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Mare sporco, guerra tra Comuni

L'impianto che sparge l'acido paracetico
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L'impianto che sparge l'acido paracetico

Viareggio: il paracetico non funziona. Camaiore: falso, lo testimonia l'Università

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VIAREGGIO.  La miccia la accende Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio, con un comunicato stampa nel pomeriggio di ieri: «L’acido peracetico sembra non funzionare». Nel mirino del primo cittadino c’è la sperimentazione, avviata con la regia del Comune di Camaiore e del sindaco Alessandro Del Dotto, che aveva l’obiettivo di ripulire i corsi d’acqua – e di riflesso il mare – dai liquami che vi arrivano dagli scarichi fognari illeciti o malfunzionanti. Liquami che sono la causa dei divieti di balneazione in mare, quando i controlli di Arpat evidenziano una presenza eccessiva di batteri fecali, escherichia coli ed enterococchi. Indici di escrementi finiti in acqua.

La sperimentazione si basa, appunto, sullo spargimento dell’acido peracetico, una specie di disinfettante. Ed è iniziata sulla Fossa dell’Abate, al confine tra Viareggio e Lido, uno dei punti più inquinati della Versilia. Ieri Del Ghingaro ha reso pubblici i primi risultati arrivati ai Comuni, dandone una valutazione negativa: «Ad un mese dall’inizio della sperimentazione, partita intorno alla metà di aprile (il 10, ndr), i primi campionamenti confermano i timori da più parti espressi – spiega Del Ghingaro – la carica batterica presente all’interno delle vasche di sperimentazione lungo la Fossa dell’Abate, infatti, non ha subito quel sostanziale abbattimento che ci si attendeva. Sono molto preoccupato: sarebbe un altro anno perso, una nuova estate appesa agli effetti di un acquazzone, una montagna di soldi pubblici buttati».

Poi Del Ghingaro snocciola i dati sui risultati sia lato Viareggio (via Fratti) che lato Lido di Camaiore (via del Fortino, zona Villa Luporini): «I dati che sono stati comunicati dall’Università lasciano poco spazio all’interpretazione – scrive il sindaco – nell’idrovora di via Fratti, l’abbattimento batterico è insoddisfacente in 67 campioni su 100 per escherichia coli e nell’89% dei campioni per gli enterococchi intestinali. Nel secondo punto di prelievo, in ingresso nell’idrovora, la situazione addirittura peggiora e si osserva un abbattimento soltanto per il parametro escherichia coli, e solo nel 29% dei campioni. In tempo asciutto nessun campione raggiunge un abbattimento soddisfacente».

«Va un po’ meglio nell’idrovora di Villa Luporini – prosegue Del Ghingaro – ma anche qui l’abbattimento della carica batterica si osserva solo in 57 casi su 100. Non solo: basta un po’ di pioggia e la riduzione dell’abbattimento medio scende al 25% dei campioni: in pratica tre su quattro, dopo il peracetico, sono ancora contaminati». Poi il sindaco passa all’attacco diretto di Del Dotto. «È passato circa un anno da quando il sindaco di Camaiore decise, senza alcuna comunicazione preliminare agli altri enti coinvolti, di recedere dall’accordo con la società proprietaria del brevetto per la ionizzazione delle acque: ionizzazione che sembrava la panacea di tutti i mali e che era stata da lui fortemente voluta - afferma Del Ghingaro - In quell’occasione Viareggio chiese una convocazione d’urgenza del Comitato di sorveglianza regionale per l’accordo di programma sulla balneazione. Più una rendicontazione precisa su quanti fondi regionali fossero stati spesi – aggiunge il primo cittadino – L’11 aprile scorso, dopo 12 mesi circa di attesa, abbiamo finalmente appreso che in totale sono stati spesi 900mila euro prima ancora di partire con la sperimentazione vera e propria: 130mila euro in più di quelli stanziati dalla Regione. E ancora nessuno degli enti coinvolti, pur avendola richiesta, ha ricevuto alcuna rendicontazione. La Corte dei Conti immagino troverà in questo modus operandi più di uno spunto di intervento». Infine Del Ghingaro chiede a Del Dotto di fare un passo indietro, «assumendosi le sue responsabilità».

La lettura dei primi dati che danno il sindaco Del Dotto e il funzionario del Comune di Camaiore responsabile del procedimento, Filippo Bianchi, è assai diversa. «Non è vero che i primi risultati sono negativi», sostengono da Camaiore. In particolare Bianchi afferma che «l’Università di Pisa ha considerato soddisfacente il dato emerso dal lato di Camaiore, via del Fortino». Dove si legge che l’abbattimento dei batteri è al 57%. «Sul lato di Viareggio, e cioè via Fratti - prosegue il funzionario Bianchi - la stessa Università fa presente che a causare una percentuale più ridotta dell’abbattimento sono, con ogni probabilità, le condizioni di sporcizia dell’idrovora. Condizioni che avevamo già segnalato al Comune di Viareggio nel gennaio scorso». Viareggio, secondo quanto affermano da Camaiore, non avrebbe ripulito a dovere la sua parte. «Abbiamo sollecitato più volte questo intervento di pulizia dell’impianto di via Fratti - dice Del Dotto - intervento che è stato fatto solo giovedì scorso, il 18 maggio. Per questo motivo i primi dati della sperimentazione, che hanno preso in esame il periodo 10 aprile-5 maggio, sono stati compromessi dai fanghi che si trovavano nell’impianto e che non erano stati rimossi. La prossima settimana avremo dati più precisi e veritieri, proprio perché il Comune di Viareggio ha provveduto alla pulizia». Nel frattempo, però, Camaiore sta valutando se aumentare il dosaggio del peracetico, oggi di un milligrammo per litro: «Questo non significa che i primi risultati non siano buoni - conclude Del Dotto - ma solo che non escludiamo di incrementare il dosaggio, qualora dovessimo avere la certezza di poterlo fare senza compromettere l’ambiente. Come sta accadendo finora».

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