Il Tirreno

Versilia

La caccia agli elettori non passa più dai partiti 

di Luciano Menconi
La caccia agli elettori non passa più dai partiti 

Tante liste civiche, i post su Fb invece dei comizi, l’incognita astensionismo: ecco i tratti salienti delle campagne per conquistare il voto dei cittadini

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VIAREGGIO. Una campagna elettorale lunghissima, all’insegna dei social network e con i partiti nell’ombra. Mai come stavolta la gara per guadagnare la guida di un Comune in Versilia è stata così poco politica: tante liste civiche, solo quattro simboli nazionali (Pd, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia), massima concentrazione sui problemi amministrativi locali e pochi riferimenti ai massimi sistemi. Il tutto senza comizi ma accompagnato dal rumore di fondo del chiacchiericcio sul web.

Partiti e liste civiche. Se c’è un tratto che accomuna la disputa amministrativa a Camaiore e Forte dei Marmi è innanzitutto questo: il ruolo secondario, di basso profilo, assunto dai partiti. Al Forte tutti o quasi se ne tengono lontani: con Michele Molino che tiene a rimarcare il fatto che nella sua lista ci sono solo due iscritti al Pd, con Bruno Murzi che ha fatto della trasversalità la cifra distintiva della sua lista, con il solo Gianpaolo Bramanti che ha potuto contare sul sostegno in terra versiliese di leader nazionali come Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Anche a Camaiore è un proliferare di liste civiche: otto su tredici. Ci sono ovviamente il Pd a fianco di Alessandro Del Dotto, Forza Italia Lega e Fratelli d’Italia con Giampaolo Bertola e c’è il Movimento Cinque Stelle che qui, a differenza di Forte dei Marmi, punta con Francesco Ceragioli a un risultato di rilievo, ma è il profilo personale dei candidati piuttosto che quello della lista o delle liste che li sostengono ad essere l’unico vero protagonista della competizione.

La campagna sul web. Pochi manifesti e volantini, tanti post su Facebook. È questa l’altra novità, col ruolo sempre più preponderante di internet, che ha contribuito non poco ad alimentare gli scontri polemici ed esasperare i toni. Anche se, tranne un paio di episodi marginali e stupidi (come le scritte sui muri di Camaiore contro Del Dotto e Marco Daddio firmate con una svastica sgangherata), la sfida per contendersi il voto degli elettori è rimasta nei limiti di un confronto aspro ma leale.

La caccia agli elettori. I candidati a sindaco in realtà non si sono risparmiati. Per alcuni, sia al Forte (Murzi in primis) che a Camaiore (Bertola), è cominciata mesi e mesi fa. Anche se ovviamente solo nelle ultime settimane c’è stata l’escalation di incontri, momenti di ascolto, iniziative pubbliche per presentare le proposte. Sarà servito a contrastare la prima grande insidia con cui devono fare i conti tutti i candidati, ovvero l’astensionismo? Vedremo domani. Di certo è che negli ultimi anni anche la Versilia ha visto calare in maniera impressionante l’affluenza alle urne: dal 75% delle politiche del 2013 a poco più del 50% delle europee del 2014 fino a sotto il 45% delle regionali di due anni fa. Negli appuntamenti amministrativi comunali che si sono svolti nel frattempo – da Viareggio a Pietrasanta – non c’è stato il crollo ma comunque meno di due elettori su tre ha esercitato il diritto dovere di votare. È questo dato, il numero di cittadini interessati a partecipare, la prima incognita con cui devono fare i conti tutti i candidati.

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