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Karaoke troppo alto, interviene il sindaco
Ordinanza del Comune contro il Mai Tai a Lido di Camaiore. I proprietari: "I vicini non sopportano nulla, non ci fanno lavorare"
CAMAIORE. Chissà se avrebbero chiamato comunque i carabinieri se fosse stato un concerto jazz o se, invece, si sarebbero messi alla finestra ad ascoltarlo, magari con una sigaretta e un bicchiere di vino daccompagnamento. Chissà se è proprio il karaoke che li infastidiva o se proprio sono i rumori, la movida che scoppia in quella via stracolma di locali e coi residenti costretti a mettere le doppie finestre per isolarsi dal chiasso. Sta di fatto che adesso il caffé Mai Tai, sul viale Colombo di Lido di Camaiore, non potrà più fare il karaoke.
Non nella veranda, almeno, dove la normativa regionale prevede che si possa fare un rumore (salvo deroghe) pari, più o meno, al chiacchiericcio di venti persone insieme. Se sgarra, verrà denunciato (e multato) e finirà davanti a un giudice a spiegare perché i decibel erano così alti. Lo prevede un’ordinanza sindacale pubblicata nei giorni scorsi, dopo il sopralluogo di Arpat.
Non è un buon inizio, quindi, per i due giovani gestori del locale: Vanessa Carloncelli (che risulta la legale rappresentante della società) e Domenico Cortopassi. Una coppia di viareggini, 33 anni lei, 22 lui, che a febbraio hanno inaugurato il locale pieni di idee. Farne un locale di moda, pieno di gente, con musica, intrattenimento e poi chissà.
Hanno quindi lanciato il karaoke la domenica sera, nella veranda che si affaccia sul viale. Partenza alle 9, casse spente a mezzanotte. «Ma finivamo sempre prima», chiarisce Domenico. Sta di fatto che ai vicini non è andata proprio giù l’idea di assorbirsi altro rumore, oltre a quello che già c’è nella zona, e hanno presentato un esposto alle forze dell’ordine. Dai rilievi fonometrici di Arpat è emerso che c’è stato un «ampio superamento del valore limite».
Nella nota inviata dall’Agenzia al Comune di Camaiore il 10 maggio si legge: «Pur nel contesto di elevata rumorosità di fondo presente nella zona, correlata al traffico veicolare circolante sul viale Colombo – sul quale si affacciano le finestre presenti sul lato monti dell’edificio abitativo –, il rumore prodotto durante le esibizioni di karaoke (musica e canto) organizzate nella veranda antistante l’ingresso del Caffè Mai Tai determina un ampio superamento del valore limite differenziale di immissione vigente nel tempo di riferimento notturno, rendendo necessari adeguati interventi mitigatori». Secondo l’Arpat «senza efficaci opere di bonifica acustica la suddetta veranda non è assolutamente idonea a garantire il necessario rispetto dei vigenti limiti di rumorosità durante le suddette attività musicali».
Da qui l’ordinanza del sindaco Alessandro Del Dotto, che obbliga la società «con decorrenza immediata» a assicurare «che le emissione acustiche prodotte nel pubblico esercizio rispettino i limiti stabiliti dalla classificazione acustica dell’area in cui ricade il locale e gli edifici disturbati». In caso contrario, si legge nell’ordinanza, scatta la denuncia all’autorità giudiziaria. E oggi è domenica, giorno di karaoke al caffè Mai Tai. Sicuramente l’evento non si svolgerà fuori. «Stiamo valutando la possibilità di farlo dentro».
Non possiamo mettere nemmeno la musica bassa, che subito i vicini chiamano i carabinieri. Così non riusciamo a lavorare». Così Domenico Cortopassi, uno dei due giovani proprietari del caffé Mai Tai a Lido. Insieme alla compagna, ha inaugurato il locale a febbraio e deciso di lanciare le domeniche musicali con il karaoke «per cercare di attirare un po’ di clientela», in un periodo non certo florido per gli affari. Giovani che ci provano, insomma. «Non abbiamo mai superato il limite di orario – continua Domenico – e abbiamo anche provato ad abbassare il volume della musica. Ma non va mai bene nulla ai vicini. Hanno anche loro un’attività in questa via, e quindi dovrebbero capire che le loro denunce non fanno altro che strozzare la nostra attività, come quella degli altri. Se proprio non possiamo farlo in veranda, vedremo se è possibile fare il karaoke nella sala interna».
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