Il Tirreno

Versilia

Vitelli (Azimut): realizzo un sogno  lungo dieci anni  

di Donatella Francesconi
Vitelli (Azimut): realizzo un sogno  lungo dieci anni  

La formula vincente è «barca-cantiere-città» E Viareggio è la location ideale per proporla

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VIAREGGIO. L’incontro, casuale, nell’unico posto in cui poteva avvenire: a bordo banchina, sulla “Bori” prestata al Versilia Yachting Rendez-Vous, prima puntata del romanzo che Viareggio si augura di tessere con il suo Salone. Se con un viaggio indietro nel tempo si tornasse ai primi anni Settanta, lungo una banchina analoga ritroveremmo un Paolo Vitelli studente universitario impegnato, con la sua “Azimut Srl” appena fondata, a noleggiare barche.
Di anni ne sono trascorsi, ed oggi i numeri di Azimut-Benetti sono spinti al massimo: 710 milioni di euro di fatturato, primo gruppo al mondo nella nautica da diporto, una media di 300 yacht prodotti all’anno, ed una attività che punta sempre più a superare la sfida dei centro metri di lunghezza.
Nello scenario dei maxi gioielli del mare che si sono dati appuntamento a Viareggio, all’ombra di quel celeste Azimut, simbolo dei cantieri dell’azienda di Avigliana, Vitelli, sollecitato dal “Tirreno” a margine del taglio del nastro, sorride e si lascia andare ad un sincero «sono contento, che bella cosa...». Al quale aggiunge: «Ho visto tanta gente sorridente. Per questo non posso che essere contento».
Parole che il patron di Azimut-Benetti, l’uomo che ha consumato per primo la rottura con Ucina (Confindustria nautica), dato vita a Nautica Italiana (l’associazione di categoria della quale la figlia Giovanna è vice presidente), pronuncia con il sollievo di chi, oggi, si gode il momento del successo. Per essere arrivato alla meta, realizzando quello che sembrava impensabile, non solo dal punto di vista tecnico-operativo dell’organizzazione, ma anche “politico”. E degli equilibri nel mondo della grande industria italiana che produce barche.
Se lo immaginava così, questo numero zero del Salone, nei giorni in cui si formalizzava la rottura e negli anni successivi, mentre era impegnato a raggiungere il traguardo che è oggi sotto gli occhi di tutti?
«Il Versilia Yachting Rendez Vous deve diventare la vetrina della nautica italiana. Questo posso dire».
Guarda già al futuro del Salone?
«Sì. Perché questo evento deve essere ripetuto. È una certezza».
Non solo contento, ma anche ottimista sulla lunga distanza, insomma. Anche se rimane l’incognita di un finanziamento dal Governo centrale per una seconda edizione del Versilia Yachting.
«Il porto c’è, e basta guardarsi intorno. La Regione Toscana, inoltre, ci ha supportato. Ed il ministero, prima o dopo, arriverà...».
Il porto c’è: un commento molto ascoltato, in queste ore, anche tra gli operatori che quotidianamente lo vivono. Un porto alla Vitelli, si potrebbe dire, perché sono molti anni che Azimut-Benetti coltiva un progetto, un sogno, per la Darsena viareggina, alla quale applicare i modelli, per esempio, del Nord Europa.
«Quello di Viareggio è un porto grande, che ha tanti cantieri tutto intorno, con la fortuna che si tratta dei marchi della grande nautica mondiale. Insomma, certo non il privilegio di uno o due. Anche per questo, noi di Azimut abbiamo scelto di stare in seconda fila mentre la manifestazione prendeva la forma che è sotto gli occhi di tutti».
Penso al vetro del cantiere Azimut in darsena Lucca, al progetto che avevate dieci anni fa di una Darsena viareggina in cui cantieri, il porto, e la città intera interagiscano. Questo Versilia Yachting sembra nato un po’ sotto questo segno: basta guardare le “bocche” dei grandi cantieri tutte spalancate sulle darsene, a lasciare vedere gli interni, il luogo fisico della produzione dei sogni galleggianti...
«La formula barca-cantiere-città non può che essere destinata ad avere successo. La nostra è sempre stata ed è un’idea di trasparenza nei confronti del pubblico. Ed il cantiere in darsena Lucca, che lei ha citato, nasce esattamente per coltivare questa idea. Perché la formula alla quale ho fatto riferimento è esattamente quella che i clienti vogliono. E quella della Darsena di Viareggio - lo si vede oggi - è la giusta location per farla diventare realtà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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