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Ridere sulla politica diventa “social”
di Cesare Bonifazi
Il Ragioniere è una pagina Facebook che prende in giro la politica e i personaggi conosciuti di Camaiore
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CAMAIORE. In gergo moderno si chiamerebbero “influencer”, persone che sui social network hanno molto seguito. In paese sono solo “il ragioniere, quello che fa tornare i conti”. Si parla di una pagina Facebook che prende in giro la politica camaiorese e le persone che ci girano intorno. Un piccolo fenomeno mediatico in salsa elettorale. Assolutamente sopra alle parti, “il ragioniere” è un trio composto da Massimiliano Turba, Joel De Petris e Giampaolo Dinelli.
Quando avete cominciato?
«Già alle comunali del 2012 c’erano le prime vignette - dice Turba, che le realizza con Photoshop - abbiamo continuato in questi anni finché non abbiamo aperto la pagina Facebook. La gente ci segue e si diverte».
L’intento è satirico...
«Ovviamente. Prima ci prendevamo in giro tra noi. Poi abbiamo cominciato a ragionare sulla vita camaiorese, su quello che accade, mettendo in luce il lato grottesco degli eventi».
E i politici come la prendono?
«Loro sono i primi a divertirsi. Le dico di più, sono proprio loro a chiederci di apparire. Ci inviano le foto e domandano di fare una vignetta. Sembra che questo dia loro più visibilità. Quasi come se in realtà gli facessimo un favore, piuttosto che offenderli».
E nessuno se l’è mai presa?
«In realtà la politica ha sempre colto il lato ironico di quello che facciamo. Sono soprattutto i commercianti e la gente estranea all’ambiente che se l’è risentita. Abbiamo anche avuto minacce di querela».
Che però non si sono concretizzate...
«Ma no. Alla fine tutto si è spento in una bolla di sapone. La gente ha capito che noi non siamo una testata giornalistica: noi non verifichiamo i fatti, non ci chiediamo se una cosa sia vera oppure no. A volte ci fidiamo delle chiacchiere di paese e troviamo degli spunti comici su cui lavorare. Spesso mettiamo in bocca al personaggio cose che non ha mai detto».
Non sembra una cosa molto seria...
«E in realtà non lo è. Altrimenti facevamo i giornalisti».
Chi sono i politici che tirano di più su Facebook?
«Abbiamo notato che la gente si scatena con i commenti e le condivisioni quando parliamo del sindaco Del Dotto e dell’ex sindaco Bertola. Sono i personaggi che suscitano più interesse nei camaioresi».
Come ci assicurate di essere veramente super partes?
«Questa è facile: uno di noi non vota da anni, un altro non è residente neanche nel territorio camaiorese. Per quanto riguarda me, io alle scorse elezioni ho votato ma quest’anno non credo che lo farò».
Cosa ne pensa di questa campagna elettorale?
«Rispetto alle volte scorse è partita molto prima, già a febbraio c’era un clima da elezioni; ma è rimasta molto dimessa: non c’è stato un clima molto acceso. Credo perché tutti pensavano che saremmo andati alle urne per maggio ma poi i tempi si sono allungati».
E sull’esito? Si andrà al ballottaggio?
«Credo di sì, ma è tutto da vedere. Da quello che abbiamo potuto constatare, sono due i candidati che secondo noi hanno più appeal degli altri per arrivare a fare il sindaco».
Quando avete cominciato?
«Già alle comunali del 2012 c’erano le prime vignette - dice Turba, che le realizza con Photoshop - abbiamo continuato in questi anni finché non abbiamo aperto la pagina Facebook. La gente ci segue e si diverte».
L’intento è satirico...
«Ovviamente. Prima ci prendevamo in giro tra noi. Poi abbiamo cominciato a ragionare sulla vita camaiorese, su quello che accade, mettendo in luce il lato grottesco degli eventi».
E i politici come la prendono?
«Loro sono i primi a divertirsi. Le dico di più, sono proprio loro a chiederci di apparire. Ci inviano le foto e domandano di fare una vignetta. Sembra che questo dia loro più visibilità. Quasi come se in realtà gli facessimo un favore, piuttosto che offenderli».
E nessuno se l’è mai presa?
«In realtà la politica ha sempre colto il lato ironico di quello che facciamo. Sono soprattutto i commercianti e la gente estranea all’ambiente che se l’è risentita. Abbiamo anche avuto minacce di querela».
Che però non si sono concretizzate...
«Ma no. Alla fine tutto si è spento in una bolla di sapone. La gente ha capito che noi non siamo una testata giornalistica: noi non verifichiamo i fatti, non ci chiediamo se una cosa sia vera oppure no. A volte ci fidiamo delle chiacchiere di paese e troviamo degli spunti comici su cui lavorare. Spesso mettiamo in bocca al personaggio cose che non ha mai detto».
Non sembra una cosa molto seria...
«E in realtà non lo è. Altrimenti facevamo i giornalisti».
Chi sono i politici che tirano di più su Facebook?
«Abbiamo notato che la gente si scatena con i commenti e le condivisioni quando parliamo del sindaco Del Dotto e dell’ex sindaco Bertola. Sono i personaggi che suscitano più interesse nei camaioresi».
Come ci assicurate di essere veramente super partes?
«Questa è facile: uno di noi non vota da anni, un altro non è residente neanche nel territorio camaiorese. Per quanto riguarda me, io alle scorse elezioni ho votato ma quest’anno non credo che lo farò».
Cosa ne pensa di questa campagna elettorale?
«Rispetto alle volte scorse è partita molto prima, già a febbraio c’era un clima da elezioni; ma è rimasta molto dimessa: non c’è stato un clima molto acceso. Credo perché tutti pensavano che saremmo andati alle urne per maggio ma poi i tempi si sono allungati».
E sull’esito? Si andrà al ballottaggio?
«Credo di sì, ma è tutto da vedere. Da quello che abbiamo potuto constatare, sono due i candidati che secondo noi hanno più appeal degli altri per arrivare a fare il sindaco».
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