Il Tirreno

Versilia

«Palazzetto chiuso all’arrivo degli atleti» 

di Melania Carnevali
«Palazzetto chiuso all’arrivo degli atleti» 

Elena Luisi critica sull’assenza di una struttura a Seravezza «Dimostra una scarsa attenzione al mondo delle contrade»

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SERAVEZZA. «Ancora una volta dobbiamo prendere atto della scarsa attenzione verso il mondo del palio in generale, dei ragazzi, degli atleti». Ed è uno scatto a dirlo. Una foto con i musici e gli sbandieratori del Palio dei micci sotto l’acqua, davanti al palazzetto dello sport di Vittoria Apuana, in attesa che qualcuno lo venga ad aprire. Pochi minuti di attesa, in realtà, ma bastano a Elena Luisi, consigliera comunale a Seravezza per “Idee in comune”, per punzecchiare il tallone di Achille di Seravezza: il non avere un palazzetto tutto suo, e nemmeno un tendono solo per il Palio, nonostante le promesse.
I Giochi delle bandiere, in realtà, in un primo momento, dovevano svolgersi, in caso di pioggia, al padiglione di CarraraFiere, a Carrara. Ma visto che il tempo prometteva di tornare sereno, alla fine, gli organizzatori hanno deciso di rimanere in zona. Vista la pioggia, è partita la chiamata al Forte per chiedere ospitalità. Ma arrivati lì, il palazzetto, però, era ancora chiuso. Sarebbe andata diversamente se il comune di Seravezza avesse già avuto il suo tendone tutto per il Palio?
«Come è capitato anche molte altre volte, il tempo non ci ha assistiti – commenta la consigliera comunale –. Per questo si rende necessario ogni anno affittare il palazzetto dello sport di Forte dei Marmi, come possibile ripiego in caso di pioggia. Va evidenziato, purtroppo che, ogni anno è un problema averne, sin da subito la disponibilità, anche se per un solo giorno. Il cartellone della squadra di hockey non lascia molto spazio».
Quest’anno il progetto della realizzazione di un Palapalio sembra essere resuscitato: non sarà più un tendone, ma una struttura vera e propria aperta a tutte le associazioni sportive. E dovrebbe sorgere in un’area di circa 4. 800 metri quadrati in via Ciocche, nella zona industriale di Querceta, ottenuta attraverso la perequazione con la “Genimm srl”. Ma per ora è, anche questa, solo una promessa.
«La domanda invece assillante e evasa – continua intanto Luisi – è: come mai tutti gli anni, non si riesce ad avere questa possibilità con un po’ di anticipo? Come mai non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva che ci permetta di non avere problemi in caso di pioggia?».

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