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Il nuovo Ittico sarà completato Un milione e mezzo dalla Regione
di Donatella Francesconi
L’annuncio dell’assessore Valter Alberici in consiglio comunale. A realizzare i lavori sarà l’impresa “Ascani impianti e costruzioni” che ha vinto l’appalto nel 2014 per 1.179.564 euro
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VIAREGGIO. Un milione e mezzo dalla Regione per completare il nuovo mercato ittico, i cui lavori sono fermi dall’estate 2012. È l’annuncio fatto in consiglio comunale ieri dall’assessore Valter Alberici, in risposta alla questione posta dal capogruppo del Pd, Luca Poletti. Il quale ha chiesto conto del futuro della struttura, oggi lasciata nell’abbandono e degrado totali. Nel 2015 il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo decise di restituire il completamento dell’opera alla Regione che l’ha finanziata nel 2007. «Dobbiamo prendere una delibera di Giunta», ha spiegato Alberici, «per superare l’assegnazione alla Regione. Abbiamo incontrato l’assessore Vincenzo Ceccarelli, il quale ci ha confermato la somma di un milione e mezzo. E mi dicono che l’appalto assegnato a suo tempo è ancora valido».
L’appalto in questione è quello che si è aggiudicato l’azienda “Ascani impianti e costruzioni” di Grottamare (Ascoli Piceno): determina numero 2081 del 17 ottobre 2014, a firma dell’allora dirigente ai lavori pubblici, Riccardo Raffaelli. Per un importo pari a 1.179.564,17 euro, Iva compresa. Ben sotto il milione e mezzo, dunque, annunciato ieri in consiglio comunale.
All’atto del nuovo appalto si arriva dopo una serie di determine prese ed annullate, una dietro l’altra, che catturano anche l’attenzione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. Ciascuno degli atti relativi alle esigenze economiche per il completamento dei lavori riporta l’indicazione di una cifra diversa. Nel settembre 2013 «l’importo disponibile per l’edificio è pari a 1.324.652,66 euro, al netto dell’Iva», scrive Raffaelli al progettista esterno, architetto Francesco Tomassi. L’atto precedente, quello del 19 luglio dello stesso anno, (determina numero 869 del 19 luglio) relativa al completamento dell’opera prevede «un progetto delle opere a completamento dell’importo complessivo di 1.096.000 euro».
Nella determina numero 943 del 10 giugno 2014 spunta la somma di 1.485.779,28, come da progetto predisposto dalla stesso Tomassi, cifra relativa alla determina 213 del 4 marzo 2014 che la 943 annulla rimandando alla «necessità di procedere ad una nuova progettazione esecutiva dei lavori in oggetto».
Da qui si passa direttamente alla nuova gara d’appalto relativa a lavori assegnati all’impresa di Ascoli Piceno, per la cifra di 1.179.564,17 euro. Se si riparte da questo appalto, come indicato dal vice sindaco Alberici, sembra di capire che di nuovo progettazioni non ce ne saranno. E neppure quei pagamenti che l’architetto Tomassi ha richiesto all’Organismo straordinario di liquidazione, ricevendo risposta negativa. Così che la questione di quei pagamenti - rifiutati all’epoca dall’ex dirigente del servizi finanziari del Comune, Salvatore Santoro, come documentato nelle carte dei carabinieri - è tornata dritta all’Ente pubblico.
Per concludere, va sottolineato come nessuno mai abbia rifatto i conti. Considerando anche quella cifra di 200.000/300.000 euro che «ballano» nel totale del completamento dell’opera, come dichiara lo stesso Raffaelli ascoltato dal Gip che poi negherà intercettazioni e perquisizioni. Una cifra che - spiega Raffaelli - è finita nel «calderone» dei conti del Comune di Viareggio. Ente che aveva per prassi quella di utilizzare le somme vincolate (i fondi della Regione, per esempio) ai fini della spesa corrente. Prassi sottolineata come negativa dalla Corte dei Conti e dall’ispettore del ministero delle finanze.
Insomma, ora che l’opera tanto attesa si avvia al completamento, qualcuno ha rifatto i conti, visto che si torna a parlare di 1,5 milioni, somma maggiore di quella per la quale si era disposto l’appalto?
L’appalto in questione è quello che si è aggiudicato l’azienda “Ascani impianti e costruzioni” di Grottamare (Ascoli Piceno): determina numero 2081 del 17 ottobre 2014, a firma dell’allora dirigente ai lavori pubblici, Riccardo Raffaelli. Per un importo pari a 1.179.564,17 euro, Iva compresa. Ben sotto il milione e mezzo, dunque, annunciato ieri in consiglio comunale.
All’atto del nuovo appalto si arriva dopo una serie di determine prese ed annullate, una dietro l’altra, che catturano anche l’attenzione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. Ciascuno degli atti relativi alle esigenze economiche per il completamento dei lavori riporta l’indicazione di una cifra diversa. Nel settembre 2013 «l’importo disponibile per l’edificio è pari a 1.324.652,66 euro, al netto dell’Iva», scrive Raffaelli al progettista esterno, architetto Francesco Tomassi. L’atto precedente, quello del 19 luglio dello stesso anno, (determina numero 869 del 19 luglio) relativa al completamento dell’opera prevede «un progetto delle opere a completamento dell’importo complessivo di 1.096.000 euro».
Nella determina numero 943 del 10 giugno 2014 spunta la somma di 1.485.779,28, come da progetto predisposto dalla stesso Tomassi, cifra relativa alla determina 213 del 4 marzo 2014 che la 943 annulla rimandando alla «necessità di procedere ad una nuova progettazione esecutiva dei lavori in oggetto».
Da qui si passa direttamente alla nuova gara d’appalto relativa a lavori assegnati all’impresa di Ascoli Piceno, per la cifra di 1.179.564,17 euro. Se si riparte da questo appalto, come indicato dal vice sindaco Alberici, sembra di capire che di nuovo progettazioni non ce ne saranno. E neppure quei pagamenti che l’architetto Tomassi ha richiesto all’Organismo straordinario di liquidazione, ricevendo risposta negativa. Così che la questione di quei pagamenti - rifiutati all’epoca dall’ex dirigente del servizi finanziari del Comune, Salvatore Santoro, come documentato nelle carte dei carabinieri - è tornata dritta all’Ente pubblico.
Per concludere, va sottolineato come nessuno mai abbia rifatto i conti. Considerando anche quella cifra di 200.000/300.000 euro che «ballano» nel totale del completamento dell’opera, come dichiara lo stesso Raffaelli ascoltato dal Gip che poi negherà intercettazioni e perquisizioni. Una cifra che - spiega Raffaelli - è finita nel «calderone» dei conti del Comune di Viareggio. Ente che aveva per prassi quella di utilizzare le somme vincolate (i fondi della Regione, per esempio) ai fini della spesa corrente. Prassi sottolineata come negativa dalla Corte dei Conti e dall’ispettore del ministero delle finanze.
Insomma, ora che l’opera tanto attesa si avvia al completamento, qualcuno ha rifatto i conti, visto che si torna a parlare di 1,5 milioni, somma maggiore di quella per la quale si era disposto l’appalto?
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