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Aggressione a un sindacalista richiesta danni a padre e figlio
Nell’incontro in Camera del lavoro la Cgil chiese all’azienda di pagare gli arretrati e scoppiò il caos La condanna in primo grado è stata confermata dalla Corte d’Appello. La difesa non farà ricorso
VIAREGGIO. La Corte d’Appello di Firenze ha confermato la doppia condanna per Pietro Calsabianca e suo figlio Domenico Calsabianca per l’episodio dell’aggressione al sindacalista della Cgil avvenuta nel 2013. La Cgil, a tal proposito, ha annunciato che chiederà il risarcimento dei danni subiti ai due imputati. La cui difesa, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Miracolo, non farà ricorso in Corte di Cassazione.
L’episodio avviene nell’aprile del 2013. Nella Camera del lavoro di Viareggio c’è l’incontro tra la Yacht System, azienda navale (oggi chiusa) con sede a Bozzano, e i rappresentanti dei lavoratori. Nel mirino c’è la cassa integrazione ordinaria, chiesta e ottenuta dall’impresa, che i dipendenti affermano di non ricevere da gennaio. In quel momento la Yacht System è impegnata nel cantiere di Sanlorenzo ad Ameglia (La Spezia): non a caso assieme ai rappresentanti della Cgil versiliese c’è anche un esponente spezzino del sindacato, Roberto Canale, segretario provinciale della Fillea di La Spezia. Canale chiede il versamento degli arretrati per i lavoratori impegnati ad Ameglia. E afferma che – in caso non si provveda a pagare gli operai – scatterà un decreto ingiuntivo. Di fronte a Canale – secondo quanto raccontano i sindacalisti – c’è il contabile dell’azienda, Pietro Calsabianca. Che – sempre secondo quanto riporta la denuncia – si sarebbe alzato dal tavolo della trattativa tirando fuori un coltello e puntandolo alla gola di Canale. Che poi l’avrebbe allontanato. Nel frattempo volano parole grosse: i sindacalisti parlano di minacce di morte. Secondo quanto raccontato da Canale anche il figlio di Calsabianca, Domenico (socio della Yacht System), che è presente all’incontro, si avvicina al sindacalista e da dietro gli mette le mani intorno al collo. Spingendolo poi verso il muro. Anche in questo caso Canale lo allontana bruscamente.
La Cgil, dopo la denuncia in commissariato a Viareggio, rende pubblica la vicenda con un comunicato stampa di allarme su quanto accaduto. La Procura di Lucca apre un fascicolo e chiede (e ottiene) il rinvio a giudizio di Pietro e Domenico Calsabianca. Nel settembre del 2015 il giudice del tribunale di Lucca ritiene colpevole Pietro Calsabianca dei reati di minacce e porto d’armi abusivo, condannandolo a tre mesi. Assolvendolo, invece, dall’accusa di percosse. Al figlio di Pietro ed ex socio della Yacht System, Domenico Calsabianca, è stata inflitta una pena di un mese per le percosse, mentre è stato assolto per le minacce. La Corte d’Appello di Firenze ha confermato il verdetto. (m.t.)
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