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lo scontro tra primi cittadini
Del Dotto: si inquinano le elezioni
La sperimentazione del peracetico sta diventando caso politico
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CAMAIORE. Ha scritto a Regione, sindaci, Gaia, Consorzio di bonifica il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, in merito allo scontro aperto dal sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro sulla vicenda della sperimentazione del peracetico. «Vorrei offrire alcuni chiarimenti. Di ciò corre l’obbligo poiché in ballo c’è l’immagine di correttezza e trasparenza che questa amministrazione ha assunto a metodo di lavoro dopo un decennio in cui altri avevano reso noto il Comune per le inchieste giudiziarie». Il primo punto è quello politico: «Non è un mistero che ci sia chi, piuttosto che occuparsi degli intricati problemi del proprio amministrare quotidiano, “salta il fosso” e prova a giocarsi un ruolo di invasore nelle campagne politiche». Venendo alla balneazione, Del Dotto ricorda: «Il dissesto altrui è stata la ragione del fatto che a Camaiore sia stato attribuito il ruolo di ente capofila per la sperimentazione e per la gestione della somma stanziata e finanziata dalla Regione, in ordine alla quale andava garantita una gestione seria in un quadro di bilancio stabile e trasparente». La Regione - ricorda Del Dotto - «ha in bilancio di previsione la somma di 1.850.000 euro; l’Ente capofila sta rendicontando l’annunciata spesa di impegni assunti per circa 900.000 euro; la Regione, con variazione di bilancio su cassa, liquiderà la somma, appena terminato il rendiconto dei tecnici. Sempre l’altrui stato di dissesto ha portato Camaiore a coprire spese rilevanti (riattivazione spandenti, 28.000 euro annui e 275.000 euro di intervento straordinario 2014)».
Camaiore, continua Del Dotto, «ha sempre fornito quanto richiesto dagli altri Enti, oltre a coltivare un costante rapporto con gli uffici regionali, l’assessorato regionale all’ambiente e la Presidenza della Regione. Non abbiamo nulla da nascondere, nemmeno i casellari giudiziali. Il punto è che un serio amministratore gli atti li chiede all’Ente che li detiene. E a Camaiore, non è pervenuta mai nessuna richiesta, nemmeno telefonica. Il Tavolo tecnico fra Comuni, infine, possiede tutte le informazioni: è paradossale che a quel tavolo sieda anche il tecnico del Comune di Viareggio, mentre il suo sindaco afferma di non saperne alcunché. Se poi le invettive le lancia chi non si è mai presentato alle riunioni se non delegando, chi non risponde al telefono o ai messaggi, chi insulta sulle scale dopo una riunione, chi non vuole la condivisione ma la disgregazione pensando di essere più forte se tutti gli altri si dividono, chi ha deciso di condizionare le campagne elettorali di mezza provincia, chi non ostende in modo trasparente lo stato dei propri rappresentanti istituzionali, chi non si occupa di cosa c’è nei corsi d’acqua del proprio Comune, chi aspetta mesi per pulire un’idrovora mettendo a rischio la sperimentazione, chi scrive ergendosi a paladino dell’ambiente mentre dovrebbe giocare a fare squadra per lottare contro chi brucia amianto o abbandona rifiuti…Solo irresponsabili arrampicatori e acrobati della politica possono pensare che interrompere questo lavoro e alimentare ulteriori passaggi burocratici sia la soluzione. Non è questo che la Versilia ci chiede».
Camaiore, continua Del Dotto, «ha sempre fornito quanto richiesto dagli altri Enti, oltre a coltivare un costante rapporto con gli uffici regionali, l’assessorato regionale all’ambiente e la Presidenza della Regione. Non abbiamo nulla da nascondere, nemmeno i casellari giudiziali. Il punto è che un serio amministratore gli atti li chiede all’Ente che li detiene. E a Camaiore, non è pervenuta mai nessuna richiesta, nemmeno telefonica. Il Tavolo tecnico fra Comuni, infine, possiede tutte le informazioni: è paradossale che a quel tavolo sieda anche il tecnico del Comune di Viareggio, mentre il suo sindaco afferma di non saperne alcunché. Se poi le invettive le lancia chi non si è mai presentato alle riunioni se non delegando, chi non risponde al telefono o ai messaggi, chi insulta sulle scale dopo una riunione, chi non vuole la condivisione ma la disgregazione pensando di essere più forte se tutti gli altri si dividono, chi ha deciso di condizionare le campagne elettorali di mezza provincia, chi non ostende in modo trasparente lo stato dei propri rappresentanti istituzionali, chi non si occupa di cosa c’è nei corsi d’acqua del proprio Comune, chi aspetta mesi per pulire un’idrovora mettendo a rischio la sperimentazione, chi scrive ergendosi a paladino dell’ambiente mentre dovrebbe giocare a fare squadra per lottare contro chi brucia amianto o abbandona rifiuti…Solo irresponsabili arrampicatori e acrobati della politica possono pensare che interrompere questo lavoro e alimentare ulteriori passaggi burocratici sia la soluzione. Non è questo che la Versilia ci chiede».
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