Il presidio
Viareggio, formula vincente
di Donatella Francesconi
Pollicardo (Nautica Italiana): barche in mostra là dove si costruiscono
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VIAREGGIO. Dal Salone nei padiglioni, a quello nelle darsene, generalista, in un’epoca in cui il mercato lo richiedeva, al Salone 0.3, quello che mette insieme le barche in mostra e la vetrina su come si costruiscono, direttamente sul posto. «Il modello ce l’abbiamo davanti», spiega Lorenzo Pollicardo, segretario generale di Nautica Italiana e molto altro ancora, forte di una vita trascorsa nel settore. «In nessun altro posto al mondo è possibile trovare tutto quanto vediamo intorno a noi nella Darsena di Viareggio». Dove gli addetti ai lavori, gli inviati degli armatori in giro per il mondo, gli espositori di tutto quanto fa una barca, «scoprono come si costruisce uno yacht, lo toccano con mano». In luogo dove esiste «un’eccellenza di tipologia di prodotto che spesso sfugge». E se fosse per Pollicardo il Salone della nautica “made in Viareggio” «sarebbe ancora più aperto».
Dunque, «nessuna sottrazione a Genova», ipotesi frutto della contesa tra Nautica Italiana ed Ucina. Contesa che ha portato come risultato la sospensione del giudizio da parte del Governo centrale in merito ai finanziamenti per Versilia Yachting Rendez-Vous e Salone di Genova.
«La Francia - ricorda Pollicardo - ha quattro saloni, due dei quali leader a livello internazionale. Il segreto è che si parlano, sono in sinergia. Si sovrappongono un po’, è vero, ma è inevitabile». Ma tra gli ingredienti di successo, Pollicardo ne individua uno che si è rivelato fondamentale anche nel caso dell’ “esperimento” avviato per la prima volta Viareggio: «Un’ottima capacità organizzativa, non a caso in capo a società fieristiche professionali». Nel caso di Viareggio, FieraMilano.
I quattro eventi d’Oltralpe, inoltre sono «complementari ed integrati tra loro in termini di prodotti esposti e target di pubblico».
Risultato identico a quello che si prefigge il Versilia Yachting, prima edizione. Il cui format «si presenta complementare e sinergico al Salone di Genova. Con l’intento di valorizzare le potenzialità dell’industria nautica d’eccellenza che, proprio in Toscana ed in Versilia, ha un forte insediamento e una consolidata tradizione».
Dalla analisi alla realtà, con le conversazioni colte tra le banchine, ai bordi delle barche, nei punti ristoro. «In questi giorni vediamo in Darsena persone che nella quotidianità non incontriamo», è il commento di Giorgio Campini, cantiere “Tecnopool Srl”, sede a Viareggio nell’area della DR12, i cantieri nati più di recente. Ci sono gli armatori, i loro referenti, è stato tutto un ricevere chiamate, così il racconto di queste giornate. Che hanno visto la Darsena della grande nautica procedere con una marcia in più, a detta di Campini: «Abbiamo deposto le rivalità, ci stiamo dando una mano tutti insieme, c’è disponibilità tra di noi. Con una telefonata risolviamo i problemi appoggiandoci gli uni agli altri». Uno sguardo all’ “avventura” che domani va a terminare ed un altro già sulla lunga distanza, visto l’accordo siglato tra Regione, Distretto tecnologico della nautica e la portualità e Comune di Viareggio con l’impegno a riproporre l’evento per i prossimi tre anni.
«Va coinvolta la città», è la proposta di Campini: «Io penso che per una prossima edizione la giornata della domenica potrebbe essere aperta alla città con ingresso libero».
Chiusi i battenti della manifestazione fortemente voluta da Nautica Italia, con il coinvolgimento di FieraMilano e Fondazione Altagamma, ed il lavoro sul campo di Navigo, «ci sarà inevitabilmente un processo di miglioramento» che si baserà «sulla critica costruttiva», per dirla ancora con le parole di Lorenzo Pollicardo. Il quale a Viareggio lascia un monito: «È necessario acquisire consapevolezza del bene dal punto di vista sociale che un evento come il Versilia Yachting porta a Viareggio. In una condizione che non c’è altrove, dove un appuntamento del genere, una volta finito lo show, se ne va».
Dal Club nautico - dove l’incontro con Pollicardo avviene nell’ambito della presentazione della quinta ricerca di Cna-Produzione nautica dal titolo “Dinamiche e prospettive di mercato della filiera nautica da diporto” - alla via Coppino, tra espositori e luoghi per il pranzo decisamente affollati. Eccolo qua lo scenario fatto di officine, cantieri, tute bianche, rumori, via vai di personale e mezzi, dalle “bocche” dei cantieri spalancate sulla strada dell’esposizione. È la nautica di Viareggio, che è poi quella grande nel mondo: 497 imprese, per un numero totale di 4.300 addetti, ed un valore della produzione, a prezzi di fabbrica 2015, che è risultato superiore a 1,130 milioni di euro, in crescita del 3,7% circa rispetto all’anno precedente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dunque, «nessuna sottrazione a Genova», ipotesi frutto della contesa tra Nautica Italiana ed Ucina. Contesa che ha portato come risultato la sospensione del giudizio da parte del Governo centrale in merito ai finanziamenti per Versilia Yachting Rendez-Vous e Salone di Genova.
«La Francia - ricorda Pollicardo - ha quattro saloni, due dei quali leader a livello internazionale. Il segreto è che si parlano, sono in sinergia. Si sovrappongono un po’, è vero, ma è inevitabile». Ma tra gli ingredienti di successo, Pollicardo ne individua uno che si è rivelato fondamentale anche nel caso dell’ “esperimento” avviato per la prima volta Viareggio: «Un’ottima capacità organizzativa, non a caso in capo a società fieristiche professionali». Nel caso di Viareggio, FieraMilano.
I quattro eventi d’Oltralpe, inoltre sono «complementari ed integrati tra loro in termini di prodotti esposti e target di pubblico».
Risultato identico a quello che si prefigge il Versilia Yachting, prima edizione. Il cui format «si presenta complementare e sinergico al Salone di Genova. Con l’intento di valorizzare le potenzialità dell’industria nautica d’eccellenza che, proprio in Toscana ed in Versilia, ha un forte insediamento e una consolidata tradizione».
Dalla analisi alla realtà, con le conversazioni colte tra le banchine, ai bordi delle barche, nei punti ristoro. «In questi giorni vediamo in Darsena persone che nella quotidianità non incontriamo», è il commento di Giorgio Campini, cantiere “Tecnopool Srl”, sede a Viareggio nell’area della DR12, i cantieri nati più di recente. Ci sono gli armatori, i loro referenti, è stato tutto un ricevere chiamate, così il racconto di queste giornate. Che hanno visto la Darsena della grande nautica procedere con una marcia in più, a detta di Campini: «Abbiamo deposto le rivalità, ci stiamo dando una mano tutti insieme, c’è disponibilità tra di noi. Con una telefonata risolviamo i problemi appoggiandoci gli uni agli altri». Uno sguardo all’ “avventura” che domani va a terminare ed un altro già sulla lunga distanza, visto l’accordo siglato tra Regione, Distretto tecnologico della nautica e la portualità e Comune di Viareggio con l’impegno a riproporre l’evento per i prossimi tre anni.
«Va coinvolta la città», è la proposta di Campini: «Io penso che per una prossima edizione la giornata della domenica potrebbe essere aperta alla città con ingresso libero».
Chiusi i battenti della manifestazione fortemente voluta da Nautica Italia, con il coinvolgimento di FieraMilano e Fondazione Altagamma, ed il lavoro sul campo di Navigo, «ci sarà inevitabilmente un processo di miglioramento» che si baserà «sulla critica costruttiva», per dirla ancora con le parole di Lorenzo Pollicardo. Il quale a Viareggio lascia un monito: «È necessario acquisire consapevolezza del bene dal punto di vista sociale che un evento come il Versilia Yachting porta a Viareggio. In una condizione che non c’è altrove, dove un appuntamento del genere, una volta finito lo show, se ne va».
Dal Club nautico - dove l’incontro con Pollicardo avviene nell’ambito della presentazione della quinta ricerca di Cna-Produzione nautica dal titolo “Dinamiche e prospettive di mercato della filiera nautica da diporto” - alla via Coppino, tra espositori e luoghi per il pranzo decisamente affollati. Eccolo qua lo scenario fatto di officine, cantieri, tute bianche, rumori, via vai di personale e mezzi, dalle “bocche” dei cantieri spalancate sulla strada dell’esposizione. È la nautica di Viareggio, che è poi quella grande nel mondo: 497 imprese, per un numero totale di 4.300 addetti, ed un valore della produzione, a prezzi di fabbrica 2015, che è risultato superiore a 1,130 milioni di euro, in crescita del 3,7% circa rispetto all’anno precedente.
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