Abusi edilizi, sanatoria in dirittura d’arrivo
All’esame della commissione urbanistica il regolamento che dovrà definire i casi in cui varrà la normativa che entrerà in vigore da metà giugno
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PIETRASANTA. Si parlerà di nuovo regolamento edilizio questo pomeriggio, alle ore 18, durante la commissione urbanistica convocata negli uffici comunali presso l’ex ospedale Lucchesi. Regolamento che nel breve volgere di poche settimane renderà operativa una sanatoria di particolare impatto sul territorio.
«La sanatoria giurisprudenziale contenuta nel regolamento darà risposte concrete ed è particolarmente attesa sia dai cittadini che dai professionisti. Se può contribuire a risolvere situazioni pendenti da tempo e a fare chiarezza sulle diverse pratiche in giacenza negli uffici, ben venga. Non è ovviamente un condono, ma soluzione legittima su cui stiamo riflettendo da tempo» fa sapere il presidente della commissione urbanistica Alberto Giovannetti. Come anticipato nei giorni scorsi, la sanatoria giurisprudenziale «legittima il rilascio del permesso valutando la conformità dell’intervento edilizio alla normativa urbanistica vigente al momento della richiesta di titolo abilitativo, senza però tenere conto delle regole in essere quando venne realizzata l’opera».
In parole più semplici con la sanatoria in questione quello che una volta era considerato un abuso e che oggi, prendendo a riferimento il regolamento urbanistico, non lo è più, non dovrà più essere demolito e poi ricostruito per essere dichiarato in regola. Difficile, ad oggi, quantificare il numero dei casi sanabili: di certo dai piccoli ampliamenti realizzati senza autorizzazione fino a sopraelevazioni e modifiche interne, le situazioni degne di essere prese in considerazione saranno molte. Con un punto di domanda: se una casa costruita anni fa, senza alcuni titolo, si trova oggi su un terreno nel frattempo reso edificabile, prevale la demolizione o il proprietario può accedere all’iter di sanatoria? Spetterà alla commissione prima e al consiglio comunale poi, a metà mese di giugno, fare chiarezza, di certo il paradosso è evidente. Senza dimenticare che il Consiglio di Stato ha ribadito che «tale procedura va concepita come uno strumento di eccezionale applicabilità a fronte di quello che rimane un’opera abusiva».
Al netto delle parole, un fatto è certo: alla fine, a sorridere, saranno e casse comunali: i proventi degli oneri si preannunciano, infatti, generosi.
Luca Basile
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«La sanatoria giurisprudenziale contenuta nel regolamento darà risposte concrete ed è particolarmente attesa sia dai cittadini che dai professionisti. Se può contribuire a risolvere situazioni pendenti da tempo e a fare chiarezza sulle diverse pratiche in giacenza negli uffici, ben venga. Non è ovviamente un condono, ma soluzione legittima su cui stiamo riflettendo da tempo» fa sapere il presidente della commissione urbanistica Alberto Giovannetti. Come anticipato nei giorni scorsi, la sanatoria giurisprudenziale «legittima il rilascio del permesso valutando la conformità dell’intervento edilizio alla normativa urbanistica vigente al momento della richiesta di titolo abilitativo, senza però tenere conto delle regole in essere quando venne realizzata l’opera».
In parole più semplici con la sanatoria in questione quello che una volta era considerato un abuso e che oggi, prendendo a riferimento il regolamento urbanistico, non lo è più, non dovrà più essere demolito e poi ricostruito per essere dichiarato in regola. Difficile, ad oggi, quantificare il numero dei casi sanabili: di certo dai piccoli ampliamenti realizzati senza autorizzazione fino a sopraelevazioni e modifiche interne, le situazioni degne di essere prese in considerazione saranno molte. Con un punto di domanda: se una casa costruita anni fa, senza alcuni titolo, si trova oggi su un terreno nel frattempo reso edificabile, prevale la demolizione o il proprietario può accedere all’iter di sanatoria? Spetterà alla commissione prima e al consiglio comunale poi, a metà mese di giugno, fare chiarezza, di certo il paradosso è evidente. Senza dimenticare che il Consiglio di Stato ha ribadito che «tale procedura va concepita come uno strumento di eccezionale applicabilità a fronte di quello che rimane un’opera abusiva».
Al netto delle parole, un fatto è certo: alla fine, a sorridere, saranno e casse comunali: i proventi degli oneri si preannunciano, infatti, generosi.
Luca Basile
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