Il Tirreno

Versilia

Quanto spendono i candidati  per diventare sindaco 

di Cesare Bonifazi e Melania Carnevali
Quanto spendono i candidati  per diventare sindaco 

Sia a Camaiore che a Forte dei Marmi tutti dichiarano che non supereranno quota ventimila euro

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VIAREGGIO. Quanto spendono le liste e i candidati alle elezioni comunali del prossimo 11 giugno per promuovere la loro campagna elettorale? Secondo i dati consegnati dalle liste, le campagne elettorali di questa tornata saranno tutte piuttosto economiche. Non ci sono candidati che spenderanno più di ventimila euro. La strada verso il voto non sarà lastricata d’oro, insomma. E per candidarsi a Camaiore e Forte dei Marmi bastano poche migliaia di euro, con qualche differenza tra candidato e candidato.
Qui Camaiore. A disputarsi la palma del budget più ricco se la giocano in tre: si aggira tra i 15.000 e i 20.000 euro infatti il sostegno economico al sindaco uscente Alessandro Del Dotto, all’ex sindaco Giampaolo Bertola e all’imprenditore, nonché consigliere comunale uscente di Forza Italia, Marco Daddio. Il comitato di Del Dotto e quello di Bertola sono suscettibili a qualche rialzo dato che l’indicazione sulla spesa è stata data sul comitato elettorale che sostiene direttamente il sindaco e non sulle singole liste d’appoggio che avranno spese specifiche. Daddio invece si presenta con una sola lista a sostegno, per lui cifra secca, quindi. Più contenuti invece i costi per gli altri due candidati. Francesco Ceragioli, candidato portavoce del Movimento Cinque Stelle, spenderà dai 2.500 ai 3.000 euro. Ilaria Duccini, candidata per la sinistra nella lista Camaiore è tua, è l’ultima nella classifica di spesa: per lei appena un migliaio di euro di cui parte vengono dalle casse del partito Rifondazione Comunista.
Qui Forte dei Marmi. Leggermente più contenuti i costi della campagna elettorale fortemarmina. Il vicesindaco Michele Molino, con la lista “Molino sindaco”, in cui sono entrati a far parte cinque attuali amministratori e sei volti nuovi, spenderà 7.000 euro. «Tutti derivanti da autofinanziamento e donazioni di privati. Non c’è nessun partito a erogare denaro ed è tutto tracciato in un conto in banca», fanno sapere dalla lista. C’è poi Bruno Murzi, cardiochirurgo dell’Opa con la lista “Noi del Forte”, nata da un’alleanza con Fabio Giannotti (ex An) e l’architetto Enrico Ghiselli, per loro 15mila euro di autofinanziamento e anche qui nessun partito a finanziare. E ancora: Gianpaolo Bramanti, agente immobiliare, della lista “Legati al Forte”. Il candidato di centrodestra spenderà tra i 7 e i 9 mila euro derivanti in parte dai partiti che lo sostengono e in parte dalle proprie tasche. Infine Maria Teresa Baldini, con la lista “Fuxia People”, che parla di una cifra «molto inferiore ai 10mila euro». Una campagna economica per lei le cui spese necessarie sono state l’Ape, i palloncini e i manifesti.

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