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Al Piazzone spunta “la tomba dove è sepolta la speranza”
VIAREGGIO. Camminando per il mercato ieri era impossibile non notare davanti alle logge di fronte al baretto un piccolo sepolcro. Un’aiuola con tanto di fiori, lampada votiva e una grossa croce in...
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VIAREGGIO. Camminando per il mercato ieri era impossibile non notare davanti alle logge di fronte al baretto un piccolo sepolcro. Un’aiuola con tanto di fiori, lampada votiva e una grossa croce in legno con un cartello “Speranza Piazzone 1927-2017”. Una lapide artigianale. A improvvisare questa istallazione a metà tra la protesta e la burla è stato Luca Giovacchini titolare del “Baretto” di piazza Cavour.
«Il locale è aperto dal 1966 - racconta - e mai come adesso abbiamo come l’impressione che non debba succedere più niente per risollevare la piazza». Non serve che l’amministrazione annunci dei lavori per martedì prossimo con i quali abbatterà otto chioschi dismessi, la fiducia proprio non c’è. «Lei sa quanti martedì ci sono stati negli ultimi decenni?», chiede Giovacchini al cronista.
«La mia non vuole essere una vera protesta - dice - ma una sorta di burla». E se Arlecchino si confessò burlando, il sentimento che ha portato questo commerciante a seppellire la propria speranza che il Piazzone venga riqualificato è lo stesso che c’è nel cuore di molti altri.
«Davanti al bar c’era questa buca - racconta - dato che nessuno è mai passato a coprirla, abbiamo deciso di farci un’aiuola: ci abbiamo messo qualche pianta e i fiori. La gente che passava, scherzando, ci diceva “condoglianze, chi è morto?”; non ci è rimasto che rispondere a tono: “la speranza”. E così abbiamo aggiunto la croce, la candela e il cartello». Al di là dell’uscita carnevalesca, il titolare dell’attività spiega che i problemi ci sono e sono più che evidenti: «In molti la pensano come me: non servono progetti faraonici, basterebbe che si pensasse alla pulizia quotidiana della piazza, alla sistemazione dell’asfalto e già la piazza avrebbe un’altro aspetto. Invece è sporca e decadente. È normale che le attività chiudanoper mancanza di lavoro o per spostarsi altrove. Capita spesso che entrino turisti a chiedere dov’è il centro. Come faccio a dire loro che ci sono già? Preferisco dire che devono arrivare in Paseggiata, almeno è decorosa».
(cbm)
«Il locale è aperto dal 1966 - racconta - e mai come adesso abbiamo come l’impressione che non debba succedere più niente per risollevare la piazza». Non serve che l’amministrazione annunci dei lavori per martedì prossimo con i quali abbatterà otto chioschi dismessi, la fiducia proprio non c’è. «Lei sa quanti martedì ci sono stati negli ultimi decenni?», chiede Giovacchini al cronista.
«La mia non vuole essere una vera protesta - dice - ma una sorta di burla». E se Arlecchino si confessò burlando, il sentimento che ha portato questo commerciante a seppellire la propria speranza che il Piazzone venga riqualificato è lo stesso che c’è nel cuore di molti altri.
«Davanti al bar c’era questa buca - racconta - dato che nessuno è mai passato a coprirla, abbiamo deciso di farci un’aiuola: ci abbiamo messo qualche pianta e i fiori. La gente che passava, scherzando, ci diceva “condoglianze, chi è morto?”; non ci è rimasto che rispondere a tono: “la speranza”. E così abbiamo aggiunto la croce, la candela e il cartello». Al di là dell’uscita carnevalesca, il titolare dell’attività spiega che i problemi ci sono e sono più che evidenti: «In molti la pensano come me: non servono progetti faraonici, basterebbe che si pensasse alla pulizia quotidiana della piazza, alla sistemazione dell’asfalto e già la piazza avrebbe un’altro aspetto. Invece è sporca e decadente. È normale che le attività chiudanoper mancanza di lavoro o per spostarsi altrove. Capita spesso che entrino turisti a chiedere dov’è il centro. Come faccio a dire loro che ci sono già? Preferisco dire che devono arrivare in Paseggiata, almeno è decorosa».
(cbm)
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