Il Tirreno

Versilia

Un giovane Einstein della Versilia vola ai Mondiali della fisica 

di Cesare Bonifazi
Un giovane Einstein della Versilia vola ai Mondiali della fisica 

Niccolò Porciani ha 18 anni e frequenta lo scientifico A luglio andrà in Indonesia insieme ad altri quattro “geni”

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VIAREGGIO. Niccolò Porciani è un genio versiliese della fisica. Ha diciotto anni ed è uno con tutti dieci in pagella, ma non chiamatelo Sheldon Cooper, il protagonista della famosa serie televisiva americana The Big Bang Theory. Niccolò non si sente un nerd anche se è stato selezionato tra i cinque ragazzi italiani che parteciperanno alle olimpiadi della fisica che si svolgeranno dal 16 al 24 luglio a Yogyakarta in Indonesia. Un orgoglio per la sua scuola, il liceo scientifico Barsanti e Matteucci di Viareggio, ma anche per tutta la Versilia che sforna uno degli astri nascenti della fisica. «Sono tre anni che provo ad arrivare alle olimpiadi internazionali - ammette Niccolò piuttosto agguerrito - sono molto felice di essere stato finalmente selezionato».

Questa estate dunque il giovane Einstein versiliese non solo dovrà affrontare presto la Maturità a scuola (la seconda prova all’esame è matematica e non fisica), ma dovrà affrontare due importanti prove alle olimpiadi internazionali: la prima è sperimentale e durerà cinque ore, l’altra è teorica, il giorno successivo, altre cinque ore. La prova teorica consiste in problemi da risolvere, in quella sperimentale dovrà cimentarsi con un esperimento che dovrà essere completato e di cui dovrà fare raccolta e analisi dei dati e, nel caso la giuria lo richieda, una piccola modellizzazione teorica.

«Sono piuttosto emozionato perché sono tre anni che ci provo - ammette - ho cominciato a gareggiare per le olimpiadi in terza: sono passato dalle selezioni locali, poi alle Provinciali e alle Nazionali dove ho ricevuto la medaglia d’oro. I primi dieci delle Nazionali vanno a Trieste per le selezioni che durano cinque giorni. Ho fatto la gara e mi hanno chiamato per la squadra dei Mondiali insieme ad altri quattro ragazzi che vengono da tutta Italia».

Quest’anno a partecipare ai Mondiali dell’Indonesia saranno ben 91, e la concorrenza sarà spietata.

La passione della fisica non viene propriamente dal nulla, in casa sia la madre che il nonno di Niccolò maneggiano l’argomento per motivi di lavoro: «Ma non è solo per questo che mi sono appassionato, anche da piccolo ero un bambino molto curioso - racconta - mi piace molto l’argomento e quando sono a casa cerco di approfondire anche certi temi leggermente al di fuori del programma scolastico. Non mi definisco un secchione, ma solo una persona appassionata: uno a cui piace quello che studia».

Malgrado questo, il novello Nikola Tesla è uno studente ligio al dovere e non passa i compiti in classe: «Aiuto i miei compagni - si giustifica - solo che proprio non riesco a farlo: non ci riesco e dopo mi sentirei in colpa». Un particolare che però non gli ha impedito di avere molti amici sinceri tra i suoi compagni di classe: «Quando sono tornato da Trieste pensavo di aver fatto una pessima prova e che non sarei rientrato nella rosa dei prescelti - racconta - sul gruppo Whatsapp i miei amici sono stati molto affettuosi e mi hanno supportato molto».

Il suo futuro però è ancora incerto, non sa ancora bene cosa fare: «Sicuramente sceglierò Fisica all’università - dice - ma ancora non ho scelto una specializzazione. Il campo che più mi interessa è l’elettromagnetismo. Sicuramente non la termodinamica. Sarebbe interessante poter intraprendere il campo della ricerca ma in Italia purtroppo è molto difficile e spesso chi si butta nello studio è costretto ad emigrare».

Nel frattempo i pensieri di Niccolò sono tutti concentrati sulla Maturità - non gli piace latino e storia dell’arte - e soprattutto sui Mondiali.

Ma non bisogna pensare a lui come a uno di quegli studenti immersi nel proprio mondo: «Mi piace molto la musica: ascolto il pop ma anche la musica classica - ammette - e, anche se non sono un tipo che esce tutte le sere, ho molti amici. La mia altra passione sono i videogiochi: spesso trascuro lo studio e passo le ore davanti alla consolle».

Un passatempo che evidentemente non inficia in alcun modo nella sua resa scolastica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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