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Senza chioschi il Piazzone del futuro
di Donatella Francesconi
Il vice sindaco Valter Alberici anticipa le novità che saranno contenute dal bando per la ristrutturazione dell’intera area
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VIAREGGIO. Ci ha messo di suo mesi di lavoro, incontri, trattative. Ed ora è ad un passo dal mostrare alla città la sua “creatura”. Il vice sindaco ed assessore ai lavori pubblici, Valter Alberici, anticipa al “Tirreno” il Piazzone del futuro. Quel mercato cuore della città che sarà ristrutturato da un privato, il quale si farà carico dei lavori su progetto dell’amministrazione concordato con la Soprintendenza, per poi diventare l’unico concessionario dell’area commerciale. E recuperare l’investimento, comprensivo del proprio guadagno, lungo un periodo - sono le parole di Alberici - di 25-30 anni.
Insomma, «un intervento radicale per un’intera area», continua il vice sindaco, «per una piazza che torni ad essere piazza, dove organizzare anche eventi». Perché ciò sia possibile «occorre redistribuire i volumi». Partendo dalla considerazione che «in base alle metrature disponibili ci sta tutto, con una preferenza per il “food”, ma certo se si presenta Armani non diremo di no».
L’ostacolo da saltare sono i chioschi ed i loro titolari che, nei mesi scorsi, hanno avanzato la richiesta di indennizzo in caso di rimozione delle strutture che sono di loro proprietà. «Sui chioschi si farà un ragionamento - spiega Alberici -: dovremo dividerli giuridicamente dai fondi. Senza dimenticare che sono abusivi dal punto di vista edilizio: uno solo è in regola. Ma anche considerando che va salvaguardata l’occupazione». Qui la mente del vice sindaco va agli spazi nei loggiati e all’ipotesi di trasferirvi tutte le attività per liberare la piazza.
L’ipotesi di spesa si aggira intorno ai cinque milioni. E non c’è progetto per il Piazzone del futuro che non abbia considerato il recupero della parte superiore e della terrazza: «Questo sarebbe davvero bello», sono le parole del vice sindaco che entra nello specifico della formula che l’amministrazione intende scegliere. «Credo che non utilizzeremo più il project financing. Faremo un bando per una concessione complessiva che andrà a chi si farà avanti per la ristrutturazione in base al progetto che abbiamo messo a punto e che a breve presenteremo alla città». Un bando che fisserà i requisiti per la partecipazione, i costi, il periodo di concessione. Alla domanda su come un’operazione simile si legga alla luce della “Bolkestein”, ovvero della normativa europea, la risposta è: «La concessione dei loggiati non è soggetta alla Bolkestein».
Rimangono i dubbi dei commercianti di fronte al contratto che il Comune chiede di firmare entro il 30 giugno e la presa di posizione dura arrivata ieri da Confesercenti e Confcommercio che chiedono all’amministrazione un incontro urgente: «Incontriamo le categorie quando decidiamo noi e non accettiamo ultimatum. Peraltro l’incontro con i commercianti dei loggiati ci è stato da loro richiesto ed espressamente non alle presenza delle associazioni di categoria». Detto questo agli operatori dei negozi di piazza Cavour il vice sindaco dice: «Ci sono cose che non potevamo scrivere nel contratto ma che metteremo nel bando per motivi di tipo giuridico. Posso assicurare che qualsiasi bando manterrà gli operatori esistenti, che sono in regola, all’interno del progetto».
Agli interessati che si fecero avanti l’estate scorsa interessati alla parte di loggiato lato via Zanardelli e che oggi rivendicano quell’impegno dell’amministrazione, il messaggio di Alberici è: «Ho creduto in quel progetto, ma alla fine abbiamo considerato che non potevano accontentarci di un intervento parziale».
Insomma, «un intervento radicale per un’intera area», continua il vice sindaco, «per una piazza che torni ad essere piazza, dove organizzare anche eventi». Perché ciò sia possibile «occorre redistribuire i volumi». Partendo dalla considerazione che «in base alle metrature disponibili ci sta tutto, con una preferenza per il “food”, ma certo se si presenta Armani non diremo di no».
L’ostacolo da saltare sono i chioschi ed i loro titolari che, nei mesi scorsi, hanno avanzato la richiesta di indennizzo in caso di rimozione delle strutture che sono di loro proprietà. «Sui chioschi si farà un ragionamento - spiega Alberici -: dovremo dividerli giuridicamente dai fondi. Senza dimenticare che sono abusivi dal punto di vista edilizio: uno solo è in regola. Ma anche considerando che va salvaguardata l’occupazione». Qui la mente del vice sindaco va agli spazi nei loggiati e all’ipotesi di trasferirvi tutte le attività per liberare la piazza.
L’ipotesi di spesa si aggira intorno ai cinque milioni. E non c’è progetto per il Piazzone del futuro che non abbia considerato il recupero della parte superiore e della terrazza: «Questo sarebbe davvero bello», sono le parole del vice sindaco che entra nello specifico della formula che l’amministrazione intende scegliere. «Credo che non utilizzeremo più il project financing. Faremo un bando per una concessione complessiva che andrà a chi si farà avanti per la ristrutturazione in base al progetto che abbiamo messo a punto e che a breve presenteremo alla città». Un bando che fisserà i requisiti per la partecipazione, i costi, il periodo di concessione. Alla domanda su come un’operazione simile si legga alla luce della “Bolkestein”, ovvero della normativa europea, la risposta è: «La concessione dei loggiati non è soggetta alla Bolkestein».
Rimangono i dubbi dei commercianti di fronte al contratto che il Comune chiede di firmare entro il 30 giugno e la presa di posizione dura arrivata ieri da Confesercenti e Confcommercio che chiedono all’amministrazione un incontro urgente: «Incontriamo le categorie quando decidiamo noi e non accettiamo ultimatum. Peraltro l’incontro con i commercianti dei loggiati ci è stato da loro richiesto ed espressamente non alle presenza delle associazioni di categoria». Detto questo agli operatori dei negozi di piazza Cavour il vice sindaco dice: «Ci sono cose che non potevamo scrivere nel contratto ma che metteremo nel bando per motivi di tipo giuridico. Posso assicurare che qualsiasi bando manterrà gli operatori esistenti, che sono in regola, all’interno del progetto».
Agli interessati che si fecero avanti l’estate scorsa interessati alla parte di loggiato lato via Zanardelli e che oggi rivendicano quell’impegno dell’amministrazione, il messaggio di Alberici è: «Ho creduto in quel progetto, ma alla fine abbiamo considerato che non potevano accontentarci di un intervento parziale».
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