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Incubo acqua marrone «Vogliamo vederla pulita»
Continuano ad arrivare segnalazioni da parte dei cittadini di Massarosa A Corsanico chiedono chiarimenti all’Asl: come possiamo cucinarci la pasta?
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MASSAROSA. Apri il rubinetto per riempire la pentola dove cucinare la pasta, ma l’acqua è marrone. Aspetti cinque, sei, sette minuti, mentre il contatore fuori gira, ma l’acqua è ancora marrone. E allora aspetti ancora uno, due, cinque minuti, arrivando a oltre dieci minuti di acqua gettata e a quel punto, l’acqua inizia a schiarirsi: da marrone diventa beige. È l’incubo dell’acqua sporca che vivono gli abitanti di Massarosa. Non sono bastati incontri, proteste, allarmi per risolverlo. E ancora continuano ad arrivare al Tirreno – che ha promosso una campagna – segnalazione da parte degli utenti.
Due le ultime. Una da Bargecchia, l’altra da Corsanico. «Puoi lasciare aperto il rubinetto per ore ma lo stato non cambia. Sempre marrone. È uno schifo; con tutto quello che fate pagare. È una vergogna», scrive Luigi Carraresi, che vive a Bargecchia.
Si appella invece direttamente all’Asl, per chiedere «chiarimenti», il cittadino che abita Corsanico: «Non ne possiamo più, vogliamo vedere l’acqua pulita, sapere di poter cucinare nella nostra acqua».
Gaia ha iniziato ha installare i “torbidimetri” , dispositivi che rilevano automaticamente i momenti in cui l’acqua non è limpida e che serviranno per costruire un modello matematico della rete e analizzare le configurazioni di funzionamento nelle varie situazioni di esercizio. I sei sono nel serbatoio di Villa Spinola, nella stazione di rilancio chiamata “Sirti” , nel serbatoio di Acquachiara, nel serbatoio “Marcaccio” , nella stazione di rilancio chiamata “Guado” e infine nel serbatoio Pian di Mommio, più precisamente nella tubazione in uscita per la frazione. Infine, in accordo con l’Ait e il Comune, Gaia ha stabilito di anticipare il termine dei lavori sull’acquedotto, che prevedono la sostituzione completa del tratto di acquedotto chiamato Pedemontana. Ma i cantieri chiuderanno solo nel 2018.
Due le ultime. Una da Bargecchia, l’altra da Corsanico. «Puoi lasciare aperto il rubinetto per ore ma lo stato non cambia. Sempre marrone. È uno schifo; con tutto quello che fate pagare. È una vergogna», scrive Luigi Carraresi, che vive a Bargecchia.
Si appella invece direttamente all’Asl, per chiedere «chiarimenti», il cittadino che abita Corsanico: «Non ne possiamo più, vogliamo vedere l’acqua pulita, sapere di poter cucinare nella nostra acqua».
Gaia ha iniziato ha installare i “torbidimetri” , dispositivi che rilevano automaticamente i momenti in cui l’acqua non è limpida e che serviranno per costruire un modello matematico della rete e analizzare le configurazioni di funzionamento nelle varie situazioni di esercizio. I sei sono nel serbatoio di Villa Spinola, nella stazione di rilancio chiamata “Sirti” , nel serbatoio di Acquachiara, nel serbatoio “Marcaccio” , nella stazione di rilancio chiamata “Guado” e infine nel serbatoio Pian di Mommio, più precisamente nella tubazione in uscita per la frazione. Infine, in accordo con l’Ait e il Comune, Gaia ha stabilito di anticipare il termine dei lavori sull’acquedotto, che prevedono la sostituzione completa del tratto di acquedotto chiamato Pedemontana. Ma i cantieri chiuderanno solo nel 2018.
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