Il presidio
Arpat: i rifiuti bruciati vanno rimossi
Sono quelli dell’incendio di via Cimarosa. Ci sono anche lastre di amianto
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TORRE DEL LAGO. Il Comune, per rimuovere i rifiuti andati bruciati nell’incendio che è scoppiato in via Cimarosa nei giorni scorsi, attende i risultati degli esami di Arpat. Per i quali, però, l’attesa non sarà brevissima. Quindi tocca all’Ente pubblico intervenire con la rimozione, da subito. Ed Arpat vigilerà perché questo avvenga.
Perché nell’incendio - è ormai una certezza - sono andati bruciati cumuli di rifiuti, tra i quali materiali pericolosi per l’ambiente e per l’uomo. Le foto che mostriamo lo testimoniano: lastre di amianto, materiali edili, latte contenenti chissà quali liquidi, molto metallo e tanta plastica. Il tutto a bordo del lago di Massaciuccoli e dei suoi fossi, le cui acque finiscono in mare.
L’anomalia tutta viareggina è che nessuno interviene. Da inizio mese è arrivato sul tavolo delle istituzioni e del Comando della polizia municipale il rapporto dell’associazione di guardie ambientali, “Eza”. C’è un elenco dettagliato, con foto allegate, di quanto si trova abbandonato nella zona di via Cimarosa. E niente è stato rimosso da inizio mese ad oggi.
La stessa associazione ha denunciato le decine di lastre di amianto che sono state abbandonate - e mai rimosse - dalla zona antistante l’ex discarica delle Carbonaie, oggi bonificata a suon di milioni di euro stanziati dalla Regione. L’area delle Carbonaie sarebbe dovuta diventare un parco, ed invece, è nel più totale abbandono. E tutto intorno continuano ad essere abbandonati rifiuti pericoli senza che nessuno intervenga. Parte dei quali finiscono dritti nel Fosso Le Quindici, le cui acque finiscono in mare.
Senza dimenticare che tutto questo avviene in un’area - tra Viareggio e Torre del Lago - che è parte del Parco naturale di Migliarino-San Rossore- Massaciuccoli. Il cui presidente Giovanni Maffei Cardellini tace di fronte a tanto scempio.
Mentre la politica discute di come garantire un mare pulito a versiliesi e turisti, il territorio viareggino continua ad impregnarsi di rifiuti tossici abbandonati ovunque.
Rifiuti che si decompongono e vanno dritti a quello stesso mare che si vorrebbe pulire. C’è qualcosa che non va.
E la Regione per prima dovrebbe vigilare per assicurarsi che qualsiasi intervento venga adottato per la balneazione non finisca per essere vanificato allo stato delle acque del lago di Massaciuccoli e dei fossi viareggini. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Perché nell’incendio - è ormai una certezza - sono andati bruciati cumuli di rifiuti, tra i quali materiali pericolosi per l’ambiente e per l’uomo. Le foto che mostriamo lo testimoniano: lastre di amianto, materiali edili, latte contenenti chissà quali liquidi, molto metallo e tanta plastica. Il tutto a bordo del lago di Massaciuccoli e dei suoi fossi, le cui acque finiscono in mare.
L’anomalia tutta viareggina è che nessuno interviene. Da inizio mese è arrivato sul tavolo delle istituzioni e del Comando della polizia municipale il rapporto dell’associazione di guardie ambientali, “Eza”. C’è un elenco dettagliato, con foto allegate, di quanto si trova abbandonato nella zona di via Cimarosa. E niente è stato rimosso da inizio mese ad oggi.
La stessa associazione ha denunciato le decine di lastre di amianto che sono state abbandonate - e mai rimosse - dalla zona antistante l’ex discarica delle Carbonaie, oggi bonificata a suon di milioni di euro stanziati dalla Regione. L’area delle Carbonaie sarebbe dovuta diventare un parco, ed invece, è nel più totale abbandono. E tutto intorno continuano ad essere abbandonati rifiuti pericoli senza che nessuno intervenga. Parte dei quali finiscono dritti nel Fosso Le Quindici, le cui acque finiscono in mare.
Senza dimenticare che tutto questo avviene in un’area - tra Viareggio e Torre del Lago - che è parte del Parco naturale di Migliarino-San Rossore- Massaciuccoli. Il cui presidente Giovanni Maffei Cardellini tace di fronte a tanto scempio.
Mentre la politica discute di come garantire un mare pulito a versiliesi e turisti, il territorio viareggino continua ad impregnarsi di rifiuti tossici abbandonati ovunque.
Rifiuti che si decompongono e vanno dritti a quello stesso mare che si vorrebbe pulire. C’è qualcosa che non va.
E la Regione per prima dovrebbe vigilare per assicurarsi che qualsiasi intervento venga adottato per la balneazione non finisca per essere vanificato allo stato delle acque del lago di Massaciuccoli e dei fossi viareggini. (d.f.)
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