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L’Antro del Corchia sta passando in mano ai privati
A comprare sono Beni comunali Levigliani e Pellerano Marmi Lorenzoni: «C’è il rischio che venga svenduto tutto»
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STAZZEMA. «Quando l’Antro del Corchia fu attrezzato per renderlo visitabile ci fu un investimento di circa due miliardi di lire. I lavori vennero eseguiti dal Parco delle Apuane. Oggi, però, stanno avvenendo delle operazioni sottobanco per cercare di svendere tutto». A lanciare l’allarme è Gian Piero Lorenzoni, consigliere di minoranza di Stazzema. Il patrimonio carsico che si trova a Levigliani sta infatti vivendo un passaggio storico. I compratori sono già noti: sono i Beni comuni di Levigliani e la Pellerano Marmi Srl, che sono i proprietari del monte Corchia. Lo ha spiegato Simone Tonlorenzi, presidente della Società Antro del Corchia (partecipata dal Comune di Stazzema, da quello di Forte dei Marmi, e dal Parco delle Apuane), il quale ha fatto sapere che tutto è previsto in un accordo di massima. «Loro hanno il diritto di prelazione sul patrimonio della società. Ci saranno due perizie per stabilire il valore dei beni: una l’abbiamo fatta noi, ed è stato difficoltoso, e adesso stiamo aspettando quella dei privati. Vedremo i numeri quello che diranno, e speriamo che la cifra permetta di far fronte alla esposizione». Si parla di qualche centinaia di migliaia di euro di conti in rosso.
Dunque oltre alla gestione dell’Antro del Corchia, adesso anche le attrezzature – come ad esempio le scale in acciaio che si trovano nel percorso di circa due chilometri – diventeranno beni privati. È già dal 2015 – ma solo da poche settimane è stato reso noto - che la Cooperativa Sviluppo e Futuro di Levigliani ha sottoscritto un contratto direttamente con la Peleranno Marmi e i Beni Comuni di Levigliani. Mentre in precedenza – fin dai primi anni del 2000 - era la società pubblica a pagare la Coop Sviluppo e Futuro per i servizi di gestione. «Tutto ciò è avvenuto all’oscuro dei cittadini – prosegue Lorenzoni – e oggi si vuole proseguire con questa linea sull’alienazione dei beni. Ci sono tante incongruenze. La società andava liquidata non appena avesse cessato la sua funzione, facendo una stima del valore del bene. Invece sono 2 anni che la questione è ferma e non ci sono perizie: è inaccettabile ed emblematico del fatto che tutti sono d’accordo, contro l’interesse di una società che rischia di gravare sui bilanci degli enti pubblici, e invece potrebbe fruttare un utile dalla vendita del suo patrimonio. Stanno facendo tutto in casa e il Comune lascia fare senza intervenire».
Abbiamo contattato il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona, che è rimasto spiazzato, dicendo di non essere a conoscenza che la gestione dell’Antro del Corchia era passata di mano. A difesa dell’operazione è intervenuto però Emiliano Babboni, presidente della Coop Sviluppo e Futuro. «Attenzione a parlare di svendita – dice – non sarà un atto di vendita ma un riscatto a fine di un comodato d’uso che era iniziato nel ’96. E il riscatto avverrà a norma di legge come prevede il codice civile».
Intanto però in questi due anni e mezzo, dal 2015, per Lorenzoni «la Società Sviluppo e Futuro ha continuato a utilizzare i beni della società pubblica senza un contratto di comodato d’uso e questo ancora a danno delle società partecipate». Ora c’è solo da attendere la stima definitiva e capire quanto vale la società Antro del Corchia, poi sarà dismessa.
Tiziano Baldi Galleni
Dunque oltre alla gestione dell’Antro del Corchia, adesso anche le attrezzature – come ad esempio le scale in acciaio che si trovano nel percorso di circa due chilometri – diventeranno beni privati. È già dal 2015 – ma solo da poche settimane è stato reso noto - che la Cooperativa Sviluppo e Futuro di Levigliani ha sottoscritto un contratto direttamente con la Peleranno Marmi e i Beni Comuni di Levigliani. Mentre in precedenza – fin dai primi anni del 2000 - era la società pubblica a pagare la Coop Sviluppo e Futuro per i servizi di gestione. «Tutto ciò è avvenuto all’oscuro dei cittadini – prosegue Lorenzoni – e oggi si vuole proseguire con questa linea sull’alienazione dei beni. Ci sono tante incongruenze. La società andava liquidata non appena avesse cessato la sua funzione, facendo una stima del valore del bene. Invece sono 2 anni che la questione è ferma e non ci sono perizie: è inaccettabile ed emblematico del fatto che tutti sono d’accordo, contro l’interesse di una società che rischia di gravare sui bilanci degli enti pubblici, e invece potrebbe fruttare un utile dalla vendita del suo patrimonio. Stanno facendo tutto in casa e il Comune lascia fare senza intervenire».
Abbiamo contattato il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona, che è rimasto spiazzato, dicendo di non essere a conoscenza che la gestione dell’Antro del Corchia era passata di mano. A difesa dell’operazione è intervenuto però Emiliano Babboni, presidente della Coop Sviluppo e Futuro. «Attenzione a parlare di svendita – dice – non sarà un atto di vendita ma un riscatto a fine di un comodato d’uso che era iniziato nel ’96. E il riscatto avverrà a norma di legge come prevede il codice civile».
Intanto però in questi due anni e mezzo, dal 2015, per Lorenzoni «la Società Sviluppo e Futuro ha continuato a utilizzare i beni della società pubblica senza un contratto di comodato d’uso e questo ancora a danno delle società partecipate». Ora c’è solo da attendere la stima definitiva e capire quanto vale la società Antro del Corchia, poi sarà dismessa.
Tiziano Baldi Galleni
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