Il Tirreno

Versilia

Tassa per gli affitti sul web ma agli hotel non basta 

di Matteo Tuccini
Tassa per gli affitti sul web ma agli hotel non basta 

Dal 1º giugno il Fisco vuole il 21% di ogni transazione conclusa su Airbnb Gli albergatori: «Solo il primo passo, i Comuni devono scoprire gli abusivi»

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VIAREGGIO. La chiamano già la Tassa Airbnb: dal 1º giugno, quindi a partire dal prossimo ponte festivo, ogni camera o appartamento affittato da privati su portali Internet dovrà cedere il 21% dell’incasso al Fisco. Sarà lo stesso portale – così come l’agenzia immobiliare nel caso in cui ci si rivolga a un professionista di questo genere – a trattenere l’importo e a girarlo all’Erario. Ma le nuove regole decise dal Governo per gli affitti turistici sul web – stimati in oltre mille in Versilia – vengono accolte con scarso entusiasmo dagli albergatori, da tempo preoccupati per quella che ritengono una forma di concorrenza sleale.
«È il primo passo di un’operazione molto più complessa – spiega Maria Bracciotti, presidente di Federalberghi Versilia – Il problema della cosiddetta tassazione digitale riguarda il mondo intero e non pretendiamo di risolverlo in Versilia. Resta il fatto che non ci si può limitare a prevedere una cedolare secca, per quanto sia una scelta che appoggiamo. Noi non ce l’abbiamo con Airbnb: siamo convinti che chi lo usa onestamente continuerà a farlo, pagando la tassa richiesta del 21%. Ce l’abbiamo con chi sfrutta la possibilità di non essere tracciati, evitando di pagare l’affitto con carte di credito. Cosa che invece è impossibile su portali come Booking ed Expedia. La nostra attenzione – prosegue Bracciotti – è rivolta a chi maschera un’attività imprenditoriale vera e propria, evadendo il Fisco in maniera totale. C’è poi una questione di mancata sicurezza: sappiamo per certo che ci sono persone che transitano da questi affitti on line senza alcun tipo di controllo. Tutto il contrario di quanto avviene in un hotel, che appena invia i dati dei propri ospiti alle forze dell’ordine rischia di vedersi arrivare la volante, se qualcosa non quadra».
Gli albergatori chiedono, insomma, che si dia la caccia non agli affitti sul web in sé per sé. Ma a chi sfrutta il fenomeno da abusivo. Oltre agli imprenditori mascherati, ci sarebbero addirittura delle ex pensioni che fingono di aver chiuso i battenti, ma in realtà continuano a offrire camere su Internet. Eludendo, in questo modo, non solo il Fisco sugli incassi ma anche la tassazione su spazzatura, acqua, gas e così via.
«Chiederemo al Comune di Viareggio, e in particolare al vicesindaco Valter Alberici che aveva mostrato sensibilità sull’argomento, di svolgere controlli accurati – afferma Maria Rosaria Francavilla, presidente di Assohotel Versilia – Non è giusto che ci siano fenomeni del genere. Sulla tassazione al 21% siamo d’accordo, ma per dare un’idea di come ci sentiamo basti pensare al fatto che per ogni 100 euro di incasso noi versiamo in tasse oltre la metà. Senza contare le norme di sicurezza a cui dobbiamo sottostare, con investimenti salatissimi per essere sempre in regola».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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