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Versilia

Il furto a Paolo Brosio fa scoprire il covo dei ladri

Il furto a Paolo Brosio fa scoprire il covo dei ladri

Era vicino a una casetta dell’Enel a Vittoria Apuana. Il giornalista: senza la polizia avrei perso il mio libro

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FORTE DEI MARMI. Il furto di cui è rimasto vittima Paolo Brosio ha fatto scoprire il nascondiglio dove i ladri che agiscono al Forte occultano la refurtiva. Le ricerche messe in moto dalla polizia per ritrovare l’i-phone rubato al giornalista hanno portato a individuare il punto, vicino a una cassetta dell’Enel, dove oltre al telefonino erano stati nascosti altri oggetti rubati, lasciati lì in attesa che si calmassero le acque.

A raccontare cosa e come è successo è lo stesso Brosio. Tutto comincia la mattina molto presto, con una camminata sul lungomare prima della messa. Alle 8 quando arriva nella chiesa dei Frati a Vittoria Apuana si accorge che è sparito il telefonino che contiene in memoria le prime cento pagine dell'ultimo libro “Papa Francesco e Medjugorje, i misteri del Kgb Russo” e le rivelazioni sulla vita dei vescovi di Mostar. «Il libro deve essere consegnato il 21 agosto altrimenti non esce a ottobre con le ultime rivelazioni» spiega Brosio sottolineando come in memoria ci siano dati notizie e numeri riservati di autorità, ministri, giornalisti, imprenditori raccolti in anni di professione.

Polizia e carabinieri iniziano le ricerche con una segnalazione anche al comando dei vigili urbani di Forte dei Marmi. I carabinieri sono impegnati in più operazioni e non riescono a distaccare militari per i controlli che vengono indicati dal satellitare che - subito collegato alle password del cellulare - suggerisce come zona dove sarebbe presente il cellulare un’area di 2mila mq fra via Volta e via Aleramo.

«Tutti gli abitanti delle ville mi hanno aiutato a cercare nelle siepi e lungo i confini dei muretti che si affacciano sulla strada - racconta Brosio - ma il tempo passava, le batterie del telefonino diminuivano intensità e nulla si trovava. Vado al commissariato e trovo alla sala operativa i poliziotti Dario Pastorelli e Fabio Monteleone. Poi l’agente Emanuele Bettone, poliziotto super esperto di tecnologie che lavora alla squadra Scientifica, decide di dedicarsi a questo caso. Nel frattempo arrivano Monteleone e gli agenti della pattuglia del 113 Luca Batori e Sabrina Rossi coordinati dall’ispettore Mirko Del Chiaro che con tanta pazienza hanno aiutato decine di altre persone che prima di me avevano richieste di vario tipo, emergenze, incidenti, furti. Si decide di andare sul posto con la volante e di attivare nuovamente le password del cellulare stavolta collegate non più con le cartine geografiche ma con le immagini del luogo fotografate dal satellite e attivando un allarme molto intenso che si trova in ogni i phone. La foto del luogo viene girata per e mail ai poliziotti a bordo dell’auto e a un tratto si sente un sibilo fortissimo che proviene da un nascondiglio sotto terra, celato da foglie e rami secchi vicino alla casetta dell’Enel nel campo di via Volta fra le siepi di alloro. È lì che il poliziotto Batori trova un calzettone che avvolge il cellulare».

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