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Il gelato e la pizza adesso si possono mangiare all’aperto
di Cesare Bonifazi
Prime richieste di suolo pubblico per le imprese artigiane Gli esercenti: «Un provvedimento che aspettavamo»
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VIAREGGIO. Al Piazzone, all’angolo con via San Martino, ci sono dei tavolini di ferro battuto e legno proprio davanti alla piccola bottega che fa pizza al taglio. Il titolare di “Stinchi”, Mirko Tellini, si sta preparando per l’estate: nei prossimi giorni manderà la richiesta a Icare per mettere un dehors nel suolo pubblico davanti alla sua pizzeria. Una banalità, si potrebbe dire, in realtà è uno tra i primi che lo farà dopo il voto del consiglio comunale che ha aperto alle richieste di suolo pubblico anche alle imprese artigiane.
Non è il solo, in un mese sono arrivate cinque richieste e altre 40, secondo le stime della Cna, sono le attività che sono interessate alla nuova possibilità.
«Finalmente, dopo una lunga lotta di categoria, anche Viareggio si è adeguata a questa esigenza che per noi era essenziale - dice Tellini - Non solo questo porta un beneficio a noi artigiani perché siamo più visibili e offriamo un servizio in più ai nostri clienti, ma contribuiamo anche a rendere la città più bella perché, se seguiamo le norme sulle postazioni esterne, le piazze e le strade saranno più curate e i clienti potranno vivere di più all’esterno. I nostri clienti sono quelli del mordi e fuggi: vogliamo mettere la differenza quando possono sedersi un attimo e posare borse e cappotti?».
Il prezzo di tutto questo non conta molto: Tellini spenderà circa 600 euro all’anno per dieci metri quadrati di suolo pubblico ma ha anche chiesto preventivi ad alcuni architetti per fare una resede esterna chiusa con le piante. «Su questo progetto spenderò qualche migliaio di euro - dice - ma non mi importa se ci sarà un ritorno di clientela».
Sarà un po’ più costoso il dehors della gelateria di via Foscolo, “Il laboratorio del gelato” di Lorenzo Bellini. Per la sua attività ha già espletato tutti i passaggi burocratici: la sua autorizzazione è nella zona più cara della città e per 27 metri quadrati di suolo pubblico spenderà all’incirca 2000 euro per dodici mesi e per tutta la struttura spenderà circa 20mila euro.
«Sono estremamente contento - ammette - Viareggio era rimasto l’unico caso in Versilia. Non mi importa di investire molto se in cambio avrò più clienti. Da quasi cinque anni, da quando abbiamo aperto, chiediamo che ci venga concessa questa opportunità ma fino ad oggi non c’era mai stata data proprio perché una clausola del regolamento comunale la escludeva completamente. Mi sono già preso il posto che mi spetta, sono passati i vigili a fare tutti i controlli del caso: martedì verranno a montarmi il dehors».
È del 27 marzo scorso la scelta del consiglio comunale di aprire alle imprese artigiane: il Comune di Viareggio ha quindi finalmente recepito la normativa regionale. Le norme sono quelle delle normali attività commerciali (sia per quanto riguarda le richieste che dovranno arrivare ad Icare, sia sulle tariffe) e lo è anche la disciplina sul baracchini che verranno installati. Il voto sul provvedimento ha accolto le richieste delle categorie economiche e all'impianto sanzionatorio che è stato modificato. In caso di ritardo nel pagamento del suolo pubblico, lo schema è il seguente: un 5% in più sul costo pagato dal commerciante se il ritardo non supera i 10 giorni; 10% in più non oltre i 30 giorni; 25% nel caso non si vada oltre i 60 giorni; un più 50% se si sforano i due mesi. Le concessioni sono annuali o a stagione.
Non è il solo, in un mese sono arrivate cinque richieste e altre 40, secondo le stime della Cna, sono le attività che sono interessate alla nuova possibilità.
«Finalmente, dopo una lunga lotta di categoria, anche Viareggio si è adeguata a questa esigenza che per noi era essenziale - dice Tellini - Non solo questo porta un beneficio a noi artigiani perché siamo più visibili e offriamo un servizio in più ai nostri clienti, ma contribuiamo anche a rendere la città più bella perché, se seguiamo le norme sulle postazioni esterne, le piazze e le strade saranno più curate e i clienti potranno vivere di più all’esterno. I nostri clienti sono quelli del mordi e fuggi: vogliamo mettere la differenza quando possono sedersi un attimo e posare borse e cappotti?».
Il prezzo di tutto questo non conta molto: Tellini spenderà circa 600 euro all’anno per dieci metri quadrati di suolo pubblico ma ha anche chiesto preventivi ad alcuni architetti per fare una resede esterna chiusa con le piante. «Su questo progetto spenderò qualche migliaio di euro - dice - ma non mi importa se ci sarà un ritorno di clientela».
Sarà un po’ più costoso il dehors della gelateria di via Foscolo, “Il laboratorio del gelato” di Lorenzo Bellini. Per la sua attività ha già espletato tutti i passaggi burocratici: la sua autorizzazione è nella zona più cara della città e per 27 metri quadrati di suolo pubblico spenderà all’incirca 2000 euro per dodici mesi e per tutta la struttura spenderà circa 20mila euro.
«Sono estremamente contento - ammette - Viareggio era rimasto l’unico caso in Versilia. Non mi importa di investire molto se in cambio avrò più clienti. Da quasi cinque anni, da quando abbiamo aperto, chiediamo che ci venga concessa questa opportunità ma fino ad oggi non c’era mai stata data proprio perché una clausola del regolamento comunale la escludeva completamente. Mi sono già preso il posto che mi spetta, sono passati i vigili a fare tutti i controlli del caso: martedì verranno a montarmi il dehors».
È del 27 marzo scorso la scelta del consiglio comunale di aprire alle imprese artigiane: il Comune di Viareggio ha quindi finalmente recepito la normativa regionale. Le norme sono quelle delle normali attività commerciali (sia per quanto riguarda le richieste che dovranno arrivare ad Icare, sia sulle tariffe) e lo è anche la disciplina sul baracchini che verranno installati. Il voto sul provvedimento ha accolto le richieste delle categorie economiche e all'impianto sanzionatorio che è stato modificato. In caso di ritardo nel pagamento del suolo pubblico, lo schema è il seguente: un 5% in più sul costo pagato dal commerciante se il ritardo non supera i 10 giorni; 10% in più non oltre i 30 giorni; 25% nel caso non si vada oltre i 60 giorni; un più 50% se si sforano i due mesi. Le concessioni sono annuali o a stagione.
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