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Beni della Patrimonio, udienza ai primi di luglio
Il Tribunale deve pronunciarsi sul reclamo presentato dal sindaco al Programma di liquidazione
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VIAREGGIO. Entro il 4 luglio: è questa la data limite entro al quale il Tribunale di Lucca, giudice fallimentare Giacomo Lucente, dovrà decidere sul reclamo presentato dal sindaco Giorgio Del Ghingaro al Programma di liquidazione presentato dal curatore della Viareggio Patrimonio, Donato Bellomo. In gioco c’è il destino dei beni pubblici che l’amministrazione Marcucci, alla nascita della società “in house” aveva passato dal Comune alla Patrimonio: quattro impianti sportivi, tra i quali Palasport, piscina comunale e Centro polo per quasi quattro milioni a base d’asta; il Centro congressi Principe di Piemonte che è già all’asta per un importo base di 3.356.250 euro; 81 appartamenti destinati all’emergenza abitativa per un valore a base d’asta di otto milioni di euro.
Il curatore deve affrontare un “buco” destinato ad attestarsi sopra i 100 milioni di euro ed il suo unico scopo – fissato dalle legge fallimentare – deve essere quello di soddisfare i creditori. Il sindaco punta a riprendere i beni al patrimonio dell’Ente pubblico. E lo fa passando dallo stesso Tribunale fallimentare che, con una sentenza confermata in Corte d’Appello, ha dato il via al fallimento della Viareggio Patrimonio su richiesta del liquidatore Marco Marchi, nominato dal sindaco Del Ghingaro nel 2015.
Dalla decisione che il giudice prenderà entro i primi di luglio sul reclamo del primo cittadino, il quale si è affidato all’avvocato Leonardo Masi affidandogli un incarico formale in tal senso, dipenderanno anche le scelte dell’amministrazione comunale in merito all’annunciata intenzione di recuperare i beni della Patrimonio attraverso lo strumento del concordato fallimentare.
Nella riunione di maggioranza dei giorni scorsi Del Ghingaro ha dato l’annuncio ufficiale di questo passaggio. Dichiarando di aver proceduto al reclamo «opponendo la chiara indisponibilità di alcuni beni, tra i quali, spiccano il Principino e, soprattutto, gli impianti sportivi». (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il curatore deve affrontare un “buco” destinato ad attestarsi sopra i 100 milioni di euro ed il suo unico scopo – fissato dalle legge fallimentare – deve essere quello di soddisfare i creditori. Il sindaco punta a riprendere i beni al patrimonio dell’Ente pubblico. E lo fa passando dallo stesso Tribunale fallimentare che, con una sentenza confermata in Corte d’Appello, ha dato il via al fallimento della Viareggio Patrimonio su richiesta del liquidatore Marco Marchi, nominato dal sindaco Del Ghingaro nel 2015.
Dalla decisione che il giudice prenderà entro i primi di luglio sul reclamo del primo cittadino, il quale si è affidato all’avvocato Leonardo Masi affidandogli un incarico formale in tal senso, dipenderanno anche le scelte dell’amministrazione comunale in merito all’annunciata intenzione di recuperare i beni della Patrimonio attraverso lo strumento del concordato fallimentare.
Nella riunione di maggioranza dei giorni scorsi Del Ghingaro ha dato l’annuncio ufficiale di questo passaggio. Dichiarando di aver proceduto al reclamo «opponendo la chiara indisponibilità di alcuni beni, tra i quali, spiccano il Principino e, soprattutto, gli impianti sportivi». (d.f.)
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