questa venga penalizzata. Devono però portarla avanti all’interno delle strutture pubbliche. Quindi ospedale e ambulatori nei distretti sanitari. Da qui l’utilizzo del termine latino intramoenia, cioè “all’interno delle mura”. Sanitarie, s’intende.
La cifra di 2,4 milioni di euro è relativa al totale dei compensi percepiti nel 2016 dai professionisti del “Versilia”. Ed è stata inserita nella dichiarazione dei redditi 2017 come voce dello stipendio complessivo dei medici dell’Asl. È la stessa Asl che ha iniziato a pubblicarla da qualche anno, nell’ambito dell’ormai nota operazione trasparenza. Nella tabella a fianco vengono inseriti i compensi dei medici che decidono di fare attività privata: come detto, si tratta di somme su cui poi il medico deve pagare le tasse. In aggiunta a questa cifra c’è da calcolare la percentuale che finisce nelle tasche dell’Asl: l’azienda sanitaria, infatti, ha diritto a un 30% medio sulle prestazioni svolte dal professionista come privato. Ad esempio, se la visita costa 200 euro al paziente, all’azienda sanitaria finiranno circa 60 euro. Mentre gli altri 140 euro vanno al professionista. Che poi deve pagarci la tassazione relativa.
La quantità di lavoro svolto come privato fa ovviamente la differenza su quanto si andrà a percepire alla fine dell’anno come stipendio. Non a caso proprio i professionisti che incassano di più con l’attività libero-professionale sono gli stessi in cima alla classifica degli stipendi Asl. Primo posto assoluto per Massimo Cecchi, direttore di urologia e dell’area chirurgica del “Versilia”, oltre che responsabile delle chirurgie specialistiche dell’Asl Nordovest: 662.361,21 euro. Segue il primario di dermatologia Franco Marsili: 184.676,03 euro. Terzo posto per il direttore di ostetricia e ginecologia Giovanni Paolo Cima (146.115,26 euro); quarto per il collega Andrea Vento, direttore di oculistica (114.199,44). Quinto posto per il primo medico donna che non è neppure direttore: la ginecologa Valeria Valentino, che raggiunge la cifra di 96.433,13 euro. Somma che le consente di superare il primario Mario Manca, direttore di ortopedia (74.206,41). Dietro Manca un ortopedico della sua squadra, Giancarlo Lensi: 73.006,07 euro. La top ten viene completata dall’endocrinologo Riccardo Bechi Genzano (67.716,14), dal responsabile di senologia Duilio Francesconi (62.446,89) e dall’urologo Carlo Alberto Sepich (53.475,51 euro).
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ai medici Asl, infatti, viene concesso di svolgere un’attività professionale privata parallela a quella nella sanità pubblica, ovviamente senza che questa venga penalizzata. Devono però portarla avanti all’interno delle strutture pubbliche. Quindi ospedale e ambulatori nei distretti sanitari. Da qui l’utilizzo del termine latino intramoenia, cioè “all’interno delle mura”. Sanitarie, s’intende.
La cifra di 2,4 milioni di euro è relativa al totale dei compensi percepiti nel 2016 dai professionisti del “Versilia”. Ed è stata inserita nella dichiarazione dei redditi 2017 come voce dello stipendio complessivo dei medici dell’Asl. È la stessa Asl che ha iniziato a pubblicarla da qualche anno, nell’ambito dell’ormai nota operazione trasparenza. Nella tabella a fianco vengono inseriti i compensi dei medici che decidono di fare attività privata: come detto, si tratta di somme su cui poi il medico deve pagare le tasse. In aggiunta a questa cifra c’è da calcolare la percentuale che finisce nelle tasche dell’Asl: l’azienda sanitaria, infatti, ha diritto a un 30% medio sulle prestazioni svolte dal professionista come privato. Ad esempio, se la visita costa 200 euro al paziente, all’azienda sanitaria finiranno circa 60 euro. Mentre gli altri 140 euro vanno al professionista. Che poi deve pagarci la tassazione relativa.
La quantità di lavoro svolto come privato fa ovviamente la differenza su quanto si andrà a percepire alla fine dell’anno come stipendio. Non a caso proprio i professionisti che incassano di più con l’attività libero-professionale sono gli stessi in cima alla classifica degli stipendi Asl. Primo posto assoluto per Massimo Cecchi, direttore di urologia e dell’area chirurgica del “Versilia”, oltre che responsabile delle chirurgie specialistiche dell’Asl Nordovest: 662.361,21 euro. Segue il primario di dermatologia Franco Marsili: 184.676,03 euro. Terzo posto per il direttore di ostetricia e ginecologia Giovanni Paolo Cima (146.115,26 euro); quarto per il collega Andrea Vento, direttore di oculistica (114.199,44). Quinto posto per il primo medico donna che non è neppure direttore: la ginecologa Valeria Valentino, che raggiunge la cifra di 96.433,13 euro. Somma che le consente di superare il primario Mario Manca, direttore di ortopedia (74.206,41). Dietro Manca un ortopedico della sua squadra, Giancarlo Lensi: 73.006,07 euro. La top ten viene completata dall’endocrinologo Riccardo Bechi Genzano (67.716,14), dal responsabile di senologia Duilio Francesconi (62.446,89) e dall’urologo Carlo Alberto Sepich (53.475,51 euro).
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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