Italia
La cantieristica viareggina dà lavoro a 4.300 addetti
VIAREGGIO. il Distretto della cantieristica di Viareggio conta 497 imprese per un numero totale di 4.300 addetti. Due terzi di queste aziende ha sede nel territorio del comune. Sono i dati diffusi...
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VIAREGGIO. il Distretto della cantieristica di Viareggio conta 497 imprese per un numero totale di 4.300 addetti. Due terzi di queste aziende ha sede nel territorio del comune. Sono i dati diffusi ieri da Markagain, la divisione di Cerved Credit Management Group dedicata allo “smart luxury” per l’acquisto, la gestione e la vendita di beni di lusso usati, che partecipa alla prima edizione del Versilia Yachting Rendez-vous.
Il valore della produzione del Distretto, a prezzi di fabbrica 2015, è risultato superiore a 1,130 milioni di euro, in crescita del 3,7% circa rispetto all’anno precedente. Oltre l’82% di questo valore si è tradotto in export, in crescita del 16,3% rispetto all’anno precedente.
L’attività del comprensorio viareggino - è ancora il rapporto di “Markagain” - si concentra sulla progettazione e fabbricazione di unità da diporto tra i 20 e i 50 metri, sulla produzione di mega-yacht e sulla ristrutturazione di barche d’epoca, oltre che sul refitting navale.
Le imprese operano attraverso lavorazioni di tipo artigianale, quasi sempre realizzate su commessa, secondo una forte tendenza alla cooperazione che valorizza le elevate competenze diffuse nel territorio. Nel contesto di 70 yacht - di lunghezza superiore ai 70 metri - in costruzione nel 2016, due cantieri italiani, Azimut-Benetti e San Lorenzo, si sono confermati “top builder”.
Un punto di forza del distretto è individuabile nella filiera, composta da una rete di piccole-medie imprese diversificate per tutti gli ambiti dello yachting: «Per questo si parla di “distretto orizzontale”, che consente di eccellere in tutti i campi, dalla cantieristica alla produzione di accessori, di impiantistica, di elettronica e nelle attività di riparazione e refitting».
I cantieri di Viareggio - sottolinea “Markagain” - competono sul mercato mondiale attraverso una serie di plus tecnologici, sostenendo un’importante diversificazione e penetrazione commerciale, rivolta principalmente ai mercati internazionali.
Tra i fattori di successo, lo studio evidenzia la propensione dei cantieri viareggini ad innovare i prodotti. Grazie all’attività di ricerca, focalizzata sullo studio di materiali composti, sull’idrodinamica e sullo sviluppo di tecnologie eco-compatibili, che consente la realizzazione di apparati motori efficienti e silenziosi, lo sviluppo di tecnologie per il fine vita delle imbarcazioni e l’adozione di materiali meno inquinanti.
Milvio Ricci, direttore di “Markagain”, tira così le fila: «Nel corso degli anni, le aziende del distretto di Viareggio hanno saputo sviluppare competenze artigianali e un know-how produttivo fortemente specializzato per la ricercatezza e la varietà dei materiali. In questo territorio c’è una altissima capacità della manodopera unita a una cura massima dei dettagli e delle finiture artigianali. C’è la capacità di impiegare materiali pregiati che rendono unica ogni imbarcazione. Per questo dobbiamo ringraziare le tante aziende che lavorano sul territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il valore della produzione del Distretto, a prezzi di fabbrica 2015, è risultato superiore a 1,130 milioni di euro, in crescita del 3,7% circa rispetto all’anno precedente. Oltre l’82% di questo valore si è tradotto in export, in crescita del 16,3% rispetto all’anno precedente.
L’attività del comprensorio viareggino - è ancora il rapporto di “Markagain” - si concentra sulla progettazione e fabbricazione di unità da diporto tra i 20 e i 50 metri, sulla produzione di mega-yacht e sulla ristrutturazione di barche d’epoca, oltre che sul refitting navale.
Le imprese operano attraverso lavorazioni di tipo artigianale, quasi sempre realizzate su commessa, secondo una forte tendenza alla cooperazione che valorizza le elevate competenze diffuse nel territorio. Nel contesto di 70 yacht - di lunghezza superiore ai 70 metri - in costruzione nel 2016, due cantieri italiani, Azimut-Benetti e San Lorenzo, si sono confermati “top builder”.
Un punto di forza del distretto è individuabile nella filiera, composta da una rete di piccole-medie imprese diversificate per tutti gli ambiti dello yachting: «Per questo si parla di “distretto orizzontale”, che consente di eccellere in tutti i campi, dalla cantieristica alla produzione di accessori, di impiantistica, di elettronica e nelle attività di riparazione e refitting».
I cantieri di Viareggio - sottolinea “Markagain” - competono sul mercato mondiale attraverso una serie di plus tecnologici, sostenendo un’importante diversificazione e penetrazione commerciale, rivolta principalmente ai mercati internazionali.
Tra i fattori di successo, lo studio evidenzia la propensione dei cantieri viareggini ad innovare i prodotti. Grazie all’attività di ricerca, focalizzata sullo studio di materiali composti, sull’idrodinamica e sullo sviluppo di tecnologie eco-compatibili, che consente la realizzazione di apparati motori efficienti e silenziosi, lo sviluppo di tecnologie per il fine vita delle imbarcazioni e l’adozione di materiali meno inquinanti.
Milvio Ricci, direttore di “Markagain”, tira così le fila: «Nel corso degli anni, le aziende del distretto di Viareggio hanno saputo sviluppare competenze artigianali e un know-how produttivo fortemente specializzato per la ricercatezza e la varietà dei materiali. In questo territorio c’è una altissima capacità della manodopera unita a una cura massima dei dettagli e delle finiture artigianali. C’è la capacità di impiegare materiali pregiati che rendono unica ogni imbarcazione. Per questo dobbiamo ringraziare le tante aziende che lavorano sul territorio».
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