Il Tirreno

Versilia

E a settembre la piscina  rischia (di nuovo) la chiusura 

di Donatella Francesconi
E a settembre la piscina  rischia (di nuovo) la chiusura 

Servono 80mila euro per l’adeguamento alla normativa regionale entrata in vigore quest’anno Strambi (“Casa”): «Abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti. Altrimenti dovremo rinunciare»

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VIAREGGIO. Sembra un brutto film già visto quello che oggi ci ritroviamo davanti per il futuro della piscina comunale. Il contratto di comodato tra il Comitato associativo sport acquatici ed il curatore della fallita Viareggio Patrimonio è in scadenza, mentre la stagione del nuoto al chiuso va a terminare con l’arrivo dell’estate. E già si parla di un impianto che non sarà in condizione di riaprire a settembre 2017. La questione è tutta economica. Da quest’anno per avviare la gestione di una piscina, pubblica o privata che sia, è necessaria - per legge regionale- una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) . Che i Comuni rilasciano solo se l’impianto è del tutto in regola con la normativa. Per arrivare a raggiungere l’obiettivo, per la piscina comunale di Viareggio sono necessari circa 70.000 euro. Una somma che non può certo uscire dalle tasche della Viareggio Patrimonio, proprietaria della struttura ma vincolata alle regole fissate dalla legge per le società fallite.
«Il curatore Donato Bellomo», spiega Andrea Strambi per il Comitato dei gestori della piscina, «sarebbe anche disponibile a rinnovare il comodato per un periodo più lungo, un paio d’anni. Ma non è possibile per il Comitato sport acquatici sostenere questa spesa».
Ancora una volta l’appello è alla Regione, considerando che il Comune è in dissesto ne avrà ancora per un po’. Regione che aveva promesso 70.000 euro per la gestione ordinaria riavviata dal “Casa” nel settembre dello scorso anno, fianco a fianco con il curatore della Patrimonio, Donato Bellomo e con Fabrizio Stelo, all’epoca commissario straordinario al governo della città. In realtà di quel contribuito regionale sono arrivati solo 15.000 euro (e tutto fa, in queste condizioni), attraverso il Coni.
Insomma, continuare a gestire la piscina in un quadro che si complica mese dopo mese, non è possibile. E chi ha voluto metterci faccia ed energie chiude comunque l’ultima gestione con un “rosso” di trentamila euro che le associazioni di divideranno. Pensare che tutto continui a gravare sulle loro spalle è impossibile. «Anche perché - ricorda Strambi - tutta l’attività sociale che si svolge in piscina ricade sulle nostre spalle: le scuole, gli anziani, l’handicap, le forze di polizia che si allenano...Così non è pensabile».
Insomma, per tornare a nuotare, allenarsi, coltivare sogni da campioni a partire da settembre è indispensabile che qualcuno dia una mano ai gestori perché riescano a sostenere lo sforzo straordinario dell’adeguamento della piscina comunale.
In un panorama dello sport cittadino che Strambi - ex presidente Uisp provinciale - descrive con parole amare: «Mi pare prevalga la strategia di aspettare che questo o quello non ce la facciano più. Questa mi sembra la situazione attuale». In un quadro complessivo che vede o gestori degli impianti della Patrimonio dover fare i conti, prima o poi, con le aste. Ed i gestori degli impianti del Comune ancora alle prese con comodati da firmare (in una grande confusione degli uffici dell’Ente), e comunque con la clausola che accolla loro tutte le manutenzioni ordinarie e straordinarie, oltre alla messa a norma delle strutture.
«Non mi sembra che tra di noi, al momento - sono ancora le parole di Strambi - vi sia una visione, un obiettivo complessivo, un progetto insomma». Così che prevale il ognuno per se’.
Per quanto riguarda la piscina, conclude Andrea Strambi, che è stato anche assessore allo sport a Viareggio, «se c’è qualcuno più bravo del “Casa”, si faccia avanti. Io credo che il problema da tenere presente nella ricerca di soluzioni sia sempre uno solo: dove si va a nuotare? E la soluzione dovrebbe stare a cuore...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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