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Viareggio, ecco il clown che strappa un sorriso ai semafori
Si esibisce alla stazione mentre gli automobilisti sono fermi al rosso. E regala un piccolo show di giocoleria
VIAREGGIO. Con i suoi giochi di prestigio cerca di strappare un sorriso agli automobilisti che sono fermi al semaforo in attesa del verde. Spesso ci riesce, specie quando a bordo ci sono dei bambini. Altre volte – per fortuna una netta minoranza – viene visto con fastidio, come fosse un lavavetri insistente o un venditore di fazzolettini di carta. Geremia, quarantatré anni, è originario della provincia di Cagliari. Ma da oltre vent’anni – come dicono i sardi – si è trasferito sul continente.
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La sua base è a Lastra a Signa, nell’hinterland fiorentino, dove abita da anni guadagnandosi da vivere con lampade realizzate riciclando pezzi di motore. Ma quando veste i panni del clown e giocoliere gira un po’ tutta la Toscana. Per sbarcare il lunario, ma anche per regalare un momento di serenità agli automobilisti imbottigliati nel traffico. E da qualche tempo fra le località che frequenta con maggiore assiduità c’è anche Viareggio. Con il costume d’ordinanza da pagliaccio – cappello e parrucca colorata in testa, trucco a circondargli la bocca e immancabile naso rosso - Geremia si sistema di fianco al semaforo della piazza di fronte alla stazione ferroviaria e, quando scatta il rosso, si lancia in strada. E, fra lo stupore degli automobilisti che lo vedono per la prima volta, si cimenta nei suoi giochi d’abilità, facendo ruotare palline colorate, birilli e altri “strumenti” da giocoliere. Poi, pochi istanti prima che scatti di nuovo il verde, gira fra le auto ferme con il cappello rovesciato sperando di raccogliere qualche spicciolo. «Certo, io con questa attività ci devo anche campare – racconta – ma in fondo non è il mio scopo principale: la cosa a cui più tengo è regalare un attimo di gioia a chi è in coda al semaforo».
Insomma, per Geremia quello di giocoliere e clown più che un lavoro vero e proprio è una sorta di missione. Iniziata un paio di anni fa quasi per scherzo. «Tutto è partito come un esperimento. Volevo capire se con la mia arte di strada sarei riuscito a intrattenere le persone anche in un momento particolare come quello dell’attesa ad un semaforo. E la cosa ha funzionato, anche se qualcuno, ogni tanto, continua a trattarmi come se fossi un lavavetri. La maggior parte però apprezza quello che faccio. E io sono felice perché regalo loro un sorriso o comunque un attimo di svago».
Viareggio non è l’unico posto dove Geremia si esibisce. Fra le piazze che frequenta ci sono anche Pisa, Lucca, Massa, Carrara e anche Livorno. «Non ho un calendario fisso. Diciamo che decido dove andrò soltanto al mattino, quando esco di casa, a seconda dei treni in partenza da Lastra a Signa. Sul treno approfitto del viaggio per truccarmi e prepararmi. Poi, quando arrivo a destinazione, scendo e mi piazzo in un posto adatto per questo genere di attività. E a Viareggio il posto migliore è proprio nella piazza di fronte alla stazione ferroviaria, perché i tempi del semaforo non sono né troppo brevi né troppo lunghi».
Quanto agli incassi, non esiste una statistica affidabile. «A volte riesci a tirar su solo pochi euro, altre volte arrivi a raccogliere cifre superiori ai 50 euro. Qualunque sia la somma finale, però, me li faccio bastare. Perché, lo ripeto, quello che cerco prima di tutto è la soddisfazione personale. E quella c’è quasi sempre».
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