Il presidio
La Finanza va a caccia dei truffatori del ticket
Nel mirino l’autocertificazione per non pagare o pagare meno visite e farmaci.
Nel 2016 una dichiarazione su due è risultata irregolare: si rischia la supermulta
VIAREGGIO. La Guardia di finanza va a caccia dei truffatori del ticket su farmaci, visite ed esami medici. Nel mirino delle Fiamme gialle, che stanno conducendo un’inchiesta a livello nazionale, ci sono tutti coloro che compilano le autocertificazioni mentendo sul proprio reddito. Si fingono più poveri allo scopo di ottenere sconti sul pagamento del ticket sanitario, oppure nel tentativo di non pagarlo neppure. Un comportamento che a volte è una bravata. Altre volte fa scoprire evasori a cinque stelle.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.15345556:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2017/05/16/news/allarme-truffa-in-centro-falsi-quei-volantini-enel-1.15345556]]
Un’irregolarità su due. I nuovi controlli sono già cominciati e stanno dando i primi risultati. «L’azione di polizia finanziaria della Guardia di finanza, svolta sull’intero territorio nazionale con riferimento alle annualità 2011, 2012 e 2013 – si legge in una nota – ha interessato una platea di oltre 1000 persone, analiticamente selezionate e sottoposte a controllo dalle Fiamme Gialle di tutta Italia».
Per quanto riguarda la Versilia e la provincia di Lucca in generale, nel 2016 i controlli sono stati 95 con irregolarità riscontrate in 57 casi, quindi uno su due. Per un importo complessivo di ticket non versati al servizio sanitario di oltre 25.000 euro. Va detto che le dichiarazioni controllate sono quelli segnalate dall’Asl, che evidentemente riscontra un comportamento sospetto e non un semplice errore. In questo caso, infatti, si tende a inviare una sorta di avviso bonario all’utente, che non comporta necessariamente l’accertamento.
Si fingono poveri. «Gli utenti nel mirino, sia italiani che stranieri – spiegano le Fiamme gialle – sulla base di false autocertificazioni relative al reddito del proprio nucleo familiare, hanno avuto talvolta accesso all’esenzione dal pagamento del ticket per prestazioni farmaceutiche e medico-specialistiche, sottraendosi in toto alla compartecipazione alla spesa del servizio sanitario regionale. Indipendentemente dalla reale posizione economica rivestita. Dimostratasi assai migliore rispetto a quanto comunicato». Nella rete dei controlli dei militari sono finite persone «che hanno beneficiato di esenzioni totali o parziali, certificando situazioni reddituali prossime all’indigenza a fronte di condizioni economiche (possesso di immobili, di autovetture di lusso e imbarcazioni, anche eseguendo operazioni finanziarie speculative) assolutamente floride».
Come funzionano i controlli. È l’Asl che fa scattare la segnalazione alla Guardia di finanza. Le autocertificazioni, infatti, sono in possesso dell’azienda sanitaria, che le riceve da chi le sottoscrive per il pagamento del ticket. In Toscana esistono quattro fasce di reddito: da 0 a 36.000 euro, da 36.000 a 70.000, da 70.000 a 100.000 e oltre 100.000. Su queste fasce viene calcolato l’importo del ticket per farmaci, visite ed esami medici: chi guadagna di più, paga di più. Sotto i 36.000 non si paga. L’Asl fa un controllo incrociato delle dichiarazioni con il ministero dell’Economia e delle Finanze, in particolare con la società ministeriale Sogei. Che possiede i dati reddituali degli utenti. Le situazioni irregolari finiscono sotto la lente della Finanza, che valuta come comportarsi.
Cosa si rischia. In genere si rischia una multa pari al triplo della somma non versata: se io dovevo pagare un ticket di 50 euro e non l’ho fatto, ne dovrò sborsare 150. Più il ticket stesso, quindi 200 in totale. Ma nei casi più gravi la Finanza può valutare se denunciare l’utente per truffa. A questo punto si rischia anche un accertamento fiscale complessivo, per capire se siamo di fronte a un evasore di professione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
