Il Tirreno

Versilia

Si raddoppia la dose di acido peracetico per pulire il mare 

di Matteo Tuccini
Si raddoppia la dose di acido peracetico per pulire il mare 

Sarà comunque inferiore di 500 volte alla soglia di rischio Del Ghingaro: «Che i dati siano positivi o no, Del Dotto si ritiri»

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VIAREGGIO. La notizia arriva alla fine dell’ennesima giornata di fuoco sul caso inquinamento delle acque: la dose di acido peracetico immessa nella Fossa dell’Abate, che dovrà servire a ripulire il mare, sarà raddoppiata a partire dalla prossima settimana. Dal milligrammo per litro si passerà a due milligrammi: «Una quantità comunque inferiore di 500 volte rispetto alla soglia di rischio», fanno sapere dal Comune di Camaiore. Dove si assicura che la scelta non è dovuta alla mancanza di soddisfazione per i primi dati emersi dalla sperimentazione: «Si tratta solo – spiega il sindaco Alessandro Del Dotto – di raggiungere il dosaggio ideale per abbattere la quantità necessaria di batteri».
Il 31 i Comuni si incontreranno e lì verranno fuori i nuovi dati: che siano positivi o no, Viareggio chiederà che «Camaiore faccia un passo indietro. Lasciando la guida della questione mare pulito a qualcun altro». Ad affermarlo è Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio. Che ha chiesto al Comune di Camaiore di rendicontare «nel dettaglio quanto si è speso finora per la sperimentazione dell’acido peracetico. Compresi i soldi investiti nei progetti relativi alla cosiddetta ionizzazione. Che poi è stata accantonata, per un problema burocratico, a favore dello stesso peracetico. Sappiamo, infatti – prosegue il sindaco – che al momento sono stati sborsati 900.000 euro: abbiamo il timore che alla fine si vada a spendere più del milione e 850mila euro stanziato dalla Regione per l’intera operazione. E dato che i soldi in più vanno messi dai Comuni, io voglio sapere come stanno le cose». Sui primi dati emersi, che Viareggio considera non soddisfacenti, Del Ghingaro ammette che c’è stato un problema di mancata pulitura dell’impianto idrovoro di via Fratti – dove è stato immesso il peracetico – «ma era Camaiore a doverci dire prima che doveva essere pulito». Inoltre, secondo il sindaco «sull’altro lato della Fossa dell’Abate non è stato fatto quanto dovuto in termini di realizzazione di nuove fogne e controllo degli scarichi abusivi», quelli cioè che fanno finire i liquami nei corsi d’acqua.
Secca la replica da Camaiore: «Se Del Ghingaro non sapeva che l’impianto di via Fratti andava pulito prima dell’inizio della sperimentazione, lo sapevano di sicuro i suoi tecnici. Per quanto riguarda le fogne, sono state realizzate in via Lemmetti e via del Paduletto, più la riparazione di quelle in via Colombo e via Trieste e il potenziamento dei depuratori del Secco e di Lido. I controlli sugli scarichi abusivi sono stati programmati quando a Lido le case sono piene. E cioè d’estate». Infine – è lo stesso sindaco Del Dotto a dirlo – «per la ionizzazione non è stato speso un euro che non sia stato poi usato per il peracetico. Quindi non è stato sprecato nulla».
I balneari, nel frattempo, chiedono unità ai Comuni nell’obiettivo di eliminare il problema: «Come sempre detto – affermano le associazioni della Versilia – consideriamo l’utilizzo dell’acido peracetico, di cui non sappiamo l’effettiva efficacia, soltanto come un metodo per tamponare l’emergenza e per superare nell’immediato il problema. A tale proposito chiederemo un incontro urgente con Del Dotto».

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