Il presidio
In arrivo a Massarosa una stretta sulla Tari e l’aumento dell’Irpef
di Cesare Bonifazi
Nel bilancio comunale è previsto il recupero in tre anni di tre milioni e 200mila euro di imposte e multe mai pagate
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MASSAROSA. La ricetta di Massarosa per recuperare i crediti? Stretta sul pagamento della Tari, aumentare dal 2018 l’addizionale Irpef togliendo scaglioni ed esenzioni, esigere i soldi dovuti dai Comuni della Versilia e da Gaia. Un’altra alternativa è quella di spalmare le cifre da riscuotere anche oltre il mandato della giunta attraverso un’interpretazione di una sentenza della Corte dei Conti sezioni unite autonomie locali che potrebbe permettere di allungare il tempo da tre anni a cinque. Nel piano di rientro del bilancio in approvazione mercoledì prossimo, l’amministratore di Massarosa ha in campo infatti una serie di azioni per rientrare di 3 milioni e 200mila euro entro il 2019. Con l’ok dei revisori dei conti, verrà messo al voto questo piano in cui la giunta Mungai dovrà recuperare somme, tra gli altri, dai cittadini, dagli altri Comuni della Versilia (un totale di 2 milioni) e dal gestore dell’acqua Gaia, che deve circa 2 milioni. Il credito che il Comune vanta nei confronti dei cittadini nasce prevalentemente dalla tassa sui rifiuti non pagata (circa sette milioni) e per le infrazioni del codice della strada.
Su questo punto però l’assessore al bilancio Stefano Natali ha le idee chiare: «I tempi di richiesta e di sollecito saranno più brevi - dice - già abbiamo accorciato la burocrazia e a febbraio abbiamo spedito i primi avvisi bonari a coloro che non avevano pagato entro novembre. Al momento ci sono in giro circa 12mila atti tra preavvisi, avvisi, fermi e pignoramenti. E dovremo continuare con questa formula. Inoltre abbiamo previsto per il 2018 l’aumento dell’addizionale Irpef togliendo scaglioni ed esenzioni. Ma questa è solo un’opzione che vorremmo fosse scongiurata: Comuni e Gaia dovranno però ottemperare ai loro doveri di pagamento». Su Gaia effettivamente le speranze ci potrebbero anche essere perché già da giugno è previsto il bando dell’azienda per un finanziamento strutturato da 130 milioni di euro dalle banche che dovrebbe ridurre finalmente i debiti che si sono formati al tempo della sua creazione. Tornando al bilancio, i residui attivi che il Comune ha al momento si aggirano intorno ai 20 milioni: tra questi ci sono, tra le altre cose, le royalties da 400mila euro del Comune di Viareggio e partite di vecchi contenziosi sulla creazione dell’impianto di Pioppogatto risalenti ai primi anni 2000.
«Nel 2014 abbiamo fatto una svalutazione da 6 milioni e 800 mila euro: in questa somma ci sono 2 milioni che vengono dai cittadini che non hanno pagato nel quadriennio 2005-2009, i due milioni di Gaia e due milioni di anticipazioni. Non nascondiamo il fatto che il nostro bilancio soffre di problemi che sono cronici - dice Natali - le criticità sono venute a galla solamente negli ultimi tempi perché fino a che ci sono stati i soldi del fondo Matteoli (quelli stanziati per il dissesto idrogeologico) facevano cassa. Quello che presenteremo sarà un bilancio pulito: in cui abbiamo tolto i soldi delle tombe perpetue e dei canoni ricognitori. Considerando che il nostro bilancio è di 20 milioni. Praticamente abbiamo un altro bilancio fatto solamente di crediti».
Su questo punto però l’assessore al bilancio Stefano Natali ha le idee chiare: «I tempi di richiesta e di sollecito saranno più brevi - dice - già abbiamo accorciato la burocrazia e a febbraio abbiamo spedito i primi avvisi bonari a coloro che non avevano pagato entro novembre. Al momento ci sono in giro circa 12mila atti tra preavvisi, avvisi, fermi e pignoramenti. E dovremo continuare con questa formula. Inoltre abbiamo previsto per il 2018 l’aumento dell’addizionale Irpef togliendo scaglioni ed esenzioni. Ma questa è solo un’opzione che vorremmo fosse scongiurata: Comuni e Gaia dovranno però ottemperare ai loro doveri di pagamento». Su Gaia effettivamente le speranze ci potrebbero anche essere perché già da giugno è previsto il bando dell’azienda per un finanziamento strutturato da 130 milioni di euro dalle banche che dovrebbe ridurre finalmente i debiti che si sono formati al tempo della sua creazione. Tornando al bilancio, i residui attivi che il Comune ha al momento si aggirano intorno ai 20 milioni: tra questi ci sono, tra le altre cose, le royalties da 400mila euro del Comune di Viareggio e partite di vecchi contenziosi sulla creazione dell’impianto di Pioppogatto risalenti ai primi anni 2000.
«Nel 2014 abbiamo fatto una svalutazione da 6 milioni e 800 mila euro: in questa somma ci sono 2 milioni che vengono dai cittadini che non hanno pagato nel quadriennio 2005-2009, i due milioni di Gaia e due milioni di anticipazioni. Non nascondiamo il fatto che il nostro bilancio soffre di problemi che sono cronici - dice Natali - le criticità sono venute a galla solamente negli ultimi tempi perché fino a che ci sono stati i soldi del fondo Matteoli (quelli stanziati per il dissesto idrogeologico) facevano cassa. Quello che presenteremo sarà un bilancio pulito: in cui abbiamo tolto i soldi delle tombe perpetue e dei canoni ricognitori. Considerando che il nostro bilancio è di 20 milioni. Praticamente abbiamo un altro bilancio fatto solamente di crediti».
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