Il Tirreno

Versilia

dopo il guasto al depuratore 

Si può fare il bagno a nord del Motrone resta il divieto a sud

Si può fare il bagno a nord del Motrone resta il divieto a sud

PIETRASANTA. La buona notizia è che, alla luce degli ultimi campionamenti di Arpat, a nord della foce del fosso Motrone, da ieri è possibile di nuovo fare bagno. Quella meno buona è che a sud della...

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PIETRASANTA. La buona notizia è che, alla luce degli ultimi campionamenti di Arpat, a nord della foce del fosso Motrone, da ieri è possibile di nuovo fare bagno. Quella meno buona è che a sud della stessa foce, per 170 metri, il mare resta, come da precedenti ordinanze, ancora non balneabile. Sta di fatto che a distanza di 5 giorni, il liquame anomalo finito nei fossi a causa di un guasto al depuratore, continua a creare problemi sul litorale. Nel frattempo l’onda invelenita della polemica non si attenua. “I danni andrebbero chiesti anche all’ex giunta Lombardi, oltre che a Gaia Spa e al comune di Camaiore, per avere interrotto l’uso del peracetico e per la scelta della ionizzazione che ha affossato, per cinque anni, la balneazione di Pietrasanta e della Versilia. Qualcuno trova ancora il modo di scherzare sulla balneabilità – accusa il sindaco Massimo Mallegni – dimostrando di non avere a cuore 11 mila addetti che operano nel settore turismo a Pietrasanta. il Pd, responsabile in prima persona della situazione attuale, si impegna a profondere suggerimenti su come risolvere la problematica puntando il dito contro di me e la mia amministrazione che invece era l’unica che sosteneva la soluzione del peracetico per garantire mare pulito. Appena insediati abbiamo fatto partire i lavori per la realizzazione della fognatura del Barcaio: in cinque anni di amministrazione Pd non è stato fatto nulla se non farsi rubare le pompe per l’immissione nell’alveo dell’acido peracetico gridando al sabotaggio e al fatto che Mallegni truccasse le analisi. L’ex sindaco si era anche inventato l’impianto di ionizzazione pur di non ammettere, per motivi politici, che il peracetico sarebbe stato l’unico strumento per evitare. Tranquillizzo i cittadini della Versilia: abbiamo chiesto – anticipa Mallegni – di essere noi i capofila per la gestione degli impianti: seci daranno questo incarico risolveremo il problema».

Poche parole in replica dall’ex sindaco Domenico Lombardi. «Chiedano ad Arpat e Ministero perché non è stato possibile attivare, in passato, gli impianti con il peracetico. Di certo non è stata la mia amministrazione a spendere 1 milione e 200 mila euro per l’utilizzo dello stesso acido in 10 anni». (l.b.)

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