Il presidio
Acqua sporca, emergenza senza fine
Da oltre una settimana in decine di case a Piano di Conca e Piano di Mommio. Gaia: «Puliremo i tubi»
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MASSAROSA. Le cattive abitudini sono dure a morire, così come l’acqua sporca che esce dai rubinetti delle case di Piano di Conca e Piano di Mommio. Da oltre una settimana i cittadini delle frazioni massarosesi devono convivere, come spesso accade negli ultimi anni, con il problema dell’acqua rugginosa: pare che negli ultimi giorni il problema si sia intensificato e arrivano alla nostra redazione decine di segnalazioni con foto in cui l’acqua scorre scura come fango.
A quasi otto mesi dalla promessa di Gaia di scontare le bollette dei cittadini, ancora la proposta non è diventata attiva: dalla dirigenza dell’azienda fanno sapere che la proposta si dovrebbe concretizzare nelle prossime settimane.
Le segnalazioni degli ultimi giorni hanno portato a un obiettivo nel breve termine: Gaia ha insediato un tavolo urgente per affrontare le criticità. È stato stabilito un protocollo di urgenza che prevede lavaggi sul serbatoio di Piano di Mommio che dovrebbero partire già in questa settimana. Nel frattempo verranno fatte delle operazioni di manutenzione straordinaria sugli impianti di pompaggio con le macchine pulitrici per cercare di rimuovere i depositi ferrosi presenti. Sarà pulito anche il serbatoio di Venti e pianificato un piano di lavaggio delle tubazioni con il metodo già collaudato dell’ice pigging.
Non è chiaro quale sia stata la causa che ha portato nell’ultima settimana a un aumento così esponenziale dei fenomeni di torbidità, potrebbero essere stati, secondo una prima ipotesi del gestore, a uno sbalzo nei consumi: ci sarebbe stata una variazione nella pressione delle tubazioni che ha fatto staccare grandi quantità di ruggine.
Da Gaia fanno sapere anche che, in accordo con l’amministrazione, stanno valutando in queste ore la possibilità di raggiungere l’obiettivo di sostituire 2/3 di tubazione in acciaio a Piano di Mommio entro ottobre, per un totale di 1 milione e 100mila euro di investimenti e già entro metà giugno vorrebbero aprire i cantieri per la sostituzione del primo chilometro e mezzo di tubazione entro l’estate.
Nei prossimi giorni verranno comunque diramate ulteriori comunicazioni in merito.
La torbidità, come noto da anni, è causata dalla presenza di vecchie tubazioni in acciaio non rivestito: l’ossido di ferro, ormai sedimentato sulle pareti interne delle tubazioni, si scioglie nell’acqua trasportata, dando luogo alla colorazione rossastra. Gli esiti dei torbidimetri installati lungo la rete indicheranno ai tecnici le priorità con le quali dovranno essere eseguiti i lavori programmati.
Cesare Bonifazi Martinozzi
A quasi otto mesi dalla promessa di Gaia di scontare le bollette dei cittadini, ancora la proposta non è diventata attiva: dalla dirigenza dell’azienda fanno sapere che la proposta si dovrebbe concretizzare nelle prossime settimane.
Le segnalazioni degli ultimi giorni hanno portato a un obiettivo nel breve termine: Gaia ha insediato un tavolo urgente per affrontare le criticità. È stato stabilito un protocollo di urgenza che prevede lavaggi sul serbatoio di Piano di Mommio che dovrebbero partire già in questa settimana. Nel frattempo verranno fatte delle operazioni di manutenzione straordinaria sugli impianti di pompaggio con le macchine pulitrici per cercare di rimuovere i depositi ferrosi presenti. Sarà pulito anche il serbatoio di Venti e pianificato un piano di lavaggio delle tubazioni con il metodo già collaudato dell’ice pigging.
Non è chiaro quale sia stata la causa che ha portato nell’ultima settimana a un aumento così esponenziale dei fenomeni di torbidità, potrebbero essere stati, secondo una prima ipotesi del gestore, a uno sbalzo nei consumi: ci sarebbe stata una variazione nella pressione delle tubazioni che ha fatto staccare grandi quantità di ruggine.
Da Gaia fanno sapere anche che, in accordo con l’amministrazione, stanno valutando in queste ore la possibilità di raggiungere l’obiettivo di sostituire 2/3 di tubazione in acciaio a Piano di Mommio entro ottobre, per un totale di 1 milione e 100mila euro di investimenti e già entro metà giugno vorrebbero aprire i cantieri per la sostituzione del primo chilometro e mezzo di tubazione entro l’estate.
Nei prossimi giorni verranno comunque diramate ulteriori comunicazioni in merito.
La torbidità, come noto da anni, è causata dalla presenza di vecchie tubazioni in acciaio non rivestito: l’ossido di ferro, ormai sedimentato sulle pareti interne delle tubazioni, si scioglie nell’acqua trasportata, dando luogo alla colorazione rossastra. Gli esiti dei torbidimetri installati lungo la rete indicheranno ai tecnici le priorità con le quali dovranno essere eseguiti i lavori programmati.
Cesare Bonifazi Martinozzi
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