Il Tirreno

Versilia

Passi carrabili non in regola scattano le prime multe 

di Melania Carnevali
Passi carrabili non in regola scattano le prime multe 

Sono iniziati in questi giorni i controlli della polizia municipale di Massarosa: sanzionati un paio di cittadini per non aver ancora installato il cartello

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MASSAROSA. Il termine massimo per mettersi in regola era il 30 aprile, anche se poi, di fatto, la polizia municipale di Massarosa ha aspettato altri due mesi prima di iniziare a fare i controlli. Adesso sono scattate le multe. Le prime, di una sequela che si preannuncia lunga. Conclusione (forse) di una battaglia a suon di comitati e proteste della cittadinanza contro la decisione del Comune di regolarizzare i passi carrabili del territorio. E con “regolarizzazione” s’intende che tutti i passi, sia a raso (ossia dove il cancello di un’abitazione privata è direttamente a contatto con la strada pubblica, quindi senza marciapiede), sia carrai (quindi dove, tra la casa e la strada, c’è un marciapiede) devono essere segnalati con un cartello. E il cartello deve, anzi doveva, essere richiesto, pagato e installato dal cittadino. Qualcuno lo ha fatto, altri no. Altri ancora temporeggiano in attesa del ricorso al Tar. E intanto, nei primi giorni di controlli dei vigili urbani, sono scattate multe per «omessa regolarizzazione». La sanzione ammonta a 169 euro, se manca l’autorizzazione, e a 81 euro nel caso in cui l’autorizzazione ci sia ma non sia stata regolarizzata (con apposito cartello).

Primo comune versiliese, uno dei pochi in Italia, ad aver avviato un percorso di questo tipo. Tutto è partito con la delibera del 22 aprile dello scorso anno, con cui la giunta aumentò i costi per la richiesta (volontaria) di passo carrabile da 17,10 euro a 85 euro (più marche da bollo). Il passo carrabile, però, rimaneva (o almeno così sembrava) una possibilità. Il primo giugno, però, arriva una precisazione sulla delibera stessa: il Comune, reinterpretando la normativa nazionale, stabilisce che, non solo i passi carrai (quindi con un’opera pubblica tra l’abitazione e la strada), ma anche quelli a raso dovessero essere segnalati con un apposito cartello. E sancisce così l’obbligo per tutti i cittadini di richiedere (e pagare) il passo carrabile. Stabilisce anche un termine per la presentazione della domanda, che viene prorogato sette volte. Il consigliere comunale di opposizione, Alberto Coluccini, nel frattempo, presenta mozioni su mozioni per far cancellare le delibere di giunta e rinviare la scadenza: tutte finite nel nulla. Nasce anche un comitato di cittadini, il comitato Passi carrabili appunto, che imbastisce una protesta a colpi di carte bollate (pronto adesso un ricorso al Tar). Ma alla fine la scadenza è arrivata.

«È talmente palese che non è un obbligo di legge – dice il consigliere Coluccini – dal momento che gli altri Comuni non lo stanno facendo. Così stanno inguaiando i cittadini, cambiando peraltro continuamente la modulistica».

Prima del nuovo regolamento erano 269 i passi carrabili nel territorio comunale; adesso, secondo una stima approssimativa fatta sulla base delle famiglie residenti, dovrebbero essere circa 9mila. E i cartelli di passo carrabile sono apparsi come funghi un po’ ovunque nel territorio, anche dove non dovrebbe essere installati: sopra i pali dello stop, ad esempio, sotto l’indicazione di una strada, impiantanti in un terreno come patate. Ma ancora il numero è ben lontano dai 9mila previsti.

In questi giorni, come detto, sono scattate le prime multe. Solo un paio, in realtà. Il primo paio di chissà quante sanzioni.

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