Il Tirreno

Versilia

Muore in vacanza, in quattro rischiano il processo

Fabio Maccheroni durante una vacanza
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Fabio Maccheroni durante una vacanza

Fabio Maccheroni ucciso mentre dormiva in un bed & breakfast in Sicilia. In tribunale a Trapani l’udienza preliminare

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PIETRASANTA. Quattro persone rischiano di finire a processo per la morte di Fabio Maccheroni, ucciso a 43 anni dal monossido di carbonio respirato mentre stava dormendo in un Bed&breakfast di Trapani, in Sicilia. Luogo che aveva scelto per una vacanza nell’agosto scorso, assieme all’amico Alessio Menicucci, oggi 37enne, di Cascina (Pisa). Che a differenza di Fabio è riuscito a sopravvivere all’avvelenamento.

Oggi (29 maggio) in tribunale a Trapani è in programma l’udienza preliminare che vede imputati – dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura siciliana – i quattro finiti nel mirino degli inquirenti. Si tratta di Benedetta Serafico, gestore del B&B “L’Orchidea” dove è avvenuta la tragedia; Antonino Serafico e Tuzza Augugliaro, marito e moglie proprietari dell’immobile in cui si trova la struttura ricettiva; Bartolomeo Altese, titolare del panificio situato al piano terra dello stabile.

Proprio dalla canna fumaria del panificio, che partendo dal piano terra sale su e attraversa tutto lo stabile, sarebbe fuoriuscito il gas che ha avvelenato Fabio e Alessio. Secondo l’accusa, le esalazioni letali si sarebbero sprigionate a causa delle condizioni precarie dell’impianto, apparso usurato ai vigili del fuoco che hanno eseguito i rilievi tecnici: il monossido sarebbe fuoriuscito e penetrato nella camera dove dormivano i due turisti, passando dal condizionatore. Che – sempre secondo l’inchiesta – era acceso, con le finestre chiuse: in questo modo la camera si è trasformata in una trappola col gas.

I quattro imputati sono accusati di omicidio colposo per la morte di Fabio e di lesioni colpose gravissime per quanto riguarda Menicucci. Sarà il giudice dell’udienza preliminare del tribunale trapanese a decidere se mandarli a processo. Nel corso dell’udienza si costituiranno parte civile i familiari di Fabio, assistiti dagli avvocati Elena Libone e Fabrizio Pelletti. Fabio Maccheroni era conosciutissimo in Versilia. Era figlio di Ivana Doria e di Emilio Maccheroni, notaio oggi in pensione, professionista molto apprezzato con studio prima a Seravezza e poi a Pietrasanta.

Assieme ai genitori e alla sorella Serenella Fabio aveva vissuto tra Forte, Pietrasanta e Seravezza: un anno circa prima della tragedia era andato ad abitare a Querceta. Appassionato di informatica e di tecnologia, ne aveva fatto una professione aprendo un’azienda tutta sua, la Innova, a Massa. Un’altra grande passione era ritrovarsi con i vecchi compagni delle elementari, frequentate dalle suore Canossiane a Forte. Un gruppo unito, che era rimasto tale anche che al liceo scientifico fortemarmino. E che, a tanti anni di distanza, si ritrovava spesso a cena alla pizzeria Bresciani Carla, sempre a Forte. Con loro, gli amici di una vita, Fabio condivideva emozioni e i racconti dei viaggi che amava fare. A loro annunciò che d’estate sarebbe andato in Sicilia. E nella notte del 16 agosto del 2016 Fabio è andato incontro a un destino assurdo.

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