Il Tirreno

Versilia

L’Istituto Galilei in lizza  per il premio Siemens 

di Simone Pierotti
L’Istituto Galilei in lizza  per il premio Siemens 

Il progetto di schermatura dei campi elettromagnetici presentato dai suoi allievi è stato selezionato per il prestigioso riconoscimento europeo

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VIAREGGIO. Sembra l’ultimo marchingegno partorito dalla mente di uno dei tanti cervelli in fuga dall’Italia. E invece è “solo” il frutto degli sforzi di una trentina di studenti delle scuole superiori. Il Galilei di Viareggio è in lizza per il Premio Siemens, prestigioso riconoscimento concepito per gli istituti tecnici industriali di tutta Italia, con un progetto di schermatura dei campi elettromagnetici, un tema divenuto particolarmente sensibile negli ultimi tempi.

«Vada come vada, siamo tra i primi cinque in Italia - racconta con una punta di comprensibile orgoglio Alberto Del Carlo, docente di elettrotecnica ed elettronica nonché coordinatore del progetto alla cui realizzazione hanno partecipato i professori Giovanni Gemignani e Francesco Bertoncini - per noi è sicuramente uno stimolo non solo confrontarci con altre scuole, ma anche rispettare gli alti standard qualitativi di Siemens: noi usiamo tre diversi macchinari laddove ne viene richiesto almeno uno ai fini del concorso. Gli studenti imparano così fin da subito a lavorare seriamente e secondo le richieste e le esigenze del committente, preparandosi così a quel che troveranno una volta usciti da scuola».

Al progetto hanno partecipato 30-35 studenti del Galilei stesso, con ben tre classi del corso serale, con studenti provenienti dai loro corsi nell'Itis Nautico e Liceo. Un bel lavoro di squadra al vaglio della giuria del premio, costituita da esperti di Siemens Italia e rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, che renderà noti i nomi dei vincitori. Un’emozione che il Galilei ha già provato lo scorso anno quando vinse nella categoria Junior con il progetto della selezionatrice ottica per l’agroalimentare biologico.

«Grazie a quel premio abbiamo potuto acquistare macchinari e attrezzature all’avanguardia che non si trovano facilmente sul nostro territorio, tant’è che la Siemens stessa ci ha detto che potremmo tranquillamente occuparci pure di formazione per le aziende», prosegue Del Carlo.
Ma come funziona la schermatura dei campi elettromagnetici? «In laboratorio abbiamo riprodotto un elettrodotto, con tanto di tralicci attraverso i quali viene distribuita l’alta tensione, seguendo la normativa Cei 211-4 in materia. In pratica immettiamo una corrente nella fune di guardia che fa così da scudo alle onde elettromagnetiche. Questo dispositivo è ideale per le abitazioni a ridosso o nelle immediate vicinanze di un elettrodotto: con il nostro sistema non sarebbe necessario andare a toccare l’impianto elettrico della casa né i tralicci».
 

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